23 Agosto 2017
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"Chiudiamo le Casse dei professionisti, caste non riformabili". Petizione on line del gruppo ´21 aprile´

27-07-2017 08:17 - Avvocatura, Ordini e Professioni
Il gruppo avvocati campani "21 aprile" è promotore e sostenitore della petizione Chiudiamo le Casse di previdenza e assistenza.

Una proposta certamente radicale, ma che, dice Vanna Renella, la leader del gruppo, è l´unica strada per eliminare gli sperperi, ridare dignità al futuro, non avere sorprese quando non si sarà in grado di lavorare e avere le garanzie di interventi statali in caso di default del sistema di contribuzione e la pensione minima garantita come avviene in Inps.

Registriamo anche questa posizione, e, nell´intento di informare i colleghi circa tutte le proposte che sono sul tappeto, abbiamo sentito Vanna Renella, ed al suo intervento introduttivo facciamo seguire il testo integrale della petizione, che è possibile firmare come da indicazioni che seguono.

Perchè questa petizione
(Intervento di Vanna Renella)



Il tutto è nato in maniera spontanea tra colleghi e professionisti che da mesi si confrontano su di un piano di cultura previdenziale. La petizione e´ rivolta agli avvocati, ma anche a tutti I liberi professionisti per una serie di buone ragioni che sono chiarite nella petizione.

Leggete la petizione e firmatela, ne va del nostro futuro previdenziale che deve essere pubblico, garantito e non fonte di ricchezza di poche elites interne alla categoria.

Ricordate le indennita´ del presidente e dei delegati di Cassa? Vogliamo eliminare gli sperperi, ridare dignità al nostro futuro, non avere sorprese quando non saremo in grado di lavorare e avere le garanzie di interventi statali in caso di default del sistema di contribuzione e la pensione minima garantita come avviene in Inps.

Noi siamo professionisti ed in Italia i danni delle gestioni private le abbiamo sotto gli occhi! Siamo costantemente vessati ed ora vogliono togliere la pensione di vecchiaia ai redditi piu´ bassi! Questa politica delle Casse è a tutela dei pochi ricchi o dei molti ricchissimi occulti, che reggono il loro sistema di interessi a danno della maggioranza.

Solo una gestione pubblica in Inps ci garantira´ diritti ed equità, altre vie non sono percorribili e coloro che le prospettano o sono partecipanti attivi dello scempio o vogliono solo prendere tempo sulla vostra-nostra pelle!

Riformare le Casse? E´ un sistema di elites e nessuno riuscira´ mai a riformare ciò che e´ corrotto ab origine per prassi e scelte inique! Non vogliamo elemosine vogliamo cio´ che ci spetta, un sistema giusto nel bene di tutti!

Il testo della petizione

Ecco di seguito il testo della petizione.
Chi intendesse firmarla può andare sul seguente link dedicato https://firmiamo.it/chiudiamo-le-casse-di-previdenza-dei-professionisti
e in basso cliccare su FIRMA. E´ possibile lasciare anche un commento,la pagina dedicata e´ intuitiva e basteranno pochi minuti per firmare.

Le Casse di Previdenza dei liberi Professionisti sono l´ennesimo scandalo italiano nella gestione dei fondi pubblici.
Esse dovrebbero tutelare il futuro previdenziale dei lavoratori liberi professionisti ma per lo schema pensionistico gestionale verso cui stanno evolvendo, si stanno rivelando essere una vessazione aggiuntiva a quelle dei lavoratori a partita IVA.
Vi spiego il motivo.
A partire dagli anni novanta le Casse sono state e sono la gallina dalle uova d´oro per i professionisti che sono andati e stanno andando in pensione in quanto a fronte di basse contribuzioni, grazie alla quadruplicazione degli iscritti, hanno garantito le famose pensioni paghi uno e prendi otto nel migliore dei casi anche 12 e nel peggiore paghi uno e prendi quattro.
Con la riforma Damiano del 2007 e Fornero del 2012, sconosciute ai due milioni di professionisti iscritti, le casse hanno aumentato la contribuzione e diminuito le prestazioni promesse al punto che esse ora si attestano in circa la metà del tasso di sostituzione di un lavoratore iscritto all´INPS.
Già ora il 97% dei contributi previdenziali sono raccolti dall´INPS che ha il 95% dei lavoratori italiani iscritti.
Per rendere il servizio pubblico pensionistico dei liberi professionisti (perché le Casse svolgono un servizio pubblico anche se sono con persona giuridica privata in quanto soggette al diritto pubblico come lo è la riforma Fornero), adeguato e sostenibile (l´adeguatezza è un parametro costituzionale che le Casse fanno finta di non conoscere) c´è una sola soluzione.
INCORPORARE LE 19 CASSE DI PREVIDENZA DEI LIBERI PROFESSIONISTI ALL´INPS, COME E´ GIA´ ACCADUTO PER LA CASSA DEI DIRIGENTI D´IMPRESA E PER I DIPENDENTI PUBBLICI IN MODO DA AVERE LE STESSE INTEGRAZIONI CHE OGGI I LIBERI PROFESSIONISTI CONTRIBUISCONO AD INTEGRARE AI LAVORATORI DIPENDENTI CON I TRASFERIMENTI DALLA FISCALITA´ GENERALE.
Questa proposta è stata reputata non attuabile in quanto priva dell´adeguato consenso.
Peccato che il consenso non viene dato da quelli che governano il sistema previdenziale e che stanno usufruendo delle più generose prestazioni previdenziali del mondo.
Questa petizione è semplicemente una possibilità di non fare per i prossimi 20 anni la figura dell´imbecille e di trovarsi con il sedere per terra al momento del bisogno.
Nel frattempo i 19 sistemi pensionistici stanno garantendo 19 posizioni di presidente, alcune con emolumenti multipli rispetto al presidente dell´INPS, 19 CDA e relative giunte con gettoni di presenza, ripetizione triennale di calcoli attuariali che non hanno senso in quanto il sistema pensionistico è sempre a ripartizione; call center, banche depositarie, gestori di fondi che hanno mano libera su patrimoni che non riuscite neanche ad immaginare e che hanno una particolarità: rendono sempre meno del debito pubblico italiano.
Io la mia parte l´ho fatta spiegandovi la situazione.
Voi potete scegliere di mantenere una massa di parassiti mafiosi-massoni oppure riportare il sistema ad una gestione civile e democratica.
Buon lavoro.

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