19 Settembre 2017
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"Ministro Fedeli, subito una White List e strumenti seri per tutelare gli adolescenti dai bruti. Il resto è fuffa"

16-07-2017 08:39 - Newsletter
«Fammi vedere quanto sei brava», questa, lo abbiamo appreso ieri da tutti i principali giornali, l´espressione di partenza che apriva poi una violenza inammissibile ed inaudita, nei confronti di giovanissime studentesse impegnate negli stages previsti nell´ambito del programma nazionale "alternanza scuola lavoro" messo su dal Suo Ministero dell´Istruzione.

Signor Ministro, si è trattato di studentesse, quindi, costrette a soggiacere agli umori di un bruto cui erano state affidate dalla propria scuola sulla base di un programma ministeriale, dai solidi e condivisibili principi, ma, mi si consenta di avanzare sommessamente un dubbio soprattutto di fronte alla violenza inaudita che si è consumata e di cui tutto il paese ha ora avuto piena cognizione, con una non adeguata certificazione di sicurezza.

Io mi chiedo e chiedo: a chi sono affidate le studentesse e gli studenti italiani, quando decidono di intraprendere questo percorso, e sono ben lontani dalla maggiore età?
Quali rassicurazioni Lei, il Suo Ministero, la dirigenza scolastica, gli altri soggetti istituzionali coinvolti possono essere in grado di dare ai loro familiari, nel momento in cui fuoriescono dalle pareti di una scuola, della loro scuola, nel cui ambito sono, nonostante tutto, ampiamente tutelati da abusi e sopraffazioni?

Ha pensato il Ministero di istituire una white list di soggetti affidabili, cui affidare i ragazzi, che diano ed abbiano dato in passato ampiamente prova del possesso dei requisiti morali e di affidabilità necessari perché siano abilitati alla custodia di giovanissimi?

E se una lista del genere non è stata predisposta, o non è stata predisposta con tutte le garanzie sufficienti riguardo la sua affidabilità e la sua tenuta, non sarebbe opportuno, di fronte ai fatti gravissimi che sono accaduti, sospendere immediatamente, con un proprio atto la piattaforma?

Si tratta di interrogativi che in questo momento stanno emergendo, e che preoccupano seriamente centinaia di migliaia di famiglie italiane.

Qui non è questione di opinioni politiche, è questione della tutela dei minori e del buon senso.

Nei mesi trascorsi, Lei lo sa bene, il programma di alternanza scuola-lavoro era stato messo a dura prova dalla ricorrenza di molteplici episodi di sostanziale sfruttamento dei ragazzi ad opera di imprenditori estremamente disinibiti ed evidentemente adusi a sfruttare, a proprio piacimento, e come leva per lauti e facili guadagni, le opportunità posti a disposizione dal pubblico.

Episodi gravi. Ma che, quanto a gravità non possono essere neppure lontanamente paragonati a quanto sta emergendo, spesso dal silenzio.

Mi chiedo e Le chiedo: quanto è accaduto, è un caso singolo, oppure l´Italia è piena, al di là di quanto emerge, di queste situazioni, che spesso sono taciute, per traumi psicologici o per semplice paura, come esattamente è stato dichiarato dagli organi inquirenti, che hanno posto in risalto il fatto che le studentesse in questione, benché molestate da mesi e mesi, non avevano fatto parola di nulla neppure con i loro genitori, temendo tutto ciò che una ragazzina può temere alla sua età, e perfino la bocciatura a conclusione dell´anno scolastico, dato che proprio il bruto avrebbe dovuto stendere un rapporto sul successo o meno dell´esperienza (e ci chiediamo di quale esperienza) ?

Insomma, allora, oggi e non domani, qui e subito, non è il caso di aprire una seria riflessione sulle norme riguardo l´alternanza scuola lavoro?

Non si tratta, in definitiva, di un dogma.
Ciò che non va può essere abrogato, o, se si vuole, sostituito con una disciplina più attenta agli interessi dei minori, partendo dal presupposto che gli adolescenti non hanno la stessa possibilità di difesa degli adulti.

Di questo bisogna parlare, e le parole pronunciate da Lei, ministra dell´Istruzione Valeria Fedeli, che da sindacalista e per formazione culturale ha pur sempre dimostrato una profonda attenzione a queste problematiche, mi appaiono francamente riduttive e sinceramente non idonee.

"Nuovi terribili fatti di cronaca" Lei ha scritto ieri sul Suo blog "confermano che la violenza contro le donne, che può condurre fino al femminicidio, non è un fenomeno di natura episodica, né emergenziale. È un problema strutturale. Dobbiamo esserne tutte e tutti consapevoli.
Quattro donne assassinate nelle ultimissime ore ci ricordano che il tema che abbiamo davanti è ancora, innanzitutto, un tema culturale, di fronte al quale non si possono allargare le braccia, non si può derubricare il tutto a ´semplici´ omicidi. Così come quattro ragazzine fatte oggetto di abusi durante il loro stage non sono un episodio di cronaca. Ognuna di queste vicende ci ricorda che abbiamo bisogno di politiche di contrasto e prevenzione della violenza che vadano di pari passo con misure per il raggiungimento della piena eguaglianza tra i sessi e per l´empowerment di donne e bambine. Politiche educative e sociali, dunque.
La parità tra bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini non è solo un diritto umano fondamentale, è la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. In questa battaglia il Ministero dell´Istruzione dell´Università e della Ricerca intende giocare un ruolo centrale: il sistema educativo deve essere sempre di più un luogo attivo di prevenzione, emersione e contrasto delle violenze. Con la "Buona Scuola" abbiamo gettato le basi per condurre questa lotta. Stiamo dando forte impulso all´attuazione di questa parte della legge".

Signor Ministro, le Sue parole appaiono condivisibili solo in parte.

Condivido, ovviamente, il Suo richiamo ai principi generali, alle azioni di formazione culturale e a quelle educative, perché la violenza nei confronti delle donne e di ogni persona umana deve essere contrastata con energia prima di tutto a questi livelli.

Ma quello che i fatti di cronaca, dolenti, di questi giorni, impongono alla nostra riflessione, e dovrebbero imporre alla Sua, è un altro tema, cioè il cosa fare mentre si va conducendo questa battaglia culturale, quali ulteriori garanzie apprestare, qui e subito, per evitare che l´alternanza scuola lavoro diventi l´ambito nel quale possano consumarsi nuove ed inaudite violenze ai danni delle adolescenti e degli adolescenti.

Impensabile, sotto tale profilo,
richiamare generiche azioni di sensibilizzazione poste in essere dal Suo ministero o dalle istituzioni scolastiche.

Fuori da ogni logica puntare il dito, come pure è stato fatto, sulle regioni, tramite le quali questi ragazzi sono affidati alle imprese.

Fuori dal mondo infine pensare di ridurre tutto alla responsabilità penale, pur pienamente sussistente se le accuse degli investigatori saranno confermate nel corso del giudizio, a carico dell´imprenditore coinvolto in questa vicenda.

No, tutto questo non basta, non può bastare ai familiari dei ragazzi, non basta neppure alla scuola italiana.

Lei ha il dovere di dirci cosa farà fin dall´inizio del prossimo anno scolastico in concreto, come potrà garantire agli utenti, e con quali precisi strumenti di dettaglio, che gli adolescenti italiani siano affidati a persone ed imprese serie e moralmente affidabili, attraverso procedimenti complessi che siano di rigidità quantomeno pari a quella che tutela le stazioni appaltanti rispetto alle imprese a forte rischio di infiltrazioni mafiose, o a pericolo di corruttele.

E come, aggiungo, perché non è una questione di minor conto, impedirà alle imprese di sfruttare questi ragazzi dal punto di vista lavorativo.

Mi permetto, a tal proposito di suggerirle, un emendamento alla norma. Che a carico dell´imprenditore fatto oggetto di un verbale di accertamento di tali violazioni da parte degli Ispettorati del lavoro sia promosso un procedimento diretto ad una sospensione cautelare della sua attività di impresa.

Tutto il resto è fuffa.

Avv. Piero Gurrieri



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