23 Agosto 2017
immagine di testa


  • immagine di testa
  • immagine di testa
  • immagine di testa

Paola Marioni: "Lui potrebbe tornare, ho paura, mi hanno lasciata sola". Quanto vale la vita di un avvocato?

25-07-2017 14:55 - Avvocatura, Ordini e Professioni
«La preoccupazione è che sono in un nuovo reparto e non sono assolutamente controllata. Mi dà ansia, questa persona potrebbe tranquillamente tornare».

Sono parole della Collega Paola Marioni, avvocato del foro Milanese, che qualche giorno fa è stata accoltellata mentre, all´interno del suo studio, era intenta a ricevere dei clienti.

Ne abbiamo parlato diffusamente in questo portale, prima in ansia per le sue condizioni di salute, apparse subito estremamente critiche, poi rallegrati per le notizie che da lì a poche ore giingevano dal Fatebenefratelli, struttura nella quale è stata subito ricoverata, a seguito del positivo esito di un delicatissimo intervento operatorio.

Adesso, però, dobbiamo tornare sull´argomento, perché quanto sta accadendo in queste ore, puntualmente denunciato dalla Collega ai microfoni della Rai della Lombardia, appare francamente gravissimo.

«Così impari... Per la prossima volta», le aveva urlato dopo le coltellate il bruto, che la Collega aveva ricevuto poco prima delle 19 di giovedì scorso nel suo studio.

Ci chiediamo, allora, quanto vale per le istituzioni la vita di un avvocato. Perché non riusciamo a comprendere, come sia possibile, nonostante da giovedì, la Polizia di Stato sia impegnata in una autentica "caccia all´uomo", finora purtroppo non conclusasi con una cattura e nonostante la pluralità di indizi che quantomeno in un primo momento sembravano essere stati posti a disposizione degli inquirenti, che chi avrebbe il dovere di assicurare la massima protezione ad una donna e professionista scampata per miracolo ad un brutale assassinio, possa permettersi di lasciarla nella camera di un ospedale senza alcuna protezione!

Paola Marioni ha bisogno di un provvedimento immediato che le assicuri una tutela, fin quando sarà costretta a permanere all´interno della struttura sanitaria, e probabilmente anche quando da lì sarà accompagnata alla sua dimora.

Il COA di Milano, le istituzioni dell´avvocatura, le associazioni forensi hanno il dovere di esigere questa misura, se del caso richiamare le altre istituzioni la cui attuale inerzia non può essere in altro modo spiegabile se non come una grave sottovalutazione, ad adottare i provvedimenti del caso.

Ed a farlo subito, non domani o dopodomani, perché allora potrebbe essere tardi. Francamente, non siamo più nelle condizioni di tollerare che un o una professionista del foro sia lasciato, lasciata sola in una situazione, e condizione, così delicata, anche sotto il profilo psicologico.

Ci sono stati troppi morti, anche tra le file dell´avvocatura, e più che chiederci se qualcuno di essi sarebbe ancora tra noi qualora gli fosse stata garantita una protezione efficace sulla base degli elementi che avrebbero potuto far presagire un rischio, allora disponibili, preferiamo chiedere, e più esattamente esigere, che si faccia quanto necessario perchè nessun altro sia esposto agli stessi rischi e alla stessa fine, cominciando proprio da Paola.

Ciascuno, soprattutto chi è titolare di incarichi di responsabilità, tanto nell´avvocatura che nella magistratura e nelle altre istituzioni, faccia ciò che è necessario. Questo il nostro auspicio, che riteniamo sia condiviso da gran parte dei professionisti del Foro Italiano.
Avv. Piero Gurrieri



Paola Marioni è stata operata ed è uscita dalla rianimazione. I medici non si sbilanciano sulla prognosi ma salvo complicazioni la Collega dovrebbe essere fuori pericolo. Lo riferisce Ansa.

Riguardo gli sviluppi delle indagini, non ci sono, allo stato, novità di rilievo, rimanendo invece totalmente confermato quanto finora appurato. Secondo quanto ricostruito finora, prosegue infatti l´agenzia di stampa, l´avvocato avrebbe avuto appuntamento con una persona nel suo studio per discutere di problemi condominiali. Sul caso indaga la Squadra Mobile che sta cercando di ricostruire il tipo di rapporto ed eventuali dissidi con il suo aggressore.

Intanto, dall´intero mondo forense si moltiplicano i segnali di solidarietà nei confronti della professionista.
Con una sua nota, il Presidente dell´Ordine degli avvocati di Milano, Remo Danovi, ha espresso
«lo sdegno e lo sconcerto mio personale, del Consiglio dell´Ordine e dell´intera avvocatura milanese, per un atto di violenza così grave nei confronti di una collega, di una donna, colpita nello svolgimento della sua attività professionale. Al momento possiamo solo augurarci che Paola Marioni si riprenda al più presto, e che l´inchiesta possa individuare tempestivamente l´autore del crimine e chiarire lo svolgimento dei fatti».

Paola Marioni, secondo quanto già anticipato da questo portale, è infatti iscritta all´Ordine di Milano e anche attiva come mediatrice nell´Organismo di conciliazione forense.

Anche il Consiglio nazionale Forense ha espresso solidarietà, in una nota, "alla avvocata Paola Marioni, vittima in Milano di una grave aggressione, dai contorni ancora da definire pienamente". "Nell´immediatezza si legge le preoccupazioni sono tutte rivolte alle condizioni di salute della collega, che le prime notizie danno come gravi. Vi sarà tempo, a seguire, per analizzare le cause del grave episodio". "Il Consiglio nazionale, quindi, seguirà con attenzione e ansia l´evoversi delle condizioni della avvocata Marioni, garantendo la massima attenzione e vicinanza conclude la nota anche con la preziosa collaborazione del Consiglio dell´Ordine degli avvocati di Milano".

Solidarietà alla Collega è stata espressa anche dal Movimento Forense - Sezione di Milano:

"Il Movimento Forense Nazionale e, in particolare, la sezione di Milano esprimono la massima solidarietà e vicinanza, umana e professionale, alla Collega Paola Marioni, vittima - ieri sera - di una brutale e vile aggressione all´interno del proprio studio.
L´Avvocatura, che già vive un periodo di crisi economica senza precedenti, è quotidianamente sotto attacco, purtroppo talvolta anche fisico.
Ma noi siamo qui, andiamo avanti.
Resistiamo, senza paura e con l´orgoglio dei nostri valori.
Tutti ci stringiamo forte alla Collega, con l´auspicio di rivederla presto nelle aule del nostro Tribunale: quelle che mai abbandoneremo".

Il tentato omicidio: la ricostruzione e le dinamiche

Ieri, mentre su una "normale" giornata estiva cominciavano a stendersi le prime ombre della sera, a Milano è avvenuto un fatto drammatico.

Una Collega, Paola Marioni, è stata vittima di una violenza indicibile, compiuta ai danni di una persona inerme e di una donna.

Paola è stata accoltellata all´interno del suo studio legale in via dei Pellegrini, in pieno centro a Milano. È attualmente ricoverata, in gravissime condizioni, al Policlinico di Milano.

Paola, nei minuti successivi alla brutale aggressione, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, ha avuto la possibilità e il coraggio, perché in quel genere di istanti, quando tutto sembra perduto, anche il coraggio può abbandonarti, di indicare, con precisione, il nome del bruto, attualmente ricercato per tentato omicidio.

Si tratta di un cliente, che presumibilmente sarebbe stato ricevuto dalla Collega alcuni minuti prima. Sembra si tratti di un cliente andato nel suo studio per discutere di questioni legate a problemi condominiali.

Adesso, siamo all´alba di un nuovo giorno, il 21 luglio. Saranno ore drammatiche, perché proprio le prossime ore decideranno se Paola potrà vincere la sua più importante causa, la partita con la sua vita.

Siamo con Lei al Policlinico, ed insieme a Lei, insieme a noi, siamo certi che ci sono tutte le colleghe e colleghi del Foro, di ogni Foro. Siamo certi che Paola senta le voci di tutti noi, voci che la chiamano a resistere, a non darsi per vinta.

Qui non vogliamo aggiungere altro, non è questa la sede e non è questo il momento.

Non diremo, quindi, che Paola è ancora giovanissima per solo pensare che possa lasciare anzitempo le aule dei tribunali ambrosiani, come non diremo che Paola è una professionista troppo seria e preparata, una civilista attentissima, per far mancare in prosieguo il suo contributo.

Come non diremo, pur trattenendo qui una enorme indignazione, che questa categoria spesso bistrattata da uomini delle istituzioni e da qualche comune ed imbecille cittadino, è una categoria che spesso è costretta a vivere e lavorare nell´insicurezza più assoluta, esposta a pressioni, problematiche, rischi enormi senza godere di alcuna protezione.

Paola, siamo con Te, resisti. Resisti per la Tua famiglia prima di tutto, resisti per quanti Ti amano, resisti per i Tuoi clienti, resisti per tutti noi. Ti vogliamo bene e Ti abbracciamo.

Quanto a te, che sei andato a cercare il tuo avvocato e poi l´hai brutalmente accoltellato, forse perché non ti piaceva ciò che diceva, forse perché ti aveva detto chiaramente di non poter risolvere i tuoi problemi, tu pagherai questo gesto brutale, me lo pagherai in modo esemplare.

Se, per una qualsiasi ragione, leggerai questo articolo, sentirai ancora di più il fiato sul tuo collo, il cerchio che si sta stringendo. Gli inquirenti milanesi hanno sempre dimostrato una straordinaria capacità di indagine è una tempestività nell´intervento. Sarai preso ed assicurato alla giustizia. Sarai processato. Sarai condannato, e nonostante tutto, questo è il dato paradossale, ci sarà lì, accanto a te, un avvocato, con la sua toga, a difenderti, fosse anche per dire ai giudici che sei una persona uscita di senno. Perché gli avvocati, come categoria, non meritano coltellate. Meritano quasi sempre una statua, ma una statua da vivi, mentre sono vivi.

Si, meritano una statua perchè, come scriveva Piero Calamandrei (mi perdonerete se riporto per intero questo celebre brano), "Molte professioni possono farsi con il cervello e non con il cuore; ma l´avvocato no!
L´avvocato non può essere un puro logico né un ironico scettico,
l´avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé; assumere su di sé i loro dolori e sentire come sue le loro ambascie. Per questo amiamo la nostra toga; per questo vorremmo, che quando il giorno verrà, sulla nostra bara sia posto questo cencio nero al quale siamo affezionati, perché sappiamo che esso è servito ad asciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso e soprattutto a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non merita di essere vissuta, nella vincente giustizia".

In bocca al lupo, Paola !



[Realizzazione siti web www.sitoper.it]