23 Agosto 2017
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Stipendi post laurea: ingegneri e medici ok, ma per avvocati è profondo rosso: sotto i 1200 al mese

26-07-2017 07:26 - Economia e Finanza pubblica interna ed estera
L´ultimo focus di Almalaurea estratto dall´ultimo rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati, i cui dati sono stati approfonditi con un commento dal Sole 24 ore nella sua edizione digitale di oggi, dimostra come la laurea continui a rappresentare un investimento contro la disoccupazione, soprattutto nel lungo periodo ma ne mostra anche le criticità.

Dai dati emerge, secondo quanto riferito dal quotidiano di Confindustria, che i laureati a cinque anni dal titolo lavorano nell´84% dei casi, oltre la metà è assunta a tempo indeterminato mentre la quota dei lavoratori autonomi sfiora il 20%. Con ingegneri e laureati delle professioni sanitarie che possono vantare i tassi di occupazione e le retribuzioni più elevate. Tra uno e cinque anni, infatti, tutti gli indicatori esaminati migliorano sensibilmente per tutti i gruppi disciplinari presi in esame, a riprova dell´efficacia del titolo di laurea nel medio termine.

L´identikit dei laureati magistrali biennali a cinque anni dalla laurea

Dal Rapporto Almalaurea, che ha coinvolto oltre 75 mila laureati magistrali biennali del 2011 a cinque anni dal conseguimento del titolo, emerge che il tasso di occupazione è pari all´84%; tra i laureati a un anno dal titolo e a cinque anni, la percentuale è aumentata significativamente, dal 72 all´84%.

I laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria mostrano le migliori performance occupazionali, con un tasso di occupazione superiore al 90%. A seguire, i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86%, per entrambi).

Di poco inferiori alla media sono invece gli occupati degli ambiti disciplinari linguistico e politico-sociale, agraria, educazione fisica (tutti intorno all´82%).

Restano al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (79%), insegnamento (77%), geo-biologico e giuridico (76%, per entrambi), letterario (75%): la dimostrazione di come le difficoltà occupazionali non coinvolgano esclusivamente le lauree umanistiche.

Il tasso di disoccupazione, a cinque anni dalla laurea, è pari al 9%; rimane su valori più elevati tra i laureati dei gruppi letterario (15%), giuridico e geo biologico (14%, per entrambi), insegnamento (13%), psicologico, politico-sociale e agraria (11% in tutti e tre i casi).

Al lato opposto si trovano invece i laureati delle professioni sanitarie e di ingegneria, il cui tasso di disoccupazione è pari ad un fisiologico 3%; sempre sotto la media, i gruppi scientifico ed economico-statistico (6%, per entrambi).

Tipologia dell´attività lavorativa
Tra i laureati del 2011 coinvolti nell´indagine a cinque anni dalla laurea risulta assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) il 56% dei laureati, 30 punti percentuali in più rispetto a quando gli stessi laureati furono contattati ad un anno dal conseguimento del titolo.

Cresce anche la quota di lavoratori autonomi, che a cinque anni dalla laurea rappresentano il 18% degli occupati (11 punti percentuali in più rispetto a quanto rilevato sui medesimi laureati del 2011, ad un anno).

Il 79% dei laureati delle professioni sanitarie è assunto con un contratto a tempo indeterminato. Seguono con il 76% gli ingegneri, con il 68% i laureati del gruppo insegnamento e con il 65% quelli del gruppo economico statistico.

Con percentuali lievemente superiori al 60% ci sono i laureati degli indirizzi chimico, scientifico e politico sociale. All´estremo opposto, si trovano i laureati dei gruppi architettura, giuridico, educazione fisica e psicologico, tutti con una quota di occupati a tempo indeterminato inferiore al 35%.

Resta vero che proprio tra i laureati di questi gruppi è maggiormente diffuso il lavoro autonomo: a cinque anni dalla laurea è pari al 53% per il gruppo giuridico, al 52% per gli architetti e al 38% per gli psicologi.

La retribuzione
A livello complessivo i laureati magistrali a cinque anni dal titolo percepiscono in media 1.405 euro netti mensili.

Sono soprattutto i laureati di ingegneria e delle professioni sanitarie che possono contare sulle più alte retribuzioni: rispettivamente 1.717 e 1.509 euro. Retribuzioni superiori alla media anche per i colleghi dei gruppi economico-statistico, chimico e scientifico (superiore ai 1.500 euro per tutti).

Non raggiungono invece i 1.200 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi psicologico, letterario e insegnamento. Percorsi, generalmente a prevalenza femminile, il cui sbocco professionale è relativo soprattutto al mondo dell´insegnamento, notoriamente non troppo generoso in termini di valorizzazione economica. Anche le retribuzioni dei laureati dei percorsi di educazione fisica e giuridico registrano valori nettamente inferiori alla media.




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