21 Aprile 2018
[]

[]

Gabriella Di Francesco e la sua lotta contro Cassa Forense: "Tutti noi discriminati, assurdo pagare senza alcun reddito"

14-04-2018 06:30 - Liberi e Professionisti: la parola agli Avvocati (Rubrica del sabato, a cura dell´ Avv. Daniela Nazzaro)
All´esito del giudizio promosso da Gabriella nei confronti di Cassa Forense, avverso l´imposizione di un contributo minimo obbligatorio slegato dal reddito, il G.L. di Palermo ha condannato la Collega al pagamento delle spese di lite per 850, oltre spese generali, cpa e iva, emettendo la Sentenza n. 515/2018 (all.), in cui viene confermato l´orientamento dei Giudici di merito secondo cui "la delegificazione operata dal legislatore nel consentire a Cassa Forense di stabilire la misura del contributo minimo obbligatorio non ´sembra´ in sé violare alcun limite costituzionale". Ricordiamo, in proposito, anche la Sent. del Trib. di Roma n. 6969/16, in cui il Giudice, nel condannare il Collega Andrea Falcetta al pagamento delle spese di lite per 1.800, affermava che "la delegificazione effettuata a favore dell´autonomia dell´ente previdenziale privatizzato come la Cassa deve rientrare entro limiti costituzionali e si ritiene che il consentire alla Cassa di stabilire la misura del contributo minimo obbligatorio non violi alcun limite della Costituzione" (all.). Parimenti si legge nella Sent. del G.L. di Roma n. 4805/2017 in cui "la delegificazione operata dal legislatore nel consentire a Cassa Forense di stabilire la misura del contributo minimo obbligatorio non ´sembra´ in sé violare alcun limite costituzionale".

Orbene, ciò che la giurisprudenza di merito non sembra aver valutato è proprio l´ effetto dell´iscrizione obbligatoria in via esclusiva rispetto al decreto 509/94, in cui la privatizzazione è riconosciuta all´ente a condizione di non ricevere alcun aiuto di Stato di natura finanziaria, ancorché indiretto, quale, appunto, l´iscrizione obbligatoria in via esclusiva.
La Corte Costituzionale con ordinanza n. 254/2016 non ha inteso esaltare, con la delegificazione della materia (Cass. Lav. 24202/2009), l´autonomia normativa delle casse di previdenza dei liberi professionisti, perché anche gli atti di delegificazione, idonei ad abrogare e modificare le disposizioni di legge, sono soggetti al controllo di legittimità della Corte Costituzionale.
In questa nuova visione dell´ impianto normativo, contrariamente a quanto affermato dai giudici del lavoro, appaiono violati alcuni principi costituzionali, rappresentati proprio dagli artt. 38 e 53 Cost., in combinato disposto con l´obbligatorietà dell´iscrizione alla Cassa Forense in via esclusiva.
Le tutele previste dai suddetti precetti costituzionali si sarebbero, dunque, potute e dovute inserire nel sistema di Cassa Forense, immediatamente, al momento dell´entrata in vigore della 247/2012, direttamente dal management, proprio attraverso la potestà regolamentare, anche derogando alla legge, nella parte in cui prevede l´imposizione di un contributo minimo obbligatorio.
Questo intervento rivoluzionario, fino ad oggi, non è stato realizzato, preferendo utilizzare la delegificazione per svilire i diritti degli iscritti, piuttosto che tutelarli.

Riportiamo ora la lettera e gli atti del ricorso di Gabriella

"Sono un avvocato del foro di Palermo, laureata nel 2010 e, come molti, ho passato subito l´esame di abilitazione. Nel mese di gennaio 2014 mi sono iscritta all´ Albo ed il primo anno non essendo figlia d´arte- non ho prodotto reddito. A gennaio del 2015 ho ricevuto, come molti, la lettera della cassa con cui mi è stata comunicata l´iscrizione obbligatoria alla Cassa di previdenza ed il relativo pagamento agevolato secondo loro- pari ad 846 euro per l´anno 2014.
Importo, che mi avrebbe garantito sei mesi di contribuzione valida a fini pensionistici; unitamente alla richiesta dei contributi per l´anno 2014 mi comunicavano gli importi da pagare per l´anno 2015. Come tanti ho presentato reclamo alla Cassa, rilevando che non avevo prodotto alcun reddito nel corso del 2014 e chiedevo dunque di non dover versare nessun contributo alla stessa; La Cassa, tuttavia, ha ritenuto infondate le mie doglianze ed ha rigettato il reclamo.
Ho quindi proposto ricorso con istanza di sospensione dinnanzi al giudice del lavoro.
Il giudice ha ritenuto di non dover concedere la sospensiva e nelle more del processo ho provveduto al pagamento delle somme richieste dalla Cassa.
Un processo iniziato nel 2015 e conclusosi soltanto nel mese di febbraio 2018 con il rigetto del ricorso e la condanna alle spese.
Alla prima udienza il giudice ha sollevato una questione preliminare circa l´effettivo interesse ad agire, disponeva quindi una nuova udienza dandomi termine per depositare memorie tese a dimostrare l´esistenza dell´interesse ad agire anche senza ,che le somme richieste venissero iscritte a ruolo.
Superata la questione preliminare circa l´ammissibilità della domanda, la causa continua e alle successive udienze sottopongo all´attenzione del giudice i principi di diritto che io ritengo violati.
In particolare mi soffermo sull´imposizione di un contributo previdenziale che è slegato dalla capacità contributiva concreta del professionista e che lega la possibilità di svolgere la professione, per la quale ho studiato, alle capacità patrimoniali della famiglia d´origine.
Questo è certamente l´aspetto più sconcertante.
La possibilità per un neo avvocato di esercitare la professione, dopo anni di studio e di pratica non retribuita, si lega alle disponibilità del patrimonio familiare.
Rilevo, altresì, che l´Unione Europea all´art. 21 della Cedu vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata sul patrimonio; eppure, il precetto è costantemente violato tutte le volte che un avvocato che, non ha prodotto reddito, si trova costretto a pagare una somma che non ha.
Come qualsiasi contributo anche quello previdenziale dovrebbe essere improntato a principi di capacità reddituale.
Non può essere ritenuto equo chiedere una somma- che per molti può sembrare irrisoria- a chi si sta appena affacciando al mondo del lavoro.
In una situazione dove persino i grossi studi risentono della crisi economica che ha colpito il paese ancora una volta il peso più grande ricade sui giovani e sulle famiglie.
Si chiedono somme che non si hanno pena la cancellazione dall´albo.
A nulla è valso evidenziare al giudice che la situazione lavorativa di chi, come me, è neo avvocato avviene a titolo gratuito o quasi presso gli studi dei dominus.
Tra le motivazioni di rigetto della domanda si legge: "Le disposizioni costituzionali invocate dalla ricorrente e contrariamente a quanto sostenuto dalla stessa impongono di ritenere che nel nostro ordinamento all´espletamento di attività latu sensu lavorativa sia essa intellettuale o manuale esercitata in forma autonoma o subordinata dietro pagamento di corrispettivo debba accompagnarsi la copertura previdenziale."
È l´ennesima beffa, il pagamento del contributo previdenziale è vincolato allo svolgimento dell´attività professionale remunerata; nessuna remunerazione e nessuna attività lavorativa è stata svolta nel 2014 eppure devo pagare ugualmente.
Continuando nella sentenza si rinviene " ogni emolumento percepito a qualsiasi titolo non sfugge alla contribuzione previdenziale, e quindi, il compenso ridotto percepito dal giovane avvocato va comunque assoggettato a contribuzione"
"A nulla rileva che detto contributo non risulti proporzionale al reddito professionale"
"la delegificazione operata dal legislatore nel consentire alla Cassa Forense di stabilire la misura del contributo obbligatorio minimo non sembra in se violare alcun limite costituzionale".
"posto che nessuna deduzione concreta è stata effettuata per ritenere che la misura del contributo obbligatorio sia stata individuata in modo irragionevole o arbitrario, la censura va disattesa" .
La conclusione che si ricava dalla sentenza è semplice.
Con un reddito lavorativo percepito pari a zero è assolutamente lecito che ti vengano chiesti 846 a titolo di contributi previdenziali [ovvero 3.600 dopo il periodo agevolato, ndr]; come reperire la somma di denaro non è dato saperlo.
Mi piacerebbe vedere lo stesso zelo con cui chiedono le somme - a chi non ha reddito- nell´effettuare i dovuti controlli in merito agli studi legali provvisti di giovani colleghi e praticanti al fine di verificare che questi elargiscono il giusto riconoscimento economico ai propri collaboratori.
La realtà è che il sistema è strutturato in modo da tutelare i grossi studi, e schiacciare tutti gli altri. Un soggetto che non percepisce reddito è, di norma, considerato inoccupato o disoccupato ed è esentato dal pagamento delle tasse, ed in un paese civile lo stato gli offre un sussidio così come offrirebbe concreti aiuti ad un giovane che vuole immettersi nel mercato del lavoro, in Italia un professionista che non percepisce reddito deve comunque pagare i contributi previdenziali a fini pensionistici.
Ho intrapreso questa professione perché credo profondamente nella giustizia, consapevole che la professione forense richiede impegno e dedizione, ma la realtà è ben diversa.
I tribunali sono giungle destinate soltanto ai veterani; gli stessi che gattopardianamente affermano che è iniziata una nuova era e che gli studi legali devono evolversi in strutture complesse di rete in cui dovrebbero farne parte anche i giovani colleghi.
E allora "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"..
Sino a quando i cambiamenti saranno gestiti da chi gode di una posizione di privilegio rispetto agli altri i cambiamenti saranno soltanto fittizi e tutto rimarrà invariato.
Ovviamente ho evitato di proporre appello, sarebbe come lottare contro i mulini a vento, con ulteriori costi da sostenere e consapevole già di non ottenere una sentenza diversa da quella emessa in primo grado.
Hanno deciso di decimare gli avvocati ma il sistema scelto è tutt´altro che meritocratico, ma basato sul patrimonio personale che nulla ha a che fare con la professione forense."

Avvocato Daniela Nazzaro

Documenti allegati

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.

Informativa Privacy
Informativa ex art. 13 del Codice della Privacy (Decreto Legislativo 30 Giugno 2003, n. 196 recante Testo Unico delle norme in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali) Gentile Signore/a, desideriamo informarLa, ai sensi dell´articolo 13 del Decreto Legislativo 30 Giugno 2003, n. 196 recante Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali (di seguito "Codice"), che le informazioni ed i dati da Lei forniti nella compilazione del modulo elettronico per la segnalazione delle proposte di collaborazione con lo Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners, e tramite la trasmissione on-line di un curriculum secondo le procedure previste nella presente sezione del portale saranno oggetto di trattamento nel rispetto delle disposizioni sopra menzionate e degli obblighi di riservatezza che ispirano l´attività dello Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners. Per trattamento di dati personali intendiamo qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l´ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l´organizzazione, la conservazione, la consultazione, l´elaborazione, la modificazione, la selezione, l´estrazione, il raffronto, l´utilizzo, l´interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati. Ai sensi dell´articolo 13 del Codice, Le forniamo quindi le seguenti informazioni. Il trattamento che intendiamo effettuare:a) ha le seguenti finalità: ricevere le richieste di collaborazione professionale con lo Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners inviate da Avvocati ed altri liberi professionisti, valutare i profili e le possibili collaborazioni potenzialmente attivabili e gestire tutte le fasi connesse (comunicazioni con gli interessati, colloqui).b) sarà effettuato con l´ausilio di strumenti elettronici. In particolare, i CV ricevuti e/o le informazioni inviate tramite la compilazione del modulo elettronico disponibile on-line saranno conservati in un´apposita Banca Dati gestita dal Titolare del trattamento Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners. La eventuale stampa dei CV comporterà anche un trattamento di tipo manuale delle informazioni in essi contenute.c) i dati saranno comunicati solo agli Avvocati o ad altri professionisti dello Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners ai fini della gestione delle procedure selettive in essere presso lo Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners. I Suoi dati non saranno oggetto di diffusione. Ai sensi dell´articolo 13, comma 1, lettera d) La informiamo inoltre circa i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i Suoi dati personali potranno essere comunicati o che potranno venirne a conoscenza in qualità di Incaricati del trattamento: Avvocati, personale di segreteria, addetti dell´Amministrazione, tecnici informatici che gestiscono la rete interna dello Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners. La informiamo che il conferimento dei dati è facoltativo, ma il loro eventuale mancato conferimento ci renderebbe impossibile dar corso alle procedure di valutazione dei profili professionali ed alle conseguenti attività di selezione del personale. Gli estremi identificativi del Titolare per il trattamento dei dati da Lei forniti sono i seguenti: Avvocato Pietro Gurrieri - Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners - Via Falloppia n. 53 Modena, e.mail segreteria@avvocatirandogurrieri.it. I dati saranno conservati presso la sede del Titolare, per i tempi definiti dalla normativa di riferimento. In ogni caso, conserveremo i Suoi dati personali in rapporto alle esigenze di potenziamento della rete di collaborazioni dello Studio Legale Avvocati Rando Gurrieri Di Martino & Partners. Periodicamente, procederemo alla cancellazione dalla Banca Dati di CV per i quali non è più attuale la loro conservazione, anche in base alle Sue segnalazioni che potranno essere inviate senza alcuna formalità alla e-mail prima indicata. La informiamo altresì che tali dati saranno raccolti, trattati e custoditi nel pieno rispetto di quanto previsto dagli articoli 31 e seguenti del Codice della Privacy e dal Disciplinare Tecnico Allegato B al Codice in materia di misure minime di sicurezza. Con riferimento al trattamento di dati sensibili, cioè a quelle informazioni atte a rivelare l´origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l´adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, La informiamo che, ove non necessari, è preferibile evitare l´inserimento nel CV o nel modulo elettronico di tali dati personali. Nel caso sia necessario indicare tali informazioni è necessario esprimere, oltre al consenso generale sul trattamento dei dati personali comuni, anche uno specifico consenso al trattamento dei dati sensibili indicati nel CV o nel modulo elettronico selezionando l´apposita casella della formula di consenso riportata dopo l´Informativa, prima dell´invio delle informazioni. In assenza di consenso al trattamento dei dati sensibili, in base a quanto previsto dalla normativa a tutela dei dati personali, il Titolare del trattamento procederà a cancellare le relative informazioni. Le medesime finalità e modalità del trattamento sopra illustrate saranno applicate anche alle Sue informazioni di natura sensibile, ove indicate, nel pieno rispetto di tutte le norme del Codice della Privacy applicabili a trattamenti di particolare delicatezza. I dati personali saranno altresì trattati nel pieno rispetto delle norme di autoregolamentazione in materia di trattamento dei dati personali contenute nei Codici Deontologici di settore in vigore eventualmente applicabili. Con riferimento all´utilizzo sul portale di tecnologie e/o tecniche per accedere a informazioni archiviate nell´apparecchio terminale di un abbonato o di un utente, per archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell´utente, La informiamo che tale utilizzo avverrà unicamente per scopi legittimi relativi alla memorizzazione tecnica dei dati per il tempo strettamente necessario alla trasmissione della comunicazione o alla fornitura delle risposte da Lei richieste. Le ricordiamo altresì che anche nel caso di operatività di tali sistemi di tracciatura/marcatura della navigazione web, l´utente ha sempre la possibilità di disattivarne il funzionamento modificando le impostazioni del suo browser, ed in ogni caso può opporsi a tale tipo di trattamento comunicandolo al Titolare. Al Titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi in qualsiasi momento, senza obblighi formali (via e-mail telefono o fax) oppure utilizzando l´apposito modello predisposto dall´Autorità Garante per la protezione dei dati personali per far valere i Suoi diritti così come previsti dall´articolo 7 del Codice. Con riferimento all´esercizio dei Suoi diritti, La informiamo che le procedure relative all´invio del curriculum tramite la sezione dedicata del nostro portale web prevedono sempre la possibilità di gestione autonoma delle informazioni professionali inviate in precedenza. Ad esempio, Lei avrà sempre la possibilità di accedere a tali informazioni per integrarle, aggiornarle o cancellarle in piena autonomia. 
torna indietro leggi Informativa Privacy  obbligatorio