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A scuola vanno in scena le emozioni

 Puntuali come il pandoro e il panettone sugli scaffali dei supermercati, in prossimità delle Feste natalizie arrivano le consuete polemiche sulla presenza di simboli della tradizione a scuola. Con pretesti vari, ecco che sotto accusa finiscono il Presepe e perfino le canzoncine della recita. Ebbene sì, dicembre è da sempre tempo di recite scolastiche, un periodo dell'anno in cui la creatività e le emozioni hanno più spazio, dunque una potenziale preziosa occasione di crescita e condivisione per tutti: alunni, insegnanti e famiglie. Chi non ne ricorda almeno una?

Non semplici rappresentazioni, ma concentrati di apprensione e lacrime trattenute a stento che nel corso degli anni ho vissuto da mamma e da insegnante. Preparare insieme uno spettacolo promuove il senso di appartenenza al gruppo e facilita l'interazione tra compagni. Un'occasione per valorizzare risorse e specificità di ciascun bambino individuandone il ruolo, le modalità e il canale comunicativo più consoni per esprimersi e contribuire alla buona riuscita del lavoro di gruppo, con una cura particolare per gli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali, perché ciascun bambino è speciale e unico e il palcoscenico può diventare un'opportunità per far emergere parti di sé che rimangono in ombra durante la routine scolastica. Preparare una recita ed esibirsi è un'esperienza emotivamente coinvolgente: c'è una platea composta da un pubblico speciale! 

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