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Andreoli: "Società in declino, dominano gli stupidi, le donne sono tornate a essere preda di omuncoli"

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"In questo momento storico in cui domina l'assurdo, noi siamo l'homo stupidus stupidus stupidus.Tutti pensano a se stessi. Nessuno pensa che siamo un Paese. E questa è la stupidità. Se oggi uno non è stupidus in questa società non può vivere".

Il silenzio delle pietre (Rizzoli, pp.328) è il libro più recente scritto dal notissimo psichiatra ed umanista Vittorino Andreoli, nella foto, che con una intervista concessa al quotidiano La Repubblica, ha parlato a lungo del declino delle società contemporanee, di quella italiana in particolare, ma anche della stretta attualità, partendo sempre da categorie generali. 

"La stupidità", ha detto, "si concentra nel potere. Il potere oggi è per definizione stupido. Io uso il potere come verbo: posso, quindi faccio. E faccio perché posso. Il potere è l'aspetto più chiaro della stupidità".

Una delle emergenze più grandi di questo tempo, è stato chiesto ad Andreoli, è la violenza contro le donne.

"Antropologicamente, la donna è stata da sempre preda dell'uomo" - la sua risposta. "Salomone, che era la saggezza del popolo, diceva: "Più terribile della morte è la donna, solo l'uomo timorato di Dio ne può scampare, mentre il peccatore ne è avvinto, abbindolato". Poi è arrivato Cristo, che le donne le ha rispettate. C'è stata la cultura che faticosamente ha dato valore alla donna, alla femminilità, alla sua resistenza. Ma se precipitiamo nell'uomo pulsionale, la donna ritorna ad essere la preda". Ma, ha avvertito, le donne non devono fare oggi lo stesso errore del femminismo degli anni '70, cioè quello di isolarsi, escludere gli uomini: "Averlo fatto, in passato, non le ha permesso di crescere. Il movimento, come diceva quella grande donna che era Ida Magli, bisogna farlo insieme. Altrimenti l'uomo resterà culturalmente distaccato. Resterà un omuncolo".

 

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