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C'è rimborso per te: attenzione questa è una truffa

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Negli ultimi giorni, moltissimi contribuenti hanno ricevuto una mail da un indirizzo che assomiglia a quello dell'agenzia delle Entrate (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) ma che con l'Agenzia non ha nulla a che fare. Nel messaggio si annuncia al cittadino che un «rimborso» di un'«operazione» non è andato a buon fine e lo si invita a cliccare su un link per aggiornare i propri dati.

Tale attività palesemente fraudolenta, è riconosciuta con il nome di Phishing.

Il phishing (si pronuncia fìscing) non è altro che un tentativo di frode messo in pratica attraverso Internet che ha come unico scopo quello di carpire informazioni riservate e sensibili quali, ad esempio, username, password, codici di accesso, numeri del conto corrente o dati della carta di credito. Non a caso phishing deriva dal termine inglese fishing che significa, per l'appunto,pescare. Per mettere in pratica questo tentativo di frode, i malintenzionati che si avvalgono delle tecniche di phishing non utilizzano però virus, spyware, malware o altre tipologie di software malevolo, ma si limitano, piuttosto, ad usare altre tecniche, attraverso le quali vengono studiate ed analizzate le abitudini delle persone, cioè delle potenziali vittime, al fine di carpirne potenziali informazioni utili.

Pertanto, si consiglia vivamente di cancellare tali mail immediatamente dal proprio account mail e, ove si fosse aperta accidentalmente tale mail, di non cliccare assolutamente in nessun link presente nella stessa.

Per far sì di essere credibile, il messaggio fraudolento informa l'utente, guarda caso non chiamandolo mai con il proprio nome, simulando delle situazioni che possono in realtà verificarsi per davvero. Ad esempio, un tipico messaggio di phishing potrebbe riguardare:

  • la scadenza di una determinata password;
  • l'accettazione dei cambiamenti delle condizioni contrattuali;
  • il potenziale rinnovo della carta prepagata o della carta di credito, tipo Postepay, CartaSi,Visa o MasterCard;
  • dei potenziali problemi inerenti accrediti, addebiti o trasferimenti di denaro su determinati conti online, tipo PayPal, MoneyGram o Western Union;
  • la mancata, incompleta o errata presenza di informazioni, che magari riguardano Poste Italiane e/o gli account di Google, Facebook o Twitter;
  • la presenza di offerte di lavoro particolarmente allettanti, che magari invitano ad inserire le coordinate bancarie per far sì di esser tra i primi a beneficiarne;
  • ed altri usuali avvenimenti del genere.

Una volta quindi catturata l'attenzione dell'ignaro utente, il messaggio fraudolento, contenente un apposito allegato o un semplice collegamento ipertestuale, permetterà di effettuare l'accesso al sito Internet in questione, che assomiglierà il più possibile a quello ufficiale, con la speranza che il malcapitato utente inserisca username, password e/o altre potenziali informazioni che possano rivelarsi utili in qualche modo. Se a questo punto l'utente di turno "abbocca all'amo", il phisher, cioè il malintenzionato, potrà disporre come gli pare e piace dei dati in suo possesso, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.

 L'Agenzia delle Entrate, ove riconoscesse il diritto al rimborso, dispone la restituzione delle somme secondo le modalità indicate dal contribuente e in base all'importo da pagare.

  • 1.ACCREDITO SU CONTO CORRENTE

Se il contribuente ha fornito all'Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale, il rimborso, qualunque sia l'importo, viene accreditato su quel conto. Ovviamente, in questo caso, è necessario che il beneficiario del rimborso coincida con l'intestatario (o uno degli intestatari, in caso di conto corrente cointestato) del conto corrente. In caso contrario, il rimborso non viene accreditato. La comunicazione delle coordinate bancarie o postali presso cui si desidera l'accredito dei rimborsi può essere effettuata in ogni momento presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate o attraverso l'applicazione disponibile sul suo sito internet. I dati necessari per erogare i rimborsi sono: il codice Iban (International Bank Account Number) e, per i versamenti internazionali, il codice Bic (Bank Identifier Code) o Swift.

  • 2.ALTRE MODALITÀ DI RISCOSSIONE

Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente bancario o postale, il rimborso viene erogato con modalità diverse a seconda della somma da riscuotere:

  • per gli importi fino a 999,99 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d'identità, può riscuotere il rimborso in contanti. Chi si presenta in qualità di delegato, insieme alla delega compilata in ogni sua parte, deve esibire anche il documento d'identità del delegante
  • per gli importi oltre 999,99 euro e fino a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, al contribuente arriva un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, unitamente a un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Se il contribuente non consegna il modello e non fornisce le coordinate del proprio conto, il rimborso viene eseguito con l'emissione di un vaglia della Banca d'Italia
per gli importi superiori a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale

 

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