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Brainwashing: le prospettive teoriche del controllo della mente

N.B: Non sempre è possibile sapere la corretta verità. Pertanto, il seguente articolo si limita a riportare e descrivere i fatti da una prospettiva assolutamente neutra.


Espressioni quali "manipolazione mentale", "plagio", "lavaggio del cervello" convergono in un'unica e sola definizione generale: quel fenomeno che induce la modifica di sé stessi e sostituisce i normali pensieri con altri, nuovi, diversi, che non apparterrebbero alla sfera individuale. Galimberti lo definisce "la condizione di chi riduce una persona in uno stato di completa soggezione al proprio potere".

Il termine "Brainwashing" nasce durante la guerra di Corea del 1950. In quel periodo era voce diffusa che certe volte potessero avvenire episodi insoliti. Sembrava infatti che alcuni americani, prigionieri di guerra, una volta liberati, presentassero un pensiero del tutto nuovo e vicino all'ideologia comunista. Questi uomini erano pronti a rinnegare la loro patria ed inneggiare a favore del sistema maoista. Essi esprimevano un convinto tradimento verso se stessi e verso le loro origini. Il funzionario della C.I.A. Ed Hunter chiamò il fenomeno "Brainwashing".

La vicenda suscitò molto interesse verso il tema, ponendo maggior attenzione agli stati percettivi, ai livelli di coscienza e alle reazioni comportamentali. Si studierà il fenomeno nelle principali ottiche della società moderna.


La Prospettiva Politica: la Fabbrica del Consenso.

Noam Chomsky, linguista e filosofo statunitense, condusse ampie ricerche su una grande mole di documenti che permisero di rilevare casi di abuso informativo e di appiattimento mediatico. Emerse così un chiaro processo di natura sociale, chiamato "fissazione delle priorità": i maggiori media stabiliscono il livello base delle caratteristiche che impostano la forma base della notizia; i media minori dovranno sottostare a queste esigenze. Si attua così un complesso meccanismo di condizionamento, che l'autore definisce "fabbrica del consenso". Insieme all'economista Edward S. Herman, Chomsky scrisse un saggio di carattere sociologico dal titolo "Manufacturing Consent: The Political Economy of the Mass Media". Nel testo viene avanzata il primo vero modello di propaganda delle masse. Vi sono cinque postulati che definiscono il tipo di notizie pubblicate:

  • Proprietà: i media principali sono grandi corporation che appartengono a dei blocchi (conglomerates) che abbracciano una grande diversità di settori applicativi.
  • Funding: i più diffusi media possiedono ricchezze fortemente dipendenti dagli introiti pubblicitari. Generalmente, i giornali ricevono il 70% degli introiti globali dai servizi pubblicitari; la televisione ne riceve il 95%. 
  • Sourcing: la costante esigenza del pubblico obbligano i mass media ad un flusso ininterrotto di informazioni e notizie.
  • Flak: il termine definisce il tentativo di svalutare individui o gruppi in disaccordo con le politiche del macro-sistema.
  • Ideologia: l'autore sostiene che la dissoluzione dell'Unione Sovietica abbia eliminato anche l'unico modo di concepire l'anticomunismo, un sistema da ripristinare.

Si tratta di una teoria che mostra quanto i mass media rappresentino potenti mezzi di manipolazione monitorati dalle grandi corporazioni mondiali. La concezione di Chomsky ha spiegato come le maggiori imprese utilizzano i media per instaurare sistemi di diffusione al fine di accrescere il proprio commercio.


E le altre prospettive che ci dicono?

Noam Chomsky

La Prospettiva Economica: il Neuromarketing.

Negli ultimi anni si sono sviluppate molteplici tendenze scientifiche risultanti dall'integrazione tra psicologia ed economia. Una di queste, il neuromarketing, studia i meccanismi decisionali dei comportamenti di consumo. Gli sviluppi metodologici vengono realizzati per mezzo di tecniche comunicative nei media, la personalizzazione dei messaggi in riferimento all'individuo e l'analisi dei possibili target. I punti chiave delle nuove scienze decisionali sono i forti legami fra la storia personale del passato e le emozioni provate da ciascuna persona. Ogni minimo particolare del nostro vissuto condiziona il nostro agire quotidiano.

Uno studio di Chris Janiszewski, Andrew Kuo e Nader Tavassoli, pubblicato sul Journal of Consumer Research afferma che il consumer preferisce comprare un prodotto se lo sente familiare e se sembra meno incline ad acquistare prodotti già ignorati in passato. Perchè il consumatore ne sia attratto, quel prodotto dovrà riflettere il mondo intrapsichico dell'individuo, così da rispecchiare in quell'oggetto i tratti della propria identità. E' evidente quanto sia necessario definire l'individualità psicologica dei clienti, in modo che si possa da questa creare nuovi bisogni di mercato.

Gli elaborati sperimentali delle discipline neuroeconomiche consentono di porre diretti rapporti fra le decisioni preferenziali e l'attivazione di precise regioni cerebrali. Un importante studio è stato eseguito da Read Montague della Baylor College of Medicine di Huston. Egli fece assaggiare due bevande, apparentemente una Coca-Cola e una Pepsi, senza avvisare i soggetti che le sostanze contenute erano identiche. Montague dimostrò che nessuno riuscì a riconoscere alcuna differenza gustativa. In una nuova sessione si osservò tuttavia un'elevata preferenza per la Coca-Cola. Questo avviene perchè, oltre all'attivazione della corteccia prefrontale ventro-mediale deputata all'elaborazione sensoriale, veniva stimolato anche l'ippocampo e la corteccia prefrontale dorsolaterale, connesse all'elaborazione emotiva.

In certi casi, le preferenze di acquisto si possono anche prevedere. I lavori di Camelia Kuhnen e Brian Knutson della Stanford University rivelano che è possibile prevedere le tipologie di scelta osservando le anticipazioni neurali. Le decisioni più rischiose, ad esempio, sono avvisate da reazioni del nucleo accumbens; le scelte più ansiose o prudenti vengono precedute da un'attivazione dell'insula anteriore. Si è scoperto anche che le persone sono meno motivate a comprare un prodotto se questo appare come l'unica opzione disponibile. Daniel Mochon della Tulane University condusse un interessante studio in cui ha invitato dei soggetti a comprare un lettore DVD: ad un primo gruppo ha presentato un lettore di una marca A, ad un secondo gruppo un lettore di marca B, ad un terzo entrambe le marche. Quando i prodotti venivano presentati insieme, l'interesse dei consumatori aumentava ed insieme ad esso la probabilità di fare un acquisto.

E' stato spiegato quanto possano essere interdipendenti gli indici di percezione e le variabili di influenza contestuale. Robert Cialdini ha dimostrato il cosiddetto "Effetto Scarsità". L'autore ha notato che meno un prodotto è disponibile nel mercato, più la gente desidera possederlo. Vi sono due orientamenti empirici sulla Scarsità:

- La Scarsità Negativo/Interferente: il tipo di scarsità che non permette un pensiero autonomo e critico, agevolando ragionamenti euristici e facilitati.

- La Scarsità Positivo/Favorente: quella scarsità che attira l'attenzione dell'individuo marcando un particolare stimolo.

E' ormai evidente l'incidenza dell'ambiente sui nostri comportamenti. Le variazioni dei processi ambientali possono pertanto essere manipolate, affinchè si possano controllare i parametri esterni per modificare le nostre più intime motivazioni di consumo. Il professor Maureen Morrin indagò gli effetti delle alterazioni contestuali sulle emozioni degli acquirenti. L'indagine ha avuto luogo in un centro commerciale, nell'arco di un mese. Ogni giorno venivano modificate le caratteristiche dell'ambiente circostante: a volte veniva fatta ascoltare musica popolare, a volte venivano diffusi profumi di cedro, altre volte venivamo emessi insieme o si lasciava tutto invariato. Ciascun giorno veniva chiesto ai soggetti se avessero fatto spese non programmate, quanto avessero speso, se l'esperienza di quel giorno venisse sentita più divertente o se fossero riusciti a trovare più facilmente i prodotti. Emerse infine che il profumo e la musica insieme non hanno avuto effetto sull'umore dei consumatori, ma hanno portato notevoli influenze sul denaro speso: con la musica si spendeva una media di 32,89 dollari in più; col profumo invece si spendevano 8,66 dollari in meno.

I ricercatori di diversi orientamenti sostengono che le influenze ambientali colpiscano principalmente il livello emotivo, il cui impatto poi conduce a conseguenze nei sistemi sensoriali secondari. Baker, per esempio, classifica gli stimoli ambientali tenendo conto di dimensioni psicologiche, quali i fattori sociali, i fattori ambientali e i fattori di design. De Luca invece sostiene che più un ambiente si presenta affollato, pieno di novità e ben eterogeneo più aumenta l'attivazione psicofisiologica, così da intrattenere il soggetto più a lungo nel negozio senza incorrere in stress e stanchezza.

Anche se dimostrate scientificamente, quel che rimane è un insieme di deduzioni probabilistiche. Sarebbe ingenuo credere che regole meccaniche possano controllare l'imprevedibilità del comportamento umano. E' legittimo offrire le conoscenze giuste per informarsi e fare chiarezza, ma ancora non siamo al corretto livello concettuale tale per essere certi del controllo sull'indole umana.


E l'ultima prospettiva qual è?

Il Big Brother di George Orwell

La Prospettiva Religiosa: le sette spirituali.

Le dinamiche del controllo della mente possono essere giudicate in relazione ai dati scientifici o alla pura fantasia. Il tema tuttavia si discosta dall'immaginario collettivo se viene preso in considerazione il parametro della fede religiosa. La spiritualità infonde un sentimento di fiducia verso un Dio, o un'entità soprannaturale che fa sentire protetti e rassicurati. Un utilizzo coscienzioso della religione può portare benessere, in quanto infonde speranza e ottimismo in chi la pratica. Se, al contrario, l'utilizzo della fede diventa malevolo, avranno luogo dei fenomeni di tipo settario. Una setta consiste in un gruppo di individui che hanno in comune la distinzione o separazione ideologica nei confronti di una dottrina.

Non risulta sempre chiaro. Ciò che si intende per "setta" si distingue molto da quello che si chiama "culto satanico". Le sette sono un gruppo di persone persuase dal carisma di un leader che ne è egemone. Le culture sataniche sono movimenti culturali e religiosi che promette agli adepti il raggiungimento di potere, gloria e piacere, attraverso riti e pratiche profane.

Nei gruppi settari i membri seguono le idee di un solo individuo, il leader, capace di persuasione e abile con le parole. Il controllo del comportamento e del pensiero avviene tramite la completa ricostruzione dell'identità. Il potente flusso di influenza che si crea intorno all'adepto causa una sua dissociazione dalla sua immagine di sè, introducendo le sue condotte in una nuova forma di identità, subordinata al volere del gruppo.

Il criminologo Marco Strano, esperto di occultismo, individua le ragioni per cui una persona si possa interessare a pensieri di natura esoterica, vi sono variabili psicologiche e variabili sociali.

Variabili Psicologiche

  • L'appartenenza al gruppo produce sentimenti antagonistici che sostituiscono precedenti difficoltà relazionali.
  • Il carisma del leader e l'influenza sugli adepti.
  • La riduzione dell'ansia fisiologica, tramite le convinzioni sull'esistenza di vita ultraterrena e di immortalità.
  • L'aumento dell'autostima attraverso l'insegnamento di surreali poteri magici con cui dominare il mondo.
  • La riduzione dell'empatia verso situazioni emotivamente complesse.
  • La sottomissione di soggetti con specifici tratti di personalità.
  • La possibilità di migliorare le capacità sociali e sessuali al'interno del gruppo.
  • Il senso di isolamento e la dissoluzione familiare.
  • L'incremento di sensibilità ai processi di condizionamento operante

Variabili Sociali

  • L'avvento di dottrine alternative, in sostituzione alle più comuni religioni.
  • La divulgazione di concezioni naturaliste e anticonformiste, contro il capitalismo e le tecnologie.
  • Il graduale passaggio da una prospettiva collettivistica ad una più individualistica; fallimento delle teorie socialiste e nascita di concezioni volte all'idealizzazione dell'individuo.
  • La squalificazione delle idee progressiste e i favoritismo per le credenze magiche.
  • Espressione di unicità elaborata in una visione tipicamente psicotica.

Lo psichiatra statunitense Robert Lifton vanta un ampio lavoro sui casi di condizionamento del pensiero. La sua teoria sulla riforma del pensiero tratta di otto principali fattori psicologici per il controllo mentale:

-Il controllo dell'ambiente: controllo della comunicazione fra l'individuo e il mondo esterno e conseguente distorsione della realtà;

-La manipolazione mistica: l'insorgenza di comportamenti e emozioni nuovi e renderli col tempo naturali;

-Esigenza di purezza: svalutazione di ogni elemento esterno visto come minaccia per l'integrità della mente di gruppo, isolamento dell'individuo dalla società;

-Culto della confessione: svalutare la privacy dell'individuo tramite l'uso esagerato della confessione;

-Scienza sacra: valutazione dogmatica e incontestabile delle credenze interne;

-Sovraccarico del linguaggio: restringere le capacità di ragionamento tramite la intesi di concetti e pensieri personali in un numero limitato di frasi, categoriche ed imprescindibili;

-Supremazia della dottrina: l'indiscutibile ed assiomatica verità dei dogmi;

-Potere sull'esistenza: potere di controllare la vita e il destino degli adepti;

Ma per quali motivi si creano le correnti settarie? Strano identifica gli interessi ricorrenti che vanno ad alimentare le ideologie alla base delle sette:

    - Le adesioni dei membri portano inizialmente contributi e benefici, fino ad arrivare al pieno possesso dei loro beni.

    - Aumento della propria ricchezza con la vendita di oggetti e materiali agli adepti.

    - Gratificazione delle esigenze sessuali e interessi parafiliaci.

    - Acquisizione di vantaggi dalle professioni e dai lavori dei sottoposti.

    - Conoscenze di tipo industriale, commerciale, politico e istituzionale ed informazioni utili per i propri interessi;

Il crimine, sostiene l'autore, è un'attività molto diffusa nei gruppi settari. L'assenza di ogni libertà dei membri porta a chiusura e asocialità, maturando sentimenti molto aggressivi. Si identificano due tipi di crimine: crimini commessi dal leader ai danni degli adepti: frodi; minacce; estorsioni; abusi sessuali; spaccio di sostanze; pedofilia; induzione al suicidio; omicidi; vi sono oppure quei crimini commessi da adepti ai danni di altri adepti o a persone esterne: reati familiari; violenze verso adepti duranti i rituali; spaccio di sostanze; abusi sessuali; maltrattamento di animali; profanazione di cimiteri; furti.

Si può uscire da una setta? La magnetica dipendenza fra il soggetto e il gruppo diventa molto difficile da sciogliere. In questi casi è necessario un duro percorso terapia psicologica, orientata ad una vera deprogrammazione della personalità.

 

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