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"Cari avvocati, non insultate". Milella ai penalisti: "Difesa principio sacro, suo abuso no".

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Il diritto di difesa è sacro, l'abuso di difesa no. È il passaggio centrale della nota con cui la giornalista Liana Milella, che la scorsa settimana era stata attaccata dall'Unione Camere Penali per il contenuto di alcuni suoi articoli, ha replicato alle accuse, rispondendo nel merito e confermando tutte le proprie posizioni. Difendo la riforma Bonafede sulla prescrizione, ha detto tra l'altro la giornalista, che non comporterà certo un allungamento dei tempi dei processi ma semmai la loro riduzione. Mi sorprendono ancora, ha sottolineato, i toni della lettera che mi è stata rivolta dalle Camere penali, toni supponenti e scarsamente democratici. Pubblichiamo per intero la risposta Liliana Milella dall'Associazione presieduta da Gian Domenico Caiazza, lasciando ogni conclusione ai nostri lettori. 

 Guai a toccare, sulla prescrizione e sul diritto di sciopero, gli avvocati penalisti. E neppure sui tempi dei processi. Loro autocertificano che non c'entrano nulla. Bisogna credergli come si crede al Vangelo. Per fede. Altrimenti – come dimostra l'ultimo blog Toghe – piovono gli insulti. Non studia, non legge, non sa, non s'informa, ma soprattutto non ha diritto a scrivere su di noi e sul nostro sciopero. Bella prova di democrazia.

E si badi che non ho censurato neppure un intervento, tranne una parolaccia.

Mi riservo però il diritto di replica.
Per ribadire esattamente quello che ho scritto.
1. Condivido la riforma Bonafede sulla prescrizione. Una prescrizione definitivamente bloccata dopo il processo di primo grado (ma per anni i magistrati ne hanno proposta una dopo il rinvio a giudizio) non allungherà affatto, ma accorcerà i tempi dei processi. Confermo che sarà un disincentivo rispetto a tattiche dilatorie. Ovviamente accompagnata da riforme sul processo penale per accelerarne i tempi.
2. So bene che il maggior numero di prescrizioni matura durante la fase delle indagini preliminari, tant'è che l'attuale Guardasigilli pone dei vincoli molto stretti al lavoro dei pm.
3. Ovviamente mi è noto l'articolo 111 della Costituzione. Anzi, per chi non lo sapesse, ne ho seguito l'iter di modifica. Il diritto di difesa è sacro. L'abuso di difesa no. Per intenderci, non dovrebbe più accadere quello che è accaduto con Berlusconi e i suoi legali sul legittimo impedimento.
4. Uno sciopero di 5 giorni, dico 5 giorni, come quello deciso dagli avvocati è una follia. Quale altra categoria si permette scioperi di questa durata? Come può essere permesso? Quali conseguenze produrrà su una giustizia al collasso?
5. Infine: non è anomalo che non ci sia una voce tra gli avvocati pronta a dire "se i processi sono lunghi è anche colpa nostra"?

Post scriptum: mi raccomando, cari avvocati, evitate gli insulti gratuiti. Non sono segno di democrazia, ma di autoritarismo. E anche di violenza. Verbale, s'intende.

 

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