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Corte Conti apre anno giudiziario, durissimo j´accuse a politica siciliana: parla il procuratore

"Èormai, opinione dominante che non sia giustificabile e sostenibile mantenere elevati livelli di spesa per il funzionamento degli apparati burocratici che ci governano. Anche nel 2015 si registra un considerevole spreco di risorse pubbliche causato dall’indebita percezione di gettoni di presenza da parte dei consiglieri comunali, testimoniato dalle 15 istruttorie avviate nel corso dell’anno, di oggetto identico alle 35 aperte in precedenza”. Lo ha detto il procuratore regionale della Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016, a Palazzo Steri, a Palermo. “Troppo frequentemente l’elezione negli organi rappresentativi degli enti locali è divenuta per gli eletti occasione d’incremento delle indennità spettanti per la partecipazione a Consigli e commissioni comunali, attraverso scelte di dubbia legittimità, al vaglio di questa Procura contabile”. Tra questi, "la partecipazione alle sedute per la durata di pochi secondi o l’originale istituzione delle commissioni comunali itineranti, impegnate in suggestivi percorsi tra le bellezze culturali e ambientali del paese. Si è confermato, inoltre l’inveterato e diffuso ricorso al conferimento d’incarichi e consulenze a soggetti esterni alle pubbliche amministrazioni, causa d’ingente lesività dell’erario e di mancata valorizzazione delle professionalità interne degli enti coinvolti. In tale materia, nel solo 2015 sono state aperte 67 istruttorie”.
"Ttra le più importanti e recenti indagini, è significativa quella riguardante 10 aziende sanitarie e ospedaliere che, pur in possesso di uffici legali, hanno conferito ad avvocati del libero foro un numero elevatissimo di incarichi di rappresentanza e difesa, con il conseguente pagamento di onorari per un importo complessivo di molti milioni di euro e la sostanziale ingiustificata inutilizzazione dei dipendenti in organico, in possesso dei requisiti per tutelare in giudizio le ragioni delle rispettive aziende”.
Non tutto è però a tinte fosche, ha detto il Procuratore. Tra le azioni positive, “un esempio di corretta gestione, offerto dalle aziende sanitarie provinciali di Palermo e di Enna, come risulta dai dati acquisiti da questo Ufficio”.
Aloisio ha fatto anche riferimento “alle spese di funzionamento degli organi politici, impiegate con modalità non riconducibili agli scopi istituzionali per i quali sono previste. Per tale ragione nel 2015 sono state emesse 4 citazioni in giudizio di capigruppo parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana, che si aggiungono alle 8 già depositate nel 2014. La vicenda ha avuto notevole risalto mediatico per la notorietà dei politici coinvolti e per le specifiche contestazioni formulate a loro carico - conclude -, relative all’acquisto di abbigliamento, farmaci e giocattoli, a spese per ristoranti, alberghi, necrologici, parrucchiere, e addirittura a un’offerta per una messa in suffragio di un defunto”.

 

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