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Crisi aziendale: le segnalazioni di allerta scattano da febbraio 2021

Inadempimento

Proroga a febbraio 2021 per le segnalazioni di allerta che riguardano le cosiddette microimprese. Questo è quanto prevede il tanto atteso Decreto correttivo - anti crisi -, che riscrive pure i vincoli di segnalazione dell'amministrazione finanziaria, la designazione del "componente amico" negli Ocri e introduce pure novità sull'iscrizione all'Albo dei curatoriliquidatori e commissari. Questi alcuni dei temi toccati dal Decreto legislativo correttivo del Codice della crisi d'impresa che è stato esitato dal Consiglio dei ministri di giovedì 13 febbraio.

Nel dettaglio, è stata differita al 15 febbraio 2021 l'operatività dell'obbligo di segnalazione a carico degli organi di controllo interno e sui revisori contabili, oltre che sui creditori pubblici qualificati quali Inps, Fisco e agenti della riscossione. Si tratta della segnalazione che ha per destinatari l'Ocri ed i medesimi organi di controllo societario; la proroga riguarderà esclusivamente le imprese che negli ultimi due esercizi non hanno superato nessuno dei seguenti limiti:

1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità. 

Le intenzioni del Governo si fanno carico della preoccupazione di consentire una gestione efficiente delle procedure di allerta da parte degli organismi di composizione della crisi; Ocri. A tal proposito sono state pure modificate le condizioni che devono verificarsi per indurre l'amministrazione finanziaria a muoversi e avviare la procedura di segnalazione: infatti, considerato l'ammontare dell'Iva, che, nella fascia più elevata, è pari al 22%, e detraendo l'Iva sugli acquisti, la soglia di rilevanza del 30% attualmente non potrebbe essere mai raggiunta nel trimestre a cui si riferisce la comunicazione della liquidazione periodica trimestrale dell'Iva stessa, - Lipe. La diversa percentuale del 10%, individuata dal decreto correttivo, rappresenta un valore mediano e tiene conto dell'esistenza di settori produttivi in cui l'Iva dovuta è inferiore al 22 per cento.

All'Agenzia delle Entrate sono poi comunque affidati 60 giorni di tempo dalla comunicazione di irregolarità per effettuare la segnalazione, allineandola a quanto previsto per agli atri creditori qualificati.

In merito al "componente amico" dell'Ocri, la novella legislativa prevede che il referente segnali all'associazione di categoria una terna di professionisti individuati dal debitore tra quanti sono iscritti all'Albo; la scelta definitiva del componente toccherà poi alla stessa associazione di categoria competente.

Infine sono stati ridotti, almeno in sede di prima applicazione, i requisiti per l'iscrizione all'Albo, per la quale sarà sufficiente dimostrare di avere svolto funzioni di commissario giudiziale, attestatore o di avere assistito il debitore nella presentazione della domanda di accesso in almeno 3 procedure di concordato preventivo che abbiano superato la fase dell'apertura o 3 accordi di ristrutturazione dei debiti che siano stati omologati.

Pur apprezzando lo sforzo del Legislatore, gli effetti pratici dei correttivi sono purtroppo assai inferiori al necessario: si sono mantenuti gli obblighi di segnalazione per le piccole imprese comprese tra i 4 e gli 8 milioni di fatturato, a fronte di una forte richiesta di proroga urlata da tutte le categorie professionali coinvolte, perdendo l'occasione per consentire al sistema delle imprese, che sta iniziando ora a comprendere questa parte della riforma, di procedere all'adozione generalizzata degli adeguati assetti organizzativi. Considerato infatti che mancano pochi mesi ad agosto, è facilmente prevedibile che chi non ha già iniziato oggi a lavorare internamente su questi aspetti ben difficilmente riuscirà a disporre in tempo di dati affidabili sulla sostenibilità del debito, vanificando la ratio di tutta la riforma.

Infine, le novelle norme rettificative, non risolvono la nativa criticità della riforma, più volte segnalata per le imprese dotate di organo di controllo: il tempo troppo stretto e non sufficiente per la corretta esplicazione della fase più delicata dell'allerta interna, che interviene prima della segnalazione degli organi di controllo. Trenta giorni, cui aggiungere sessanta giorni di monitoraggio, sono troppo pochi per le piccole imprese: serve più tempo per avviare fruttuosamente percorsi di risanamento che consentano legittimamente all'organo di Revisione di evitare la segnalazione.

Ovviamente inizierà, da agosto, una fase di prima applicazione del nuovo codice della crisi con cui riusciremo a catalogarne ed a monitorarne gli effetti, anche indesiderati, al fine di verificarne l'effettiva efficacia.

Sarà vera gloria? Tra un decennio lo sapremo.

Meditate contribuenti, meditate.

 

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