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Equilibrio e assestamento. I bilanci degli enti locali

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E' già tempo per gli Enti Locali di verificare se le previsioni di bilancio appena approvati (31 marzo 2018 per gli Enti virtuosi) , trovano ancora corrispondenza e si legittimano alla luce dei fatti di gestione di metà anno, che hanno quasi sicuramente messo in crisi le previsioni iniziali.

Come previsto dell'art. 175, c. 8 e dall'art. 193, c.2 del TUEL, il 31 Luglio rappresenta dunque la scadenza per l'Assestamento di Bilancio Enti Locali 2018. Alla scadenza si prevede che gli enti locali garantiscano in fase previsionale, durante la gestione e in occasione delle successive variazioni di bilancio, il mantenimento degli equilibri in termini di competenza e di cassa.

Non è altro che un maquillage del bilancio di previsione approvato qualche mese prima, tenendo conto di nuovi fatti ed accadimenti che hanno, o potranno, incidere sui saldi di bilancio dell'Ente. A titolo esemplificativo e non sicuramente esaustivo si devono stanziare nel bilancio i risultati dei bilanci delle partecipate, si devono inserire e/o rivedere gli stanziamenti in bilancio delle entrate alla luce della riscossione raggiunta, devono implementarsi i fondi rischi, devono infine trovare spazi finanziari le eventuali maggiori spese previste. 

Nello specifico che cos'è l'assestamento del bilancio degli enti locali?

Come ormai noto a tutti la gestione contabile e finanziaria degli enti locali deve essere orientata al mantenimento degli equilibri inizialmente fissati dal Consiglio in sede di approvazione della programmazione economica e finanziaria (DUP) e del bilancio di previsione; il tutto incentrato sul pareggio finanziario e sull'equilibrio economico.

Nello specifico, si tratta di verificare che gli accertamenti delle entrate previste nei vari titoli siano ancora sufficienti a finanziare le spese correnti e le quote di capitale per rimborso di prestiti impegnate o da impegnarsi al titolo terzo della spesa e che il finanziamento degli investimenti iscritti al titolo secondo della spesa siano effettivamente finanziati con le entrate specifiche (avanzo di gestione, mutui, prestiti, conferimenti per trasferimenti in conto capitale) che si erano ipotizzate in preventivo e che le medesime si siano effettivamente concretizzate o realizzate.

Non è altro che un riaggiornamento delle previsioni e, dove necessario, un ridimensionamento degli stanziamenti di entrate e di spese; possiamo tranquillamente affermare che trattasi di un rinnovo del bilancio di previsione a saldi aggiornati.

Che succede se non si provvede all'assestamento del bilancio?

Attenzione che la mancata adozione, da parte dell'ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti dall'art. 193 è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione di cui all'articolo 141, con applicazione della procedura di commissariamento prevista dal comma 2 del medesimo articolo. Trattasi quindi di adempimento vitale per una corretta e sana attività amministrativa dell'ente, che se non viene messo in atto provoca le stesse conseguenze della mancata approvazione del bilancio di previsione.

E' un'opportunità.

L'adempimento che ci impegna non deve essere visto dalle amministrazioni e dai responsabili del servizio finanziario, come uno delle tante cavillose scadenze, bensì come un'opportunità: infatti l'assestamento del bilancio consente di porre in essere le manovre correttive eventualmente necessarie in relazione alle indicazioni fornite dai responsabili dei servizi e del servizio finanziario dell'ente, nonché l'eventuale inserimento in bilancio di somme o di stanziamenti non previsti precedentemente; in poche parole possiamo semplicisticamente sostenere che per le amministrazioni rappresenta una seconda chance per poter correttamente indicare la corretta imputazione delle somme in bilancio.

Ma c'è di più.

Il 10 giugno scorso si sono svolte le elezioni amministrative, e non saranno stati pochi gli enti locali che hanno assistito ad un cambio di gestione, con l'insediamento di nuovi amministratori e nuove maggioranze in consiglio. Ebbene l'assestamento del bilancio è l'opportunità che viene fornita ai nuovi amministratori per iniziare ad incidere sulla gestione dell'Ente ed a modificare le politiche di bilancio secondo i propri programmi. Infatti il bilancio di previsione approvato dalla vecchia maggioranza potrà essere modificato ed assestato dalla nuova amministrazione a proprio uso e consumo, iniziando a "governare" dettando la propria agenda politica. Quindi niente scuse; le nuove amministrazioni hanno gli strumenti per poter iniziare ad incidere sulla vita amministrativa e politica dell'ente.

Meditate amministratori, meditate. 

 

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