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Fase due, contagi: l’Inail spiega come ridurre il rischio nei vari ambienti lavorativi

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L'analisi dei contagi ha evidenziato come tantissimi focolai sono nati all'interno dei luoghi di lavoro, soprattutto in quegli ambienti in cui il contesto lavorativo implica, per le proprie caratteristiche intrinseche, un elevato rischio di contagio (in priimis, gli ospedali).

A fine aprile, in vista dell'imminente inizio della fase 2, l'Inail ha pubblicato un documento tecnico, approvato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Protezione civile, in cui si prevede una possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Covid 19 negli ambienti di lavoro.

Secondo l'Istituto, infatti, per garantire adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori, occorre adottare misure graduali per il ritorno progressivo al lavoro, tenendo in considerazione le specificità dei processi produttivi e delle modalità di organizzazione del lavoro che, nell'insieme, possono contribuire alla caratterizzazione del rischio.

Il documento è suddiviso in due parti: la prima riguarda la predisposizione di una metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio (in cui si analizza il rischio di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro, di prossimità connessa ai processi lavorativi, nonché l'impatto connesso al rischio di aggregazione sociale anche verso "terzi"); nella seconda parte si indicano le misure organizzative, preventive e di contrasto all'insorgenza di focolai epidemici da Covid-19, differenziandole a seconda del fattore di rischio.

Il rischio da contagio da Covid 19 in occasione di lavoro può essere classificato secondo tre variabili, ovvero l'esposizione, la prossimità e l'aggregazione.

L'esposizione indica la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative (ad esempio, vi sarà una probabilità alta di venire in contatto con fonti di contagio nel settore sanitario, nella gestione dei rifiuti speciali e nei laboratori di ricerca; viceversa, la probabilità sarà bassa per il lavoratore agricolo).

Con il termine prossimità si fa riferimento alle caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale (ad esempio, la prossimità sarà alta per il dentista; media per il lavoro che prevede compiti condivisi in prossimità con altri per parte non predominante del tempo, come per specifici compiti in catene di montaggio; bassa per il lavoro effettuato con altri ma con adeguato distanziamento; nulla per il lavoro effettuato da solo per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità). 

 L'aggregazione è quella variabile ricollegabile a tutti quei lavori che, per natura, espongono i lavoratori al contatto con altre persone, come nei bar, nei ristoranti e nelle scuole.

La combinazione di questi tre fattori determina l'attribuzione del livello di rischio: avranno basso rischio le attività agricole, manufatturiere, di trasporto e magazzinaggio, finanziarie e assicurative, professionali scientifiche e tecniche, le attività connesse all'informazione e comunicazione; rischio medio sarà attribuito alle attività di manutenzione, ai lavori degli operai edili, dei microbiologi e degli operatori ecologici, ai lavori nelle mense o all'interno di una famiglia; la classe di rischio sarà alta per i cassieri, i parrucchieri, le forze dell'ordine, i farmacisti, il personale sanitario, le agenzie funebri.

Le attività produttive con rischio basso o medio-basso saranno le prime a ripartire, con una adeguata e partecipata strategia di prevenzione, anche mirata al contenimento del rischio di aggregazione correlato.

Così, le attività del settore manifatturiero e delle costruzioni, settori vitali per l'economia del Paese, potranno ricominciare migliorando l'indice di rischiosità già basso con attente e puntuali misure organizzative e di prevenzione e protezione; analoghe considerazioni valgono per il settore del commercio e dei servizi, ove il rischio sarà ridimensionato con misure volte a ridurre la mobilità di terzi e a garantire il distanziamento sociale.

All'interno delle singole realtà aziendali, i profili di rischio potranno assumere una diversa entità in considerazione delle specifiche misure preventive adottate e delle modalità di organizzazione del lavoro.

 In relazione alle misure di prevenzione e protezione, il Documento redatto dall'Inail evidenzia come, in coerenza con i processi di valutazione e gestione del rischio disciplinati dal D. Lgs 81/08, andranno adottate misure di carattere generale e specifico, privilegiando misure di prevenzione primaria, quali l' informazione e la formazione sulle modalità di rischio e sulle misure adottate, l'adozione delle misure igieniche e di sanificazione degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, l'utilizzo di mascherine e DPI per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, la sorveglianza sanitaria per tutelare i lavoratori fragili.

Anche le misure organizzative saranno estremamente importanti, nell'ottica dell'eliminazione del rischio o di un suo contenimento, attraverso la rimodulazione dei processi produttivi, degli spazi e delle postazioni di lavoro, dell'orario di lavoro e dell'articolazione in turni.

In particolare, gli spazi di lavoro dovranno essere rimodulati nell'ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi.

A titolo esemplificativo, negli uffici legali o in tutte le altre attività professionali che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro, né la necessità di lavori i gruppo, i lavoratori potrebbero, per un periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati da uffici inutilizzati, quali le sale riunioni; per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente, potranno essere trovate soluzioni innovative come ad esempio il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro e l'introduzione di barriere separatorie (pannelli in plexiglass, mobilio, ecc.).

Per gli spazi comuni, comprese le mense aziendali, i punti di ristoro, gli spogliatoi e i servizi igienici dovrà essere prevista una ventilazione continua degli ambienti, regolamentando altresì una turnazione nella fruizione nonché un tempo ridotto di permanenza all'interno degli stessi, naturalmente con adeguato distanziamento.

Nella gestione dell'entrata e dell'uscita dei lavoratori dovranno essere favoriti orari scaglionati e, laddove possibile, si dovrà prevedere una porta di entrata ed una di uscita dedicate. Sarà essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento del trasporto pubblico.

Tra le misure organizzative da adottarsi, sarà essenziale continuare a ricorrere allo smart working, soprattutto in quei settori gestionale e amministrativo ove rappresenta una soluzione efficace per consentire la continuità dei processi lavorativi; sarà necessario, tuttavia, rafforzare le misure di supporto per la prevenzione dei rischi connessi a questa tipologia di lavoro, in particolare fornendo assistenza nell'uso di apparecchiature e software nonché degli strumenti di videoconferenza, incoraggiando a fare pause regolari; in aggiunta, il management dovrà tenere conto della necessità di garantire il supporto ai lavoratori che si sentono in isolamento e a quelli che contestualmente hanno necessità di accudire i figli.

 

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