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Firmato il decreto che estende ai professionisti delle casse private l'indennità dei 600 euro per il covid-19

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Firmato oggi dai Ministri del Lavoro e dell'Economia, Catalfo e Gualtieri, il decreto che assegna ai professionisti iscritti alle casse previdenziali private l'indennità di 600,00 euro per il mese di marzo. Come si ricorderà, il Decreto Legge Cura Italia non comprendeva tra i beneficiari quei professionisti iscritti alle proprie casse previdenziali, ma aveva istituito un Fondo di 300 milioni che in un secondo momento, secondo quanto coordinato con i vari Enti previdenziali privati, sarebbe stato destinato alle varie categorie professionali

 L'indennità è prevista per tutti quei professionisti che rientrano in una delle due seguenti categorie:

a) ai lavoratori che abbiamo percepito, nell'anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e dell'articolo 4 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; 

b) ai lavoratori che abbiano percepito nell'anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e dell'articolo 4 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato o ridotto o sospeso, ai sensi dell'articolo 2, la loro attività autonoma o libero-professionale in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19

Nel decreto si chiarisce che per riduzione o sospensione dell'attività lavorativa si intende una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. 

 Dal primo aprile potranno essere presentate le istanze alle rispettive casse di previdenza secondo le modalità che gli enti previdenziali stabiliranno.

Il singolo professionista comunque dovrà rendere un'autocertificazione nella quale dovrà attestare sotto la propria responsabilità ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, tra le altre dichiarazioni indicate nel decreto:

- di aver percepito nell'anno di imposta 2018 un reddito non superiore agli importi di cui all'articolo 1, comma 2 lettere a) e b);

- di aver chiuso la partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020 ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33 per cento del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di essere nelle condizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a)

Il ministro Catalfo ha dichiarato che le misure indicate nel decreto appena firmato riguardano le provvidenze per il mese di marzo e che per aprile sono in esame altre misure che saranno inserite nel prossimo decreto legge che sarà adottato dal Governo del prossimo mese di aprile. Nonostante le assicurazioni del Ministro, la Confprofessioni (l'associazione che raggruppa tutti i professionisti) ha manifestato qualche insoddisfazione poichè chiedeva che fossero utilizzati per i professionisti delle casse private tutti i 300 milioni previsti dal decreto legge Cura Italia e non solamente 200 milioni come previsto dal decreto ministeriale oggi firmato.

Qui seguito pubblichiamo il testo non definitivo del provvedimento, soggetto a possibili modifiche.

 

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