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Giancarlo Siani, l'Italia ricorda il giovane giornalista ucciso dalla camorra

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 Giancarlo Siani è stato un giornalista nato a Napoli ed ucciso dalla camorra a Napoli il 23 settembre 1985.

Già da studente universitario iniziò a collaborare con alcuni periodici napoletani raccontando storie di emarginazioni dei quartieri più disagiati di Napoli . Fondò con altri giovani giornalisti, il Movimento Democratico per il Diritto all'Informazione (M.D.D.I.). Scrisse diversi articoli per il mensile "Il Lavoro nel Sud" e poi per il quotidiano Il Mattino di Napoli.

Come corrispondente da Torre Annunziata del Mattino si occupò di inchieste giornalistiche scrivendo i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che avevano interessi negli appalti gestiti dal comune .

 Lavorando per Il Mattino, Siani riuscì ad acquisire una specifica ed significativa conoscenza dei fatti di camorra e come i loro interessi si intrecciavano con il mondo degli affari e della politica. Fu così che scopri diversi loschi intrecci all'indomani del terremoto dell'Irpinia del l Clan Nuvoletta che divennero oggetto dei suoi pezzi giornalistici. Per i clan camorristici, e non solo, fu un giornalista "scomodo", un vero giornalista ed è per questo che venne decretata la sua morte.

Nel giugno del 1985 Siani ricostruiva in un suo articolo pubblicato sul Mattino i retroscena dell'arresto di Valentino Gionta noto boss locale, ipotizzando una "soffiata" ad opera del Clan Nuvoletta . Ciò scatenò l'ira dei clan che decisero di uccidere il giovane e valente giornalista la sera del 23 settembre 1985 mentre rientrava a casa a bordo della sua Citroën Méhari  di colere verde .

  Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d'assise di Napoli condannò all'ergastolo i mandanti dell'omicidio (i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappucci e Armando Del Core). In quella stessa condanna appare, come mandante, anche il boss Valentino Gionta. La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che però dispose per Valentino Gionta il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello: si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l'ha di nuovo condannato all'ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto.

A distanza di tanti anni dalla sua barbara uccisione, il ricordo, la memoria di Giancarlo Siani e del suo impegno come giornalista sono rimasti da esempio per tutti. Molti gli edifici scolastici, le vie, tante altre strutture  e premi sono stati  intitolati a Siani rendendo viva la sua figura. Il regista Marco Risi nel 2009 ricostruì la vita di Giancarlo Siani nel famoso film Fortapàsc. 

 

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