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Giustizia dimezzata - SOS dell'Organismo Congressuale Forense

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 Dopo il lockdown anche il sistema giustizia si è rimesso in moto. Dal 12 maggio maggio, sulla "carta", è stata decretata l'apertura dei tribunali e la ripresa delle udienze. Alcuni procedimenti nel settore civile sono stati trattati con le modalità alternative introdotte dal Cura Italia con il collegamento da remoto e con la trattazione scritta. La maggior parte dei procedimenti già calendarizzati sono stati però oggetto di rinvii lunghi(autunno 2020 e anche primavera 2021). Nel settore penale gli unici procedimenti che sono stati trattati hanno riguardato quelli urgenti (convalida misura cautelari, direttissime) e solo quelli ove era prevista la sola discussione. Tutto il resto anche qui è stato oggetto di lunghi rinvii.

Per le modalità di accesso degli avvocati nelle cancellerie dei Tribunali e negli uffici Unep pe la notifica degli atti giudiziari, è stato rinviato tutto alle singole disposizioni dei vari capi degli uffici giudiziari che ai tutti i livelli,a cascata, hanno riguardato tutto il sistema organizzativo del sistema giustizia: dal Ministero, ai Distretti di Corte d'Appello ai singoli Tribunali ed Uffici del Giudice di Pace. Il risultato è stato una miriade di circolari, direttive raccomandazioni e regole che hanno dettato e regolamentato le varie modalità di accesso, con giorni, orari, prenotazioni varie per accedere ai Tribunali.

 A seguito di ciò, in mancanza di un provvedimento unitario, sono state partorite prassi e modalità a volte molto diverse fra loro, che hanno creato confusione, smarrimento ed incertezze tra gli operatori ed tra gli avvocati, sfociate spesso in un disagio diffuso che ha ingenerato un malcontento, via, via sempre più grave.

Qualche esempio?  " Da giorni cerco di prenotare un accesso in una cancelleria di un piccolo tribunale di provincia,- mi dice un collega- non ci riesco, perdo diverse ore, ma niente non risponde nessuno. Ad un certo punto le mie speranze si riaccendono perchè il telefono mi invia il segnale che la linea è occupata. Ho pensato se è occupata è un buon segno, qualcuno ci sarà e appena terminata la chiamata, qualcuno risponderà. Bene, riprovo dopo qualche minuto, la linea risulta libera ma non mi risponde nessuno. A questo punto non vi dico quale è stata la mia reazione. Potete immaginarlo." E tanti altri esempi di cattivo funzionamento e di paralisi del sistema giustizia, raccontatimi da diversi colleghi, potrei elencare. Ormai la misura è colma.

 E' proprio interpretando questo sentimento diffuso tra gli avvocati che l'Organismo Congressuale Forense, ha deliberato in questi ultimi giorni un documento di proposta e di protesta con il quale chiede al governo ed al legislatore l'adozione di un Piano Straordinario che individui in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale le modalità di svolgimento delle udienze, che individui più risorse finanziarie per la idonea messa in sicurezza degli uffici giudiziari e la dotazione di idonei strumenti tematici del vari uffici giudiziari ed infine il potenziamento del fondo per il pagamento del patrocinio a spese dello Stato.

Il tema qui accennato, unitamente ad altri argomenti, sarà oggetto di un apposito approfondimento nella nostra Rubrica " Filo Diretto" che andrà in onda on line sulla pagina Facebook ed in contemporanea sul canale Yutube di Reti di Giustizia venerdì 26 giugno 2020 alle ore 16,00.

Sarà ospite l'avv. Emanuele Maganuco del Foro di Gela, delegato presso l'Organismo Congressuale Forense per il Distretto di Corte di Appello di Caltanissetta

 

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