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Honoré Daumier, Processo a porte chiuse (1857)

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Honoré Daumier (Marsiglia, 26 febbraio 1808Valmondois, 10 febbraio 1879) è stato un pittore, scultore, litografo e caricaturista francese. È noto soprattutto per le sue vignette di satira politica realizzate con la tecnica litografica e per i suoi quadri.

Nel luglio 1830 partecipò alla Rivoluzione che abbatté la monarchia di Carlo X e consegnò - dopo vari contrasti - il potere a Filippo d'Orléeans, riportando durante gli scontri con l'esercito una ferita da sciabola alla fronte. Passò a collaborare dalla fine dell'anno al 1835 con il giornale «La Caricature», diretto da Charles Philipon e Gabriel Aubert, dove il 15 dicembre 1831 comparve una caricatura del re Luigi Filippo che, con il nome di Gargantua, divora le risorse del popolo e corrompe i deputati dell'Assemblea Nazionale. Per questo motivo il 23 febbraio 1832 venne processato e condannato a sei mesi di carcere e alla multa di 500 franchi, iniziando a scontare la pena il 31 agosto.

Liberato il 14 febbraio 1833, andò a vivere da solo, e continuò a prendere di mira Luigi Filippo - rappresentato costantemente con il volto a forma di pera - e il governo conservatore e corrotto al potere in Francia, collaborando, oltre che con La Caricature, anche con il giornale «Le Charivari»; cominciò ad affrontare la scultura in terra per lo più non cotta e, poco più tardi, dipinse le prime tele. Proprio a causa della mancata cottura delle sue sculture, queste si sono per lo più perdute, mentre molte tele, preparate spesso in modo inadeguato, si deteriorarono molto presto, presentando crepe e alterazioni del pigmento. 

I provvedimenti contro la libertà di stampa, emanati dal governo il 29 agosto 1835, che soppressero o sottoposero a pesante censura i giornali satirici, lo costrinsero a mutare i temi delle litografie, indirizzandosi a soggetti di costume. Collaborò così all'illustrazione del mensile letterario «La Chronique de Paris», fondato nel 1836 da Balzac, del quale illustrò successivamente anche alcuni romanzi.

A causa dei molti debiti accumulati, nel 1842 gli furono pignorati i mobili di casa. Il 16 aprile 1846 sposò la sarta Marie-Alexandrine Dassy dalla quale aveva già avuto, il 2 febbraio, un figlio vissuto pochi mesi. 

 

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