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"Ho 90 anni e amo la Costituzione, l'ho regalata ai miei nipoti con un leggio"

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 Domenico Pavirani, ha 90 anni, alcuni nipoti e ama la Costituzione. Ha inviato una lettera alla rubrica "Invece Concita" de La Repubblica. Per noi è bellissima, e ci ricorda gli scritti di Piero Calamandrei. Eccola:

"Si fa in questi giorni un gran parlare del fatto che nei programmi di storia ci si scordi della Costituzione. Si deve ricordare che nel referendum istituzionale del 1946 la vittoria della Repubblica contro la Monarchia avvenne grazie ad una maggioranza di voti non particolarmente significativa. Questo portò, nelle prime elezioni politiche della Repubblica Italiana , alla vittoria della Democrazia Cristiana, partito politico nel quale vi era una consistente percentuale di simpatizzanti per la Monarchia".

"Nel primo governo, ed in quelli che per decenni si susseguirono, il ministero della Pubblica Istruzione fu spesso affidato a chi non si riconosceva pienamente nei valori della Costituzione della nostra Repubblica. Credo che questo sia il motivo per cui, nelle nostre scuole, pur essendo presente nei programmi scolastici ministeriali, l'insegnamento della Costituzione non è mai stato considerato un momento fondamentale e fondante per l'educazione degli studenti futuri cittadini".

"Vorrei ricordare, che il ministero dell'Interno, dal 1947 al 1949, usò la polizia della nostra Repubblica democratica autorizzandola a sparare contro i braccianti inermi del sud che volevano coltivare le terre abbandonate dei latifondisti a Melissa, a Torre Maggiore e a Monte Scaglioso; così come a Modena alle Acciaierie Riunite , dove morirono sei operai... e in un'altra manifestazione, a Reggio Emilia, dove le forze dell'ordine spararono contro i manifestanti uccidendo altri cinque operai. Ciò in dispregio dei diritti dei lavoratori sanciti dalla Costituzione".


 "Tutto questo per dire che l'affermazione dei principi della Costituzione è stata un processo faticoso e per nulla scontato anche nella scuola, ma se i giovani, oggi, sono pericolosamente disorientati, di questo siamo tutti responsabili, non solo la scuola, ma anche le famiglie, che non hanno saputo trasmettere dall'interno, ai loro figli i valori fondanti della nostra Repubblica, imprescindibili anche nella vita quotidiana, nello studio, nel lavoro e nelle relazioni sociali".

"In questa situazione che ritengo particolarmente grave, alla mia veneranda età di novant'anni, quest'anno il 25 aprile ho regalato a ciascuno dei miei tre nipoti, giovani uomini trentenni, una copia della Costituzione, con un leggio, di modo che possano esporla nel luogo più visibile della casa a testimoniare i valori di democrazia di libertà e di giustizia che devono guidare la vita civile e politica della nostra Repubblica. Dico questo con la speranza che altri nonni e genitori possano seguire il mio esempio".

 

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