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I clienti non pagano, è una costante del nostro mestiere

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 Madre e sorella mi salutano come un trionfatore. In realtà sono meno di un contabile. Concordare un patteggiamento congruo grazie ad un risarcimento grasso non è difficile.

Comunque, sono contento anch'io. Quando qualcosa va bene, nel nostro mestiere, è un po' come la pioggia nel deserto. Non ci sei abituato. Almeno io. Me lo diceva sempre un mio maestro. Su cento cause, ne vinciamo una. E' quella che ci spinge in avanti, ci fornisce il carburante per procedere oltre, dietro una linea di confine invisibile. Me ne torno in studio. Non smetto di pensare a quella goccia proditoria che ha solcato il viso del mio cliente. Rimugino. Sono indeciso tra colpo di teatro geniale e pentimento sincero. In ogni caso ha smosso qualcosa, quell'onda che si è riversata su tutta l'aula penetrando anche dentro la corazza della Salmaso. Mai visto fare un patteggiamento con lei per un reato così grave senza ascoltare uno dei suoi commenti acuminati. Non ha scoccato una freccia. Di solito mi tratta come un fantoccio da infilzare alla fiera paesana. Divoro il tragitto di ritorno con un sole grande così negli occhi. Rilasso la testa e sento tutti i muscoli rilasciarsi come dopo un massaggio. E' andata. Almeno per oggi. Arrivo in studio. Mi apre Agata. La mia socia, diciamo così. E' stata la mia praticante storica. Bella ragazza bionda, sempre inappuntabile e perdutamente innamorata del diritto processuale penale. Non ha fidanzati. Il chè è inconcepibile, se ci si pensa, bella com'è. E' emersa da un fidanzamento al limite dello stalking psicologico e praticamente ho dovuto farle da supporter psicologico per almeno due anni. Il fidanzato non solo la trattava malissimo, ma all'ultimo la cornificava pure. Un crepuscolo degli dei doloroso. Oggi – dopo quasi quindici anni che sta da me – è diventata un ottimo avvocato che mi aiuta nella conduzione del nostro piccolo studio. Sempre in eterna bolletta.

 I clienti non pagano. E' una costante del nostro mestiere, o almeno del mio. Quando i clienti mi devono saldare, i soldi sono evaporati e se ti va bene te li danno a rate. Tanti assistiti sostengono di avere un tumore: masse di carne che spuntano all'improvviso e di cui non ti sei mai accorto. Sono tutti uomini dal fiore in bocca, come usciti da un romanzo di Pirandello, con una neoplasia che spunta in coincidenza con la fine della causa, in sovrapposizione precisa rispetto alla parcella finale. Oppure hannola nonna in fin di vita, ed avvocato, tanto da me i soldi non li perde. Tu lavori come un mulo, intanto. A volte, quando esci dallo studio, guardi i colori del cielo, o della via, come se fosse la prima volta. Appena entro Agata mi viene incontro subito, trafelata.

 - E' successa una cosa bruttissima !

Mi dà il benvenuto già sulla porta.

- L'agenzia delle Entrate !

- Hanno arrestato la Salmaso.

- La Salmaso chi ? Non capisco.

- Il Giudice. Per abuso su minori, sul nipotino.

- Ma che cazzo dici ? Sei normale ?

- Mario, l'hanno arrestata fuori dall'udienza. Ha nominato te come difensore di fiducia, la notizia è già su tutti i giornali on line.

Buio.

 

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