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Il Pg della Cassazione: "Sospendete Palamara da funzioni e stipendio". Mattarella presiederà plenum Csm

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Riforma della giustizia, riforma delle intercettazioni, punizione esemplare - di carattere cautelare, beninteso, in attesa di quanto decideranno i giudici - per quanti, all'interno della magistratura, specie se investiti di altissime funzioni istituzionali, ne abbiano compromesso l'immagine con comportamenti censurabili,  a prescindere  dalla circostanza che integrino o meno un reato. Ruota attorno a questi temi il lavorio, sotterraneo ma fino ad un certo punto, che culminerà, venerdì, in due appuntamenti di importanza capitale. Il primo, ad iniziativa del governo, con una riunione del tavolo tecnico allargata ai rappresentanti di giornalisti ed avvocati, si occuperà di  riforma delle intercettazioni. Il secondo, ad iniziativa  del Quirinale, è il plenum straordinario del Consiglio Superiore della magistratura, che sarà presieduto dal suo presidente, il capo dello Stato. Ma  la notizia del giorno è un'altra e cioè che il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio di Luca Palamara, l'ex presidente dell'Anm indagato a Perugia. La sezione disciplinare del Csm si pronuncerà il 2 luglio prossimo. 

Quanto al presidente del Consiglio dei ministri,  Il programma è chiaro. Il nostro obiettivo, ha precisato Giuseppe Conte, è "recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni" e la soluzione è una riforma "del meccanismo di elezione dei componenti del Csm, in modo da recidere la possibilità di contaminazione fra politica e magistratura".

Sulle intercettazioni, comunque, si prefigura uno scontro. Innanzitutto, tra le posizioni dei due partners al governo del paese, MoVimento 5 Stelle e lega, che su questo tema hanno da sempre registrato posizioni contrastanti. Ma, ammesso che si trovi una quadra, rimane il problema di convincere della bontà di questa riforma in particolare i rappresentanti dei due ordini professionali che, storicamente, hanno espresso la propria contrarietà anche quando a proporre una riforma del sistema era stato il precedente titolare della Giustizia Andrea Orlando. Il Consiglio Nazionale forense, invitato con i rappresentanti dell'ordine nazionale dei giornalisti a partecipare ai lavori, avrebbero già posto alcuni paletti ed, in particolare i secondi, manifestato la propria contrarietà ad una riforma che possa rappresentare una sorta di bavaglio sulla libertà dell'informazione.

 

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