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Storia di un mezzo principe del Foro, praticamente un praticante. L'incipit

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Storia di un neo Laureato, che si sentiva un mezzo principe del foro…ma in pratica era solo un "praticante"

E così finalmente presa la laurea tanto sudata per il giovane laureato, iniziò la ricerca del primo studio legale da cui attingere sapere e da cui rubare con gli occhi tutti quei gesti tipici degli Avvocati.
Nonostante gli anni passati a guardare Law & Order, Giudice Amy e The Guardian (giusto per non nominare Forum) il giovane laureato sapeva benissimo che aveva ancora tanto da imparare!
Ed allora eccolo qui che approda in uno studio fantastico in centro città. Stupendo a tal punto da aver paura di sporcare i vetri posti sulle antiche scrivanie, se solo vi poggiasse sopra le mani.
Conosce il Dominus, quasi sempre simpatico e cordiale, che brevemente gli illustra come sarà la vita da praticante, per dirla in breve: gratuita e fatta di lunghe file, ma il giovane laureato un po' stordito da tutto lo sfarzo non è che sia molto attento alle parole.
Diciamola tutta, per il solo fatto di avere quella laurea si sente già un mezzo principe del foro!
Il Dominus gli mostra la sua stanza (si aveva una stanza tutta per sè!) con il pc, lì si che si sente un principe del Foro… ma non lo era.

 La mattina dopo in Tribunale, neanche fosse il giorno della tesi, si vestì elegante e professionale, ma non troppo, per descriverlo in una parola "figo". Arriva davanti il tribunale entra col Dominus e pensa dentro di se "ecco ce l'ho fatta" … cammina per il corridoio ed inizia a notare una calca di gente, ma non capisce ancora… e non chiede, ovviamente, per non fare la figura del cretino.
Arriva al piano dove aveva udienza, la gente aumentava, tutti accalcati davanti alla porta del Giudice adito. Ma ancora non capiva e si sentiva sempre più spaesato, il Dominus nel mentre era sparito correndo insieme ai suoi colleghi in una corsa affannata! E intanto il neo laureato, quasi principe del foro, iniziò a veder vacillare le sue convinzioni e le sue certezze.
Finché un Avvocato, uno di quelli anziani, col cappotto che odorava di naftalina e che nonostante i suoi quasi 80 anni aveva un fascino tutto suo, non si avvicinò a chiedere con un'aria paterna "è il tuo primo giorno vero Collega ?" E lui pensò "Collega a me? Ma allora siamo amici!"
E in quel momento il giovane praticante tirò un sospiro di sollievo, non era più solo.
L'Anziano Avvocato, con fare paterno, spiegò le cose basilari: tipo leggere il ruolo attaccato alla porta, spiegò perché il Dominus era scappato, correndo insieme a tutti gli altri, per poter prendere per primo un fascicolo, da mettere poi su una scrivania con tutti gli altri fascicoli sotto: "mi raccomando altrimenti si litiga". Il mitico mucchio! Ma sopra ogni cosa gli spiegò che non si dovevano considerare tutte quelle persone come amici solo perché colleghi. Poi gli strinse la mano, lo salutò e gli fece un grosso in bocca al lupo. Il praticante corse a recuperare il Dominus, e già, perché era lui a dover correre dietro il suo mentore, quindi iniziò ad andargli dietro, stile cagnolino, attento a non perderlo di nuovo.
I Dominus non è che camminano avanti perché si sentono superiori al praticante , ma perché a volte si scordano proprio di averne uno! Si fa udienza e si torna in studio, il giovane laureato, ora praticante, ha capito 1/5 di quanto accaduto innanzi al Giudice, anche perché l'udienza mica è detto che fosse la prima udienza di comparizione, magari era a precisazione delle conclusioni, per cui alla fine di una causa durata anni.
E che vuoi che capisca il praticante? Quindi chiese al Dominus che frettolosamente cercò di spiegare 4 anni di udienze in 10 minuti prima di mettersi a scrivere una memoria 183 n2… ma mai senza prima chiedere al neo laureato se sapesse cosa fosse… e lì manco fosse all'esame di procedura civile sparò a raffica l'articolo.
Ma no niente quella era teoria, voleva sapere se ne avesse mai scritta una! Ma certo che no! Avvilito il praticante si sedette accanto al Dominus e lo vide mentre scriveva, tra una sigaretta e l'altra, telefonate a raffica, ed un caffè che arrivava… poi prepararono gli adempimenti per il giorno dopo e il praticante notò che la relata la scriveva l'Avvocato sugli atti da notificare. Assurdo il codice diceva altro. Allora lì riuscì il giovane laureato saputello che chiedeva spiegazioni … il Dominus lì capì tutto e gli disse di dimenticare quanto studiato, perché con la pratica capirà che molte cose differiscono.
"Ma come? anni e anni su quei maledetti codici e poi facciamo come ci pare?" No non poteva essere. Ed invece era così e con immenso stupore la mattina seguente il giovane praticante capì che era esattamente come aveva detto il Dominus. E lì tutte le certezze crollarono.
Capì che una laurea non faceva di lui un avvocato, e che effettivamente non sapeva fare nulla.

 Quindi posò la corona da quasi principe del foro e prese in mano la scopa.
Si inizia dal basso, ma proprio dal basso; quindi a volte portava i caffè, a volte dava una sistemata alla sua stanza, a volte andava a comprare il materiale di cancelleria, a volte faceva fotocopie, a volte scannerizzava documenti, poi faceva gli adempimenti e tutte le file in Tribunale. A volte scriveva qualche atto, a volte qualche lettera, a volte assisteva a qualche appuntamento, a volte andava in trasferta col Dominus e sempre col Dominus andava in udienza per prendere le presenze, che poi era facile bastava stare li in piedi, mica dovevi capire, poi dava il foglio al cancelliere: timbro e firma ed era fatta. Ma il praticante aveva capito? Dovranno passare altri 18 mesi tra alti e bassi prima di capire certe dinamiche, 18 mesi a titolo gratuito e dentro di lui ripassava tutte le lezioni di diritto del lavoro e diritto sindacale e le sue budella si attorcigliavano!
Per carità spesso i Dominus pagavano il pranzo e le sigarette, ma certo non era uno stipendio.
18 mesi a fare ciò che serve al Dominus ed a chiedersi se era ciò che serviva, se era utile ai fini dell'esame da avvocato perché, parliamoci chiaro, a quello serviva la pratica. Così il giovane laureato diventò un essere mitologico, un essere tra un praticante, una segretaria ed un tuttofare.
Che poi ci stava perché, siamo onesti, un giovane Avvocato tutte queste cose le fa spesso da solo, per cui tutto fa brodo e ti insegna qualcosa. E così si incontrava tutti i giorni alle macchinette del caffè in Tribunale con altri praticanti e parlare delle loro vicissitudini e si sentiva fortunato a non dover andare a prendere i figli del Dominus a scuola come facevano altri suoi colleghi, o andare a fargli la spesa.
E iniziò a chiedersi se questi 18 mesi sarebbero serviti a qualcosa, un po' si sentiva grato ed un po' sfruttato, ma soprattutto iniziò a chiedersi cosa ne sarebbe stato di lui se non avesse superato subito l'esame da avvocato!
Ma questa è un'altra storia.
Il praticante errante

 

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