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Impossibile difendere dopo dieci anni, è una Giustizia bendata e armata di spada

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Esco ora dallo studio di Milano. Ho visto dopo tanto tempo il mio cliente PL. E' imputato di bancarotta fraudolenta, il prossimo 17 dicembre (forse) dovrebbe iniziare il suo processo. Il fallimento è dell'inizio del 2010. PL uscì dal cda della società all'inizio del 2008. Sono passati ben più di 10 anni dai fatti. L'udienza preliminare è durata due anni. Dal 2016, per giudici mancanti, carichi di ufficio, protocolli, omesse notifiche, il processo non è iniziato. 

Mentre a fatica provavamo a ricostruire la storia della società Alfa, guardandoci negli occhi ci è balenato lo stesso sentimento: "come ci si può difendere effettivamente a più di dieci anni dai fatti?". Alcuni testi sono morti, altri trasferiti, alcuni non si ricorderanno più nulla. Noi stessi facciamo fatica a ricostruire i tasselli di una delle fattispecie di reato più delicate del nostro ordinamento. Una fattispecie che ti punisce con la reclusione fino a quindici anni di carcere. E noi, io e lui, non abbiamo fatto nulla per dilatare i tempi del processo, che non è iniziato e basta. Io non so come andrà a finire, so solo che ce la metterò tutta, come sempre.

Da quando ho iniziato a seguire questo caso mi è successo di tutto: ho perso due genitori, mi sono sposato, la mia vita personale e professionale è cambiata per mille motivi, ma no, la giustizia terrena va avanti, pachidermica e inesorabile. E noi stiamo qui impotenti ad assistere a questo spettacolo al rallentatore. In questi giorni gli avvocati "scioperano" (io sono qui a lavorare, ovviamente...) per protestare contro la sospensione in eterno della prescrizione dopo la sentenza di primo grado che entrerà in vigore tra meno di un mese. Penso con sgomento a quando casi come questo saranno la regola, non per emergenze, ma per precisa e calcolata scelta legislativa. E nessuno dica "a me non può riguardare..." perché prima o poi la giustizia, bendata e armata di spada, colpisce tutti.

Francesco Gatti - Avvocato

 

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