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La Procura di Napoli disciplina l’accesso dei giornalisti agli atti processuali

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  Nel tentativo di mettere ordine in materia, è stato emanato dal Procuratore della Repubblica di Napoli Dott. Giovanni Melillo un apposito orine di servizio che stabilisce i "criteri e le modalità di rilascio di copia dei provvedimenti giudiziari agli organi della stampa" . Dando seguito alle linee guida che erano state adottate dal CSM con la delibera dell'11/7/2018 , la Procura della Repubblica di Napoli, con un provvedimento innovativo ha messo in atto il tentativo di contemperare il diritto di cronaca tutelato dall'art. 21 della Costituzione con le garanzie della persona indagata e le esigenze processuali del potere giudiziario che è chiamato a svolgere una funzione fondamentale dello Stato.

 Con tale intervento vengono individuate, in ossequio a quanto disposto dagli art. 114, 116 e 329 c.p.p. in materia di segreto investigativo, di conoscibilità degli atti delle indagini e di rilascio di copie di provvedimenti, le regole in tema di diffusione di immagini delle persone sottoposte a misure cautelari, stabilendo le modalità e le apposite procedure a cui si devono attenere i titolari dell'attività di informazione per diffusione degli atti processuali.

Nell'ordine di servizio emanato il 7 ottobre scorso, vengono fissati alcuni criteri che guideranno le decisioni della Procura in materia di esigenze di tutela delle indagini e dell'esercizio dell'azione penale; in materia tutela dei diritti dei soggetti coinvolti o di terzi; in materia di tutela dei minori e di esclusione di divulgazione di dati sensibili; anche al fine di tutelare le vittime e le persone offese del reato.

 Il provvedimento emanato che ha natura regolamentare tende da un lato a contenere possibili abusi nel corretto esercizio di cronaca e di informazione e dall'altro a tutelare il riserbo delle indagini in corso che spesso è stato vanificato proprio da continue fughe di notizie.

L'iniziativa della Procura di Napoli è un evidente tentativo di affrontare profili gestionali e organizzativi, finalizzato a disciplinare e a colmare con il ricorso a fonti normative secondarie, diverse lacune esistenti nel nostro sistema legislativo.

A questo punto è doveroso chiedersi: fino a che punto, seppure nel nobile tentativo di porre rimedio ai limiti di una legislazione troppo spesso lacunosa e frammentaria, questo modo di procedere potrà trovare ingresso nel nostro ordinamento giudiziario che rimane comunque regolato dal rispetto del principio della riserva di legge?

Si allega: ordine di servizio 7 ottobre 2019, n. 118 del Procuratore della Repubblica di Napoli

 

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