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Le proteste del venerdì: il racconto di Bushra, Nariman e Najiwa Tamini

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Sono mamme, sorelle, figlie e lottano per la libertà, per dare un futuro migliore a chi verrà dopo di loro. Lo hanno ribadito Bushra, Narimam e Najiwa Tamini, le tre attiviste palestinesi del movimento di resistenza popolare in un tiepido pomeriggio bolognese. Nel corso della settimana queste donne coraggiose hanno deciso di valicare i confini palestinesi per giungere in Italia e mostrare la vera faccia della Palestina, un paese in continua agitazione per via di un colonialismo che non da tregua. L'incontro culturale organizzato dall'associazione Orlando e Assopace Palestina Bologna è stato un momento di profonda riflessione sulle condizioni di vita del popolo palestinese e un occasione per porre l'accento sul ruolo delle donne nel movimento di resistenza popolare. Una presenza, quella femminile, da sempre importante e cruciale per la conquista dei diritti fondamentali ed essenziali per la convivenza civile a partire dalla libertà di manifestare senza dover nascondere la propria identità. Difatti, la delegazione del movimento di resistenza popolare ha sottolineato più volte che nella prima Intifada contro il domino israeliano del 1987 le donne dovevano mantenere segreta la loro identità e potevano manifestare solo a viso coperto. Oggi, a differenza del passato, queste stesse donne scendono in piazza e mostrano con orgoglio il proprio volto e manifestano per la libertà e contro i soprusi compiuti nei confronti di altre donne che vengono arrestare senza alcun motivo, incarcerate per mesi e mesi senza regolare processo o vengono uccise dai familiari in virtù del cosiddetto delitto d'onore. Le donne palestinesi non si arrendono ad un destino scritto da altri, non abbassano la testa dinanzi a tali crudeltà e per tale motivo hanno deciso di organizzare le cosiddette proteste del venerdì.

Ogni venerdì tutti i movimenti di resistenza popolare e a difesa delle donne della Palestina marciano e manifestano per la liberazione del territorio dal dominio israeliano e contro ogni forma di violenza sulle donne. Sono convinte che l'unione tra uomini e donne rappresenti una forza per i movimenti popolari, così come sono convinte che non si possa parlare di liberazione di un paese se le donne non sono libere nelle proprie case. Inoltre, Bushra, Narimam e Najiwa Tamini fanno sapere che continueranno fino a quando la Palestina sarà sotto l'occupazione, così come hanno fatto i loro predecessori. 

Attualmente pare siano 53 le donne palestinesi arrestate senza un valido motivo e ancora in attesa di un regolare processo, 20 i ragazzini arrestati dal 2009 ad oggi e più di 40 le donne ferite nel corso delle manifestazioni. 

 

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