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 Una lettera aperta al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per ribadire che le sentenze vanno rispettate e non polverizzate, massimamente quando, come nel caso specifico, esse sono utili per evitare quella sclerotizzazione che si è registrata anche nelle file dell'avvocatura. L'ha scritta Antonino Maria Cremona, avvocato del foro di Agrigento ma soprattutto padre morale della sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite che ha limitato a due il numero dei mandati che possono essere consecutivamente espletati nei consigli forensi, proprio nel mezzo di una campagna elettorale già avviata.

Con la stessa lettera aperta, l'avvocato Cremona ha dunque dichiarato la propria contrarietà ad un qualsiasi intervento legislativo, peraltro smentito dal Sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone nella serata di ieri, con una dichiarazione che è stata da noi ripresa e alla quale abbiamo dedicato un servizio, che si ponga contro i principi espressi dalle sezioni unite, mentre rimane possibile un intervento che nel ribadire i suddetti principi, disponga un rinvio della data delle elezioni. Ma riportiamo adesso quanto scritto dall'avvocato Cremona:

 Agrigento, mercoledì 9 gennaio 2019

Lettera aperta al Sig. Ministro della Giustizia On. Avv. Alfonso Bonafede

per tramite del Consigliere per le libere professioni
Dott. Pietro Enzo Gancitano


"Guida al Diritto"
e per lo stesso al Sig. Direttore responsabile Dott. Roberto Napoletano

"Il Sole 24 Ore" e per lo stesso
Egr. Sig. Dott. Giovanni Negri

Al Sig. Direttore di "Italia Oggi"
Pierluigi Magnaschi
e p.c.

ANF Associazione Nazionale Forense Avv. Luigi Pansini

Al Signor Presidente
dell'Unione Nazionale delle Camere Civili Avv. Antonio Denotaristefani

Al Responsabile dell'Ufficio Legislativo di MF - Movimento Forense
Avv. Alberto Vigani

Avv.Mirella Casiello
già Presidente della sciolta OUA

Unione Italiana Forense
Avv. Elisabetta Rampelli

Avv. Giandiego Monteleone
Titolare dell'Emittente "Avvocati"

per peo (posta elettronica ordinaria)

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Onorevole Signor Ministro,
quegli Avvocati che non possono essere dichiarati rieletti in forza della sentenza Cassazione Sezioni Unite n.32781 del 19/12/2018, stanno facendo molta pressione per ottenere:

1) o un decreto legge che metta nel nulla la predetta sentenza;

2) o un decreto Ministeriale che faccia slittare le elezioni per riorganizzarsi, cosa significa non lo capisco;

3) per ultimo, mi si dice, non so se è vero, che è stato o sarà presentato da Forza Italia, firmatari Bernini, Dal Mas, Mallegni e Vitali, un emendamento in Commissione Giustizia per essere inserito nella legge di conversione del D.L. "semplificazione" che va ad annullare la predetta sentenza ed i principi di diritto che la Cassazione a Sezioni Unite ha affermato.

Sempre che le notizie che mi giungono da tutte le parti siano fondate, se mi sbaglio chiedo scusa a tutti.

I pochi Avvocati che desiderano mantenere la Loro posizione chiedono a gran voce che il Ministro della Giustizia intervenga per farli restare in un modo o nell'altro per altri anni e chiedono che il Ministro si pronunzi.

Signor Ministro è giusto che Ella si pronunzi ma a me pare che Ella non si possa pronunziare che in un senso:

1) affermare che le sentenze si devono e vanno rispettate e non distrutte o polverizzate con uno dei predetti sopra provvedimenti o con altri provvedimenti legislativi;

2) che non si può non tenere conto di quanto abbia detto la Cassazione a Sezioni Unite.

La Cassazione, grosso modo, così si esprime nella citata sentenza: i Consiglieri dell'Ordine ed il Presidente possono essere eletti per un numero di mandati consecutivi non superiore a due, considerando mandati anche quelli che erano di due anni secondo la vecchia normativa, funzionale all'esigenza di assicurare la più ampia partecipazione degli iscritti all'esercizio delle funzioni di governo degli Ordini; favorendone l'avvicendamento nell'accesso agli organi di vertice, in modo tale da garantire la par condicio tra i candidati, suscettibile di essere alterata da rendite di posizione, evitando fenomeni di sclerotizzazione nelle relative compagini potenzialmente nocivi per un corretto svolgimento delle funzioni di rappresentanza degli interessi degli iscritti e di vigilanza sul rispetto da parte degli stessi delle norme che disciplinano l'esercizio della professione e delle regole deontologiche. In particolare, è chiara la valutazione del legislatore della protratta consecuzione dei mandati come idonea a fondare, con la permanenza nella gestione degli interessi di categoria, un rischio di sclerotizzazione delle compagini rappresentative e di viscosità anche inconsapevoli nell'ottimale esercizio delle funzioni istituzionali di rappresentanza e vigilanza, influenzando anche negativamente il funzionamento dei consigli distrettuali di disciplina. Evidentemente, la norma valuta come da evitare per quanto più possibile il pericolo di una cristallizzazione di posizioni di potere nella gestione di queste a causa della protrazione del loro espletamento ad opera delle stesse persone: protrazione che è, a sua volta incentivo, di ben prevedibili tendenze all'autoconservazione, a rischio di prevalenza o negativa influenza su correttezza ed imparzialità nell'espletamento delle funzioni di rappresentanza.

Certo, Signor Ministro, la politica è di parte ed ogni parte politica ha il diritto libero e sacrosanto di schierarsi sia con chi vuole un'Avvocatura che abbia la capacità di difendere il diritto del cittadini di essere difeso, sia per il raggiungimento di obiettivi diversi.

Ogni parte politica fa le sue sacrosante libere scelte. Io spero che Ella Signor Ministro sia per evitare la sclerotizzazione degli organi istituzionali dell'Avvocatura, affinchè questa sclerotizzazione, diagnosi non mia, ma del legislatore e così interpretata dalla Cassazione a Sezioni Unite, non si sostanzi in un ammaloramento dell'Avvocatura stessa.

Non so se la diagnosi della Cassazione a Sezioni Unite sia da condividere o meno, io credo che le sentenze vadano rispettate e non polverizzate e credo che un principio di diritto che viene da un tale alto consenso vada rispettato.

Nessuno naturalmente impedisce ad una parte politica di raggiungere obiettivi diversi, gli obiettivi di ogni parte politica sono sacri e vanno rispettati, ma credo che vadano anche rispettati i 244 mila Avvocati Italiani che non avendo posti di rilievo, tranne quello importantissimo di essere difensore dei diritti dei cittadini, vadano tenute in considerazione. La responsabilità di chi governa è sempre maggiore perché la politica si cristallizza nelle leggi e le leggi che fa chi governa sono la firma autografa dei valori in cui crede.

Questa lettera aperta, non avendo la possibilità di interloquire con il Signor Ministro, l'affido al Suo Consigliere ed alla stampa specializzata ed alle Associazioni Forensi che credo si battano con me e meglio di me per il rispetto di quei principi che la Cassazione a Sezioni Unite ha ritenuto di affermare.

La ringrazio se avrà tempo di leggermi volendo semplicemente esprimere un mio modesto parere che sarà valutato in uno con gli altri nella Sua istituzionale responsabilità.

Grazie.

Avv. Antonino Maria Cremona"