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Le SS.UU. della Cassazione hanno deciso: è reato commercializzare la cannabis light

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 Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione con una sentenza di oggi 30 maggio 2019. Secondo quanto stabilito dai giudici della Corte in seduta plenaria la legge di riferimento consente la produzione della cannabis lighit ma non la vendita e la cessione a qualsiasi titolo dei prodotti derivati dalla cannabis come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina.

La questione prima di coinvolgere le Sezioni Unite era stata affrontata dalla Sesta e dalla Quarta Sezione con due pronunce contrastanti: la sesta sezione aveva stabilito che la vendita della cannabis lighit era lecita mentre la quarta sezione aveva negato la possibilità della vendita e della cessione e con una propria ordinanza del 27 febbraio scorso aveva chiesto la remissione avantil'adunanza plenaria della Corte.

 Il legislatore italiano nel recepire la normativa in materia dell'Unione Europea con la legge n. 242 del 2016 aveva stabilito la lecita coltivazione della cannabis con un Thc (la molecola responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis) dallo 0,2 allo 0,6 per cento.

In realtà con le disposizioni della legge citata il legislatore ha voluto promuovere la coltivazione della canapa e della filiera agroindustriale, nulla disponendo sulla attività di cessione e di vendita, creando così un vuoto legislativo e una diversità di vedute della stessa giurisprudenza con pronunce contrastanti.

Secondo i sostenitori della illiceità della vendita e della cessione non rientrerebberonella commercializzazione i derivati della cannabis come le infiorescenze e la resina, per cui valori di tolleranza di Thc consentiti (0,2-0,6%) si riferiscono solo al principio attivo rinvenuto sulle piante in coltivazione e non al prodotto oggetto di commercio.

Secondo i sostenitori della commercializzazione invece si fa evidenziare che se il legislatore ha riconosciuto con la legge n. 242/2016 la liceità della coltivazione della cannabis necessariamentesi dovrà ammettere la liceità dei suoi prodotti, contenenti un principio attivo inferiore allo 0,6%. 

 Ora con la odierna decisione delle Sezioni Unite si fa chiarezza in materia: la cessione, la vendita e la commercializzazione della cannabis lighit non sarà più consentita in quanto costituisce reato.

La pronuncia delle Sezioni Unite avrà certamente una notevole conseguenza sulla rete delle varie attività di commercializzazione a partire dai tantissimi cannabis shop aperti in Italia negli ultimi anni.

Che fine faranno tutti questi negozi non è dato sapere, probabilmente saranno costretti a chiudere battenti con una perdita economica non indifferente.

A questo punto si auspica un intervento urgente del legislatore

 

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