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Le vie dell'accoglienza. Le donne a Palermo raccontano l'inclusione

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Narrazioni fotografiche dell'inclusione di stranieri e storie di donne che hanno affrontato il tema dell'inclusione con la loro scrittura. In questi giorni Palermo ospita l'ottava edizione del convegno nazionale "Le vie dell'accoglienza" promosso dall'associazione Toponomastica femminile. L'evento spalmato in tre giornate, dal 28 novembre al 1 dicembre, è dedicato al tema dell'accoglienza e della cultura di genere sotto punti di vista differenti: da un lato lo sguardo del mondo della scuola, le iniziative orientate ad una didattica centrata sul rapporto tra conoscenza, memoria e luoghi urbani in un ottica di genere, dall'altro lo sguardo attento e riflessivo del mondo giornalistico. Il capoluogo siciliano con i suoi mille volti ha offerto spunti interessanti, mostrando le diverse facce di una terra piena di contraddizioni e in continua evoluzione cultura ed umana. Se da un lato si mostra attenta e sensibile al destino nefasto di tanti migranti, che valicano i confini dell'isola, alle sorti di tante donne straniere, che affrontano qualsiasi tipo di avversità per dare un futuro ai propri figli e a loro stesse, offrendo sostegno e aiuto dall'altro mostra l'altra faccia della medaglia, quella che alcuni definiscono retrò, conservatrice, relegata ad una cultura della non accoglienza "dell'ognuno a casa sua" pensando che possa essere la soluzione a tutti i mali. Ed ecco che eventi culturali come quello promosso dall'associazione Toponomastica femminile si presentano come grandi opportunità per maturare insieme una cultura votata all'altro, all'accoglienza, all'accettazione delle diversità ad un'idea di futuro che punti alla parità di genere.  

Nel corso del convegno la voce delle donne è prorompente. Tanti gli interventi e le ospiti tra cui la scrittrice e giornalista romana Giusi Sammartino autrice del libro "Siamo qui. Storie di successi di donne migranti". Trenta storie di donne straniere che hanno avuto il coraggio di cambiare il loro destino affrontando a testa alta la società che le vedeva "prigioniere" nel ruolo di badanti e baby-sitter. Una raccolta che mostra la forza e la tenacia di donne che hanno saputo cambiare il mondo, abbattendo stereotipi sui mestieri cosiddetti etnicizzati. A conti fatti, sono tante le donne non italiane che seguono l'esempio di quelle trenta raccontate da Sammartino ma non abbastanza. Ancora oggi, purtroppo, i mestieri delle donne straniere sono legati alla provenienza e con grande fatica riescono a liberarsi da tale sorte.  

Parte dell'evento, inoltre, è dedicato a laboratori per docenti finalizzati alla progettazione partecipata scuola-città nei contesti urbani, all'importanza della toponomastica nella percezione dei luoghi attraverso un approccio conoscitivo e metodologico della didattica per l'educazione alla parità di genere e proposte didattico-urbanistiche migliorative per ordine e grado di scuola. E' stato presentato "Memory Street International", un gioco per la reciproca integrazione culturale dedicato alle donne che con il loro impegno e lavoro hanno contribuito alla crescita culturale, economica e politica del nostro Pianeta.Diverse scuole italiane (tra cui l'Istituto comprensivo Caruano di Vittoria) hanno contribuito alla realizzazione del game. 

 

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