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Guerra all’uso del contanti

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Al via i controlli dal 01 settembre 2019. Il Fisco dichiara guerra al denaro contante nel caso di uso superiore a 10.000 euro al mese.

Da settembre inizieranno controlli e sanzioni per chi fa movimenti bancari in contanti, superando il limite di 10.000 euro mensile. Sia le banche, sia le Poste dovranno segnalare a Bankitalia le operazioni con movimenti di contanti pari o che superano i 10.000 euro nel mese di riferimento. La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate scendono in prima linea per controllare non solo le banche ma tutti coloro che si troveranno a spostare denaro contante pari o superiore a 10.000 euro per ogni mese soggetto a monitoraggio. Ad essere controllate, dal 1° settembre, anche le singole operazioni di spostamento di cifre uguale o superiori al limite di 1.000 euro. Anche queste piccole operazioni saranno segnalate all'autorità competenti.

Le novità sono introdotte dal comunicato dell'Uif - Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia - del 17 giugno 2019, il quale, uniformandosi alle norme sull'antiriciclaggio, obbliga le banche, le Poste e gli istituti di pagamento a comunicare le informazioni indispensabili sui movimenti contanti di importo uguale o superiore al limite di 10.000 euro mensile all'Agenzia delle Entrate. 

Ovviamente nulla cambia sulle regole dell'uso del contante già esistenti da tempo; rapidamente, attualmente, il limite all'uso dei contanti posto dalla normativa sulla tracciabilità dei pagamenti è di 3.000 euro, salvo per il money transfer che è fermo al limite dei 1.000 euro. Quindi rammento che fino a 2.999 euro è possibile dare soldi in contanti ad un'altra persona/azienda, mentre da 3.000 euro in su è necessario l'utilizzo di strumenti tracciabili quali bonifico bancario, carta di credito, ecc., per poter trasferire risorse da un soggetto ad un altro.

Dal primo settembre 2019 dunque, i controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate potrebbero scattare nel momento in cui si fa un prelievo al bancomat superiore (o uguale) a 1.000 euro al giorno o 10.000 euro al mese. Le banche, le Poste e gli istituti di pagamento, a partire dal mese di settembre 2019, saranno infatti obbligati a inviare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate qualora venisse superata tale soglia.

Nel caso in cui non poteste fornire una spiegazione con documentazione allegata, scatterebbe l'imputazione di presunta attività illecita e di nero con il conseguente recupero delle somme evase. Il superamento del limite giornaliero o mensile prevede una sanzione, che consiste nel trasformare i prelievi oltre il limite in compensi, e quindi sottoposti a tassazione. Un vero e proprio abominio fiscale; si sacrifica lo stato di diritto sull'altare della lotta all'evasione, ma tantè. 

Quindi più saranno alte le somme in più prelevate rispetto al limite, più la tassazione recuperata sarà alta, più le sanzioni correlate saranno alte.

Come evitare le sanzioni se avete necessità di prelevare oltre il limite della soglia imposta? Unica arma di difesa è quella di tenere traccia di tutto: prelievi, spostamenti, scontrini, fatture. Sono tutti documenti che vi aiuteranno a giustificare le somme prelevate e spese.

Il setaccio elettronico ideato e messo in atto dal Fisco stringe dunque sempre più le maglie; ma il Legislatore non si rende conto che l'irrigidire sempre più la circolazione del contanti, abbinata ad una progressiva crescente percezione della debolezza dell'economia italiana contrae sempre più le aspettative dei cittadini che di conseguenza torneranno – anzi sono già tornati - a mettere i soldi sotto il mattone. Risultato: recessione o, se ci va bene, stagnazione.

Meditate contribuenti, meditate.

 

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