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"Ma il cielo è sempre più blu..." Ricordando Rino Gaetano, trent'anni appena e tanto talento

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Ci ha lasciati esattamente come oggi, quando il 2 giugno 1977, quando un incidente a Roma, sulla Nomentana, pose fine alla carriera, e alla vita di uno dei musicisti più talentuosi del tempo. Rino Gaetano era appena trentenne e morì così, nella notte. Lo ricordiamo  con alcuni stralci del suo pensiero, tratto da interviste con Gianni Boncompagni, con Enzo Siciliano e dal prezioso "Ma il cielo è sempre più blu. Pensieri, racconti e canzoni inedite" proprio di Gaetano, curato da M.Cotto. 

Io ho studiato due anni pianoforte, poi ho smesso di studiare e sono passato alla chitarra che alla fine è il mio strumento, quello su cui scrivo. Generalmente succede che sto in macchina, penso a un motivo, a un'aria e cerco di ricordarmela, di cantarla proprio fino all'esaurimento altrimenti me la scordo subito, perché tra l'altro ho poca memoria. Arrivato a casa la registro, poi quest'aria ovviamente mi ispira un testo. A volte però succede anche il contrario, che sto in macchina, vedo un paesaggio marino bellissimo e decido di raccontarlo in una canzone. Cerco di descrivere le foglie gialle che cadono e cadendo fischiano. E fischiano e fanno 'cip cip' perché cercano di imitare il suono degli uccelli. Una volta che ho trovato queste frasi molto belle, molto bucoliche, queste cose qui, cerco di rileggermi queste frasi a casa con la chitarra, cercando da queste frasi un'ispirazione musicale.

Gianna è una quindicenne che si pone un grande problema: mi politicizzo subito o aspetto di diventare donna, di crescere? Alla fine decide di fare tutte due le cose. È una bambina, magari un po' cresciuta, che cerca un sacco di cose, cerca il suo principe azzurro, e questa volta lo identifica nei sindacati, nelle altre cose che le stanno intorno, però, visto che la sera è un po' stanca, cerca l'amore. Sono le contraddizioni delle ragazze di oggi, e non solo delle ragazze, ma di tutti noi. Io credo che siamo tutti un po' confusi, quindi anche noi siamo portati a metterci sul podio e dire: "Alt, adesso io vi illustro le mie tesi". Che chiaramente corrispondono alle mie illusioni.

Il tema unitario delle canzoni è quello degli emarginati, ma non tanto quelli tradizionalmente riconosciuti, come i sottoproletari, gli alcolisti, i drogati, quanto noi stessi. Pochi si occupano delle cosiddette persone normali. Pensa solo a un incidente per strada, con la gente che scappa per paura che la polizia faccia perdere tempo. Questo è "Mio fratello è figlio unico", una persona tutto sommato normalissima. A me piace esasperare le cose, amo i paradossi. Dire che mio fratello è figlio unico perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati, i malpagati e i frustrati non è demagogia. Io analizzo la situazione dell'escluso, dell'emarginato della società e ne concludo che in fondo siamo tutti figli unici: i rapporti di convivenza sono dettati solamente dal dovere e non dal piacere di incontrarsi e di collaborare umanamente.

 Ho fatto vari pezzi che parlano dell'emigrazione, ma ho sempre inserito questa piaga nel più vasto e alienante concetto dell'emarginazione e soprattutto non ho dipinto l'emigrante nella solita e trita iconografia (occhi lucidi, valigia di cartone e mamma in nero) cercando di cogliere maggiormente il travaglio dei suoi stati d'animo e dei suoi affetti.

Io parlo anche d'amore, ma evito di raccontare situazioni del tipo: lei mi lascia, va dall'altro, poi si pente e torna da me. Così, anche nel linguaggio, cerco di essere realista. Cioè, parlando d'amore, evito di usare le solite parole lacrimevoli e inutili. Non ho mai raccontato una storia d'amore mia, perché raccontare i fatti miei può anche dare fastidio alla donna che sta con me, potrei correre il rischio di perderla: a questo punto preferisco perdere la canzone.

La mia musica è un'altra fetta della torta, forse i cantautori politici ora sono al ribasso perché la politica è al ribasso, ma per me tutti i tipi di canzoni, surrealiste o meno, d'amore o meno, devono coesistere, nessuno ruba la torta a un altro.

 

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