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L'ombra della Colpa - Pagatemi in anticipo o sceglietevi un altro avvocato!

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 Quando entro in auto, Agata sta ascoltando musica classica leggendo Donna Moderna. Le Variazioni di Bach di Glenn Gould. Le ascolta quando è agitata. Non mi sono ancora seduto chè mi sta già bombardando di domande. Le dico come è andata. Ammutolisce. Dice che ha visto il nipote Tomaso ieri mentre usciva da scuola.

- Come fai a conoscere Tomaso, scusa ? Qui tutti sanno tutto mentre io non son un bel niente.

- Io non sono tutti. Lo vedevo spesso fuori dal Tribunale quando la Salmaso terminava le udienze ed andavano a casa insieme. Sembravano mamma e figlio. Non ho mai visto tanta tenerezza.

- Non ha avuto un cedimento neanche adesso che è in carcere. Altrochè tenerezza.

- Quando sta con Tomaso è un'altra persona, Mario.

Squilla il telefono. E' sempre il momento sbagliato quando arrivano le telefonate in circostanze simili. Sei ancora posseduto da alcune emozioni molto forti, e mentre ti crogiuoli in quel galleggiamento amniotico fatto di sconcerto, rabbiae frustrazione, ti chiama un rompicoglioni.

- Mario, sono Gianni. Mi hai fatto quel decreto ingiuntivo contro i russi ?

- Gianni, hai mandato il bonifico ?

 - Non ti preoccupare, a fine mese te lo facciamo, ma tu fammi subito il decreto ingiuntivo.

- Non faccio un cazzo ! Ma mi avete preso per un minimarket del diritto ? Pagatemi in anticipo o sceglietevi un altro avvocato. Mi avete rotto i coglioni.

Chiudo la comunicazione. E' l'avverbio subito che mi fa perdere il senno. La gente non paga ed ha anche l'improntitudine di importi scadenze ravvicinate. Esigono il lavoro ma posticipano il loro dovere. Il mio conto in banca è rosso sangue, da macelleria, ma i clienti ti chiamano e vogliono che erigi il vallo di Adriano in due giorni. 

 Agata sostituisce le Variazioni di Gould con i Queen, Made in Heaven, forse uno degli LP più tondi e sonori al mondo. Ogni tanto liberarsi da qualche rottura di palle mi fa sentire vivo. Mi godo il viaggio di ritorno. A finestrino mezzo aperto, con l'aria che mi accarezza il collo. Assaporo questi brevi momenti di riposo delle sinapsi. Ci aspetta un lavoro da manovali. Per giorni interi e notti bianche come lenzuola. E' dura non essere abituati all'adrenalina, penso. Devo ancora entrare nel processo a piedi uniti, capire cosa stia accadendo. Arriverà il momento. Arriva sempre: il tempo della consapevolezza è quello che decide tutto.

Ogni cosa al momento giusto.

 

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