Se questo sito ti piace, puoi dircelo così

Dimensione carattere: +

Ordinanze sindacali contingibili e urgenti: presupposti e requisiti

Ordinanze sindacali contingibili e urgenti: presupposti e requisiti

 Tramite la sentenza n. 624/2018 la Sezione Prima del T.A.R. Sardegna – Cagliari ha sintetizzato, recependoli, gli arresti giurisprudenziali che hanno individuato le caratteristiche essenziali delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti nonché i presupposti per la loro legittima adozione.

I fatti di causa: i ricorrenti hanno impugnato un'ordinanza contingibile e urgente con la quale il Sindaco aveva ordinato all'amministratore di condominio di far cessare l'esercizio di attività di autorimessa non autorizzata svolta dai ricorrenti all'interno del fabbricato condominiale e ciò fino a quando non fossero state realizzate le condizioni di sicurezza per la pubblica e la privata incolumità, nel caso di specie dettate dalla normativa antincendio.

I ricorrenti lamentavano violazione dell'art. 54 D.lgs. 267 del 2000 e degli artt. 2 e 21 ter L. 241 del 1990.

Il Comune si costituiva difendendo il suo operato.

A fronte della censura relativa alla mancanza dei presupposti per il legittimo esercizio del potere sindacale, l'adito Tribunale ha illustrato cosa debba intendersi per ordinanza contingibile e urgente e quali siano i presupposti necessari alla sua adozione.

 In primo luogo il T.A.R. ha descritto le ordinanze de quibus come caratterizzate da ampia discrezionalità, considerato che esse esprimono un comando più articolato rispetto al semplice ordine, poiché le ordinanze ex art. 54 T.U.E.L. conseguono a un processo di tipo ampiamente valutativo.

Tramite detti provvedimenti autoritativi – che possono imporre e/o vietare e/o regolare -

il Legislatore ha inteso garantire la concreta attuazione di un potere extra ordinem attribuito al Sindaco, quale rappresentante della comunità locale, per far fronte ai casi di emergenza sanitaria o igienica a carattere esclusivamente locale (cfr. art. 50, comma 5, T.U.E.L.) ovvero, quale ufficiale del Governo, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (cfr. art. 54, comma 4, T.U.E.L.).

Il Tribunale amministrativo ha poi distinto le ordinanze di necessità dalle ordinanze di necessità e di urgenza, ritenendo le prime dei provvedimenti tipici predeterminati nel loro contenuto e negli elementi essenziali, e ritenendo le seconde prive di un contenuto predeterminato ma non per questo libere.

Il T.A.R., infatti, ha rilevato che i contenuti dell'ordinanza contingibile e urgente sono conformati in astratto dal fine per cui è attribuito il relativo potere. In concreto, si devono conformare alla situazione di necessità cui si deve far fronte. Quindi l'ordinanza deve essere coerente nei contenuti con il suo specifico presupposto oggettivo.

In estrema sintesi, seppure non libero, davvero ampio è il potere attribuito a tale riguardo al Sindaco ed è proprio per questo che il rimedio delle ordinanze contingibili e urgenti è strutturato e destinato per Legge a essere una soluzione eccezionale e residuale, considerato che le caratteristiche di detti provvedimenti sono l'atipicità e l'indeterminatezza.

E proprio in virtù di queste ultime, che si pongono come caratteristiche funzionali all'elasticità dei possibili contenuti delle ordinanze, il T.A.R. cagliaritano ha evidenziato che l'adozione di questi provvedimenti deve essere circoscritta a casi eccezionali rigorosamente definiti dai presupposti della contingibilità e dell'urgenza.

 Il Tribunale, quindi, ha elencato i requisiti individuati dalla giurisprudenza al fine di accertare se un'ordinanza contingibile e urgente sia stata emessa legittimamente: è sufficiente ricordare che il potere del Sindaco di emanare ordinanze contingibili e urgenti ha natura residuale; il suo esercizio presuppone la necessità di provvedere in via d'urgenza con strumenti extra ordinem per far fronte a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile di pericolo attuale ed imminente per l'incolumità pubblica, cui non si può provvedere con gli strumenti ordinari apprestati dall'ordinamento; i provvedimenti in parola sono perciò connotati da provvisorietà e temporaneità quanto agli effetti e da proporzionalità rispetto al pericolo cui ovviare; è pertanto illegittimo adottare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare situazioni prevedibili e permanenti o quando non vi sia "urgenza" di provvedere, cioè l'assoluta necessità di porre in essere un intervento non rinviabile a tutela della pubblica incolumità (ex multis, Consiglio di Stato, sez. V, 14 novembre 2017, n. 5239).

Il Collegio giudicante ha concluso ritenendo che, nel caso oggetto di giudizio, ricorrono tutti i requisiti di origine pretoria ivi incluso quello della temporaneità, considerato che tramite l'ordinanza impugnata il Sindaco ha imposto un facere specifico ossia il ripristino delle garanzie dettate dalla normativa antincendio, una volta eseguito il quale la situazione di pericolo si sarebbe risolta, in caso contrario di inadempimento invece il pericolo sarebbe stato confermato e l'ordinanza avrebbe avuto ancora ragion d'essere.

Per questi motivi, il T.A.R. Cagliari ha rigettato il ricorso e ha compensato le spese, stante la assoluta particolarità della vicenda.

Nome File: TAR-Cagliari-624-2018
Dimensione File: 662 kb
Scarica File

 

Tutti gli articoli pubblicati in questo portale possono essere riprodotti, in tutto o in parte, solo a condizione che sia indicata la fonte e sia, in ogni caso, riprodotto il link dell'articolo.

Assegno divorzile e nuove prospettive.
Adozione di persone maggiorenni: la domanda, gli e...