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PagheRAI: maxi-pignoramento a Oscar Giannino

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L'incredibile vicenda del giornalista condannato a risarcire numerosi dirigenti della televisione di Stato

Siamo al 46° posto nel rapporto sulla libertà di stampa stilato nel 2018 da Reporters sans frontières, subito dopo Romania e Burkina Faso ed appena prima del Botswana. Non dovremmo sorprenderci, quindi, se un giornalista come Oscar Giannino viene condannato a risarcire molti dirigenti RAI per un articolo scritto nel 2008. È lo stesso conduttore di Radio 24 ad affidare l'amaro sfogo a un lungo post su Facebook:condannato il 4 marzo dal tribunale, per effetto di un procedimento civile, a dover pagare 144.342 euro, come ristoro, a numerosi dirigenti Rai per un editoriale del 7 febbraio 2008 in cui come direttore di Libero Mercato (testata separata da Libero ma che usciva in abbinata) pubblicava un organigramma della tv di Stato di 900 nomi di dirigenti tra società e controllate, nomi per la maggior parte già segnati in rosso o blu a seconda del padrinaggio politico. Un documento di provenienza interna di cui Giannino dà contezza senza però citare nel suo articolo "uno solo degli oltre 900 impilati".

Ora Giannino, pignorato al Sole 24 Ore (Radio 24 è l'emittente del gruppo) per oltre 140 mila euro, non essendo dipendente ma collaboratore a contratto, non ha la tutela del quinto dei compensi come massimo pignorabile e, dopo aversi visto anche congelare in banca conto e ogni carta credito e bancomat, è stato costretto a ricorrere a un ingente prestito per pagare il ristoro e, precisa, "ottemperare alle sentenze". Giannino è uno dei più noti giornalisti economici italiani. Nel 2013 si presentò alle elezioni come capo di "Fare per fermare il declino", una piccola lista composta soprattutto da economisti di orientamento liberale. Durante la campagna uno di loro, Luigi Zingales, scoprì che la laurea che Giannino sosteneva di aver conseguito all'università di Chicago era falsa e lo rivelò, causando un grande scandalo. Il partito non superò la soglia di sbarramento e si sciolse poco dopo le elezioni. Giannino, dopo una breve pausa, riprese la sua attività di commentatore economico, diventando una delle voci più note di Radio 24.

Nel post pubblicato, dopo aver riconosciuto alcuni errori della sua carriera, sottolinea poi: "Ora, su questa sberla economica incredibile comminatami per aver scritto di fronte a un documento con 900 nomi che la Rai è lottizzata e che per questo va privatizzata, sia nella sua componente commerciale che in quella di servizio pubblico, che può essere benissimo messo a gara anch'esso con standard fortemente vigilati da una preposta autorità, io non solo l'errore proprio non lo vedo, ma lo rifarei con assoluta certezza cento e mille volte: perché ne sono convinto da una vita, e sfido chiunque a provarmi fattualmente che la Rai non è lottizzata e in mano ai partiti". 

"Oggi a riscrivere quell'editoriale - conclude - cambierei certo una cosa: i colori politici rispetto ai partiti di allora. Allora dominavano i rossi della sinistra in lotta contro i blu del centrodestra. Oggi l'infornata grillo-leghista prevarrebbe, con molti residui storici dei due precedenti fronti della seconda repubblica. Ma userei lo stesso tono duro: non sui dirigenti Rai visto che non ne citavo neppure uno, ma sui partiti che attaccano la Rai dei partiti solo quando sono all'opposizione, e poi al governo fanno come tutti e peggio di tutti. Senza eccezioni". 

La reazione degli oltre 120mila follower del giornalista è stata unanime: in molti hanno suggerito a Giannino di aprire una campagna di crowdfunding dicendosi pronti a contribuire alla raccolta della somma necessaria al pagamento di quanto dovuto in seguito alla condanna. Ma la replica di Oscar Giannino è stata ferma:"Io ringrazio tutti coloro che stanno intervenendo ma voglio precisare una cosa. Non desidero in alcun modo un sostegno economico. Non accetterei mai che qualcuno pensi o si faccia anche solo sfiorare dal pensiero che io utilizzi questa platea di ascoltatori e lettori per chiedere soldi. Troppo comodo. No, ripagherò il debito e spetta a me. Ci sono centinaia di migliaia di persone che hanno bisogno di aiuti ben più essenziali. L'unica cosa che m'interessa sapere è come la pensate, tutto qui. Il resto spetta a me. Non vi arrabbiate per favore, leggo quanta generosità ci sia in molti, ma non posso accettarla".

Una presa di posizione da parte dell'Ordine dei Giornalisti non risulta pervenuta. Si può essere d'accordo o meno su quanto scrive Giannino o sui suoi stravaganti outfit, ma venti euro per sostenere la sua libertà di stampa li avrei investiti volentieri. 

 

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