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"I magistrati? Non san fare gli avvocati". Palamara "scaricato" dai suoi colleghi, nessuno lo difende, l'ironia della Camera penale

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Dunque, le cronache riferiscono di un Palamara lasciato completamente solo. Da chi? Dai suoi colleghi magistrati, nessuno dei quali avrebbe accettato di difenderlo nel procedimento disciplinare aperto contro di lui. Eppure, la difesa è un principio costituzionale, e non dovrebbe negarsi a nessuno. Ed i magistrati dovrebbero saperlo, anche se altre cronache raccontano di atteggiamenti inammissibili posti in essere, molto spesso, nei processi che non fanno notizia, quelli di tutti i giorni, che si consumano anche ai danni degli avvocati.

Ma che un magistrato, accusato di reati certamente gravi e che comunque, a prescindere dal fatto penale, ha tenuto un comportamento certamente non commendevole, rimanga addirittura privo di una difesa, è una circostanza che fa senso.  Lo ha rilevato, tra gli altri, la Camera penale di Milano, notoriamente molto attenta, che ha diffuso un comunicato che condividiamo e che riportiamo integralmente:

"Le cronache riportano la notizia secondo cui nessuno dei magistrati colleghi di Palamara avrebbe accettato di difenderlo, come previsto dalla procedura: davanti alla Sezione Disciplinare, il magistrato sarebbe stato costretto ad andare da solo con i suoi avvocati. "Eppure - lamenta nella sua memoria difensiva - l'articolo 24 della nostra Costituzione dovrebbe valere per tutti, nessuno escluso, ed è una delle prime cose che si studia per diventare magistrati. Dunque nessun magistrato ha accettato di difendere l'accusato Palamara, nessuno vuole sporcare la sua immagine. E' un fatto che fa riflettere e non può che far pensare che una tale presa di distanza sia figlia di quella diffusa percezione secondo cui difendere l'accusato significhi un po' difendere anche il reato, giustificare e condividerne le condotte, sedersi dalla sua parte. Sostiene Palamara che l'art. 24 della Costituzione è una delle prime cose che si impara per diventare magistrati. Sarà. Ma la condotta dei suoi colleghi fa sorgere più di una perplessità su quanto sia profondo ed effettivo tale insegnamento e su quanto invece sia radicato, e non solo in certo sentire comune, il convincimento che la difesa non sia un altissimo principio di civiltà, ma un inutile orpello, quando non una pericolosa commistione col crimine, dalla quale è meglio tenersi lontani. Tutti seduti dunque dalla parte della ragione. A Palamara rimangono i suoi avvocati, che ringrazia per il sostegno giuridico ed umano. Fieramente seduti dalla parte del (presunto) torto. 

Milano, 5 luglio 2019
Il Consiglio Direttivo"

 

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