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Propaganda e psiche: la comunicazione di massa obbedisce alle leggi della cognizione

Lo Zio Sam vuole TE

E' difficile trovare una definizione del concetto di propaganda. Per alcuni è propaganda le menzogne che si giustificano come verità, per altri è sempre propaganda evitare la realtà per avere un pensiero più rassicurante.

I dizionari fanno notare un'essenziale differenza.

Definizione di Propaganda: Attività volta alla diffusione di concetti, teorie o posizioni ideologiche, politiche, religiose e sim., al fine di condizionare […]

Definizione di Pubblicità: Propaganda svolta da un'azienda per richiamare l'attenzione del pubblico sul proprio prodotto e incrementarne le vendite.

La pubblicità vi "vende" solo un prodotto , la propaganda vi offre "gratuitamente" un modo di vivere e di pensare. Il risultato non può essere altro che una forte persuasione di sicura efficacia.

L'ultimo secolo ha visto sorgere le teorie dei più importanti scienziati sociali al mondo sul fenomeno propagandistico. Marshall McLuhan e Harold Lasswell erano convinti che la propaganda potesse mutare i comportamenti sociali. Lazarsfeld, invece, afferma che la propaganda non crea nuovi orientamenti, ma rafforza quelli già esistenti. Katz e Blumer sostengono che il pubblico prende quello che più gli serve.

Perché si fa Propaganda? Sono esemplari gli obiettivi per cui vennero avviate le più grandi propagande della storia. Mussolini utilizzò i giornali e le prime radio per convincere gli italiani che la colonizzazione africana fosse un bene per il paese. Gli Stati Uniti diedero vita al leggendario Zio Sam per aumentare il numero degli arruolamenti nell'esercito e nella marina. Anche Hitler diffuse tra le folle il sogno della "razza pura", convincendo i tedeschi di far parte del popolo perfetto.

Cosa c'entra la propaganda politica con la psicologia? Gli esseri umani possiedono una caratteristica psicologica comune, ossia quella di confermare continuamente la propria immagine nel corso della propria vita, nelle diverse situazioni vissute. Si tratta di un insieme di modalità che si attivano in automatico e tendono a deformare l'immagine di sé. Questi meccanismi prendono il nome di distorsioni cognitive, teorizzati per la prima volta da Aaron Beck, cioè processi di pensiero che fanno elaborare in modo disfunzionale gli eventi e le esperienze della nostra vita.

Le scienze cognitive spiegano le principali:

    Pensiero dicotomico: tendenza di vedere il mondo in bianco o in nero, o buone o positive. Non esistono vie di mezzo.

    Catastrofizzazione: pensiamo che un evento avrà per noi conseguenze più importanti di quelle reali. Ogni aspetto della vita viene visto più drammatico di quel che è realmente.

    Svalutazione: sminuire in maniera illogica le esperienze, le azioni e le qualità riferite a qualcuno o a qualcosa.

    Astrazione Selettiva (Filtro mentale): si tende a porre attenzione ad un solo dettaglio, trascurando l'intera situazione, in modo che le idee su noi stessi e sugli altri vengano continuamente confermate.

    Ragionamento emotivo: Una cosa è vera solo perchè "sentiamo" che è così, senza considerare i fatti.

    Lettura del pensiero: si crede di sapere automaticamente quello che le persone pensano e provano in un preciso momento, di solito opinioni negative su di sé, sebbene non si abbia alcuna prova.

    Generalizzazione: si giunge a conclusioni esagerate, senza controllare se siano vere, oltre le prove a nostro favore.

    Personalizzazione: Si ritiene di avere la colpa degli eventi negativi che capitano agli altri. Si sente di avere la responsabilità dell'infelicità altrui.

Etichettamento: il modo in cui diamo un nome ad ogni cosa, luogo o evento, in modo da poter controllare meglio quello che ci capita.

Dalla teoria alla pratica. Le dinamiche sociali della propaganda sembrano essere fortemente connesse con le distorsioni cognitive della psicologia. Esistono vere e proprie tecniche psicologiche, di basi scientifiche, che mostrano i veri effetti della propaganda sui processi di pensiero delle masse, dirottandoli su aspetti irrazionali e distanti dai fatti. Ora si vedranno le maggiori tecniche di propaganda e come ognuna sia il risultato della depistante influenza delle distorsioni cognitive:

Bandwagon: Convincere che un pensiero, un'opinione, una tendenza è comune, tutti fanno così, manchi solo tu. Un elegante invito ad unirsi al gruppo, a seguire la folla.

[Generalizzazione; Pensiero Dicotomico]


Plain – Folks Appeal: l'idea che un prodotto o un comportamento sia normale, quotidiano e comune fra noi, in modo da facilitare la sua diffusione. O sei come tutti noi o sei diverso e giudicabile.

[Generalizzazione; Pensiero Dicotomico]


Name – Calling: associar un nome ad un attributo negativo, come il nome di un candidato premier ad aggettivazioni squalificative, come fascista, populista, comunista, terrorista.

[Etichettamento]


Testimonial: l'idea che una celebrità, come un attore, un artista o un personaggio televisivo approvi un modo di vivere o di pensare è la ragione per cui tutti debbano seguirlo.

[Etichettamento; Astrazione Selettiva; Ragionamento Emotivo]


Glittering – Generality: l'opposto del name-calling, ossia associare un nome ad un attributo positivo, come qualità di patriottismo, valore ed eroismo.

[Etichettamento; Astrazione Selettiva; Ragionamento Emotivo]


Transfer: Utilizzare immagini e simboli di gran apprezzamento nell'immaginario collettivo su cui poter convergere un preciso messaggio. Per gli americani, il rude carattere di un cowboy risulta molto ben adattato all'accendersi una sigaretta.

[Etichettamento; Ragionamento Emotivo; Astrazione Selettiva]


Card – Stacking: Solito nella rivalità fra imprese diverse. Si tratta della tendenza di porre i propri prodotti su un versante di idealismo ed estrema valorizzazione, mentre il mercato rivale su un lato di svalutazione e di precarietà.

[Pensiero Dicotomico; Astrazione Selettiva]


Faulty Reasoning: Si tratta di agevolare ragionamenti non correttamente supportati dai fatti.

Ad es: "Il presidente supporta i finanziamenti alla sanità, ma anche i nazisti supportavano la stessa cosa, ergo il presidente è un nazista."

[Ragionamento Emotivo; Astrazione Selettiva]


Fear: La paura è uno delle più antiche tecniche di manipolazione. Sono un insieme di modalità che fanno leva sulle ansie e sui profondi timori dell'essere umano. L'obiettivo dei contenuti è principalmente di tipo affettivo, cioè non sostenuti da prove concrete.

"Se non votate al referendum, la nostra economia fallirà e verremo invasi dalle locuste";

"Se non si fa la guerra in Vietnam i vostri bambini saranno mangiati dai comunisti".

[Ragionamento Emotivo; Astrazione Selettiva; Generalizzazione]

D'altronde lo diceva già Sigmund Freud. L'agire umano viene sempre condizionato dal principio di piacere. Esso rappresenta un primitivo istinto che va a ricercare il piacere e evita ogni forma di dolore, in modo da garantire la sopravvivenza dell'individuo. Il principio di piacere corrisponde all'istanza dell'Es, il lato più impulsivo e irriflesso della psiche, quello che pretende una soddisfazione veloce e immediata. E' trascorso più di un secolo e ancora oggi si verifica l'efficacia delle teorie psicoanalitiche sulla società. Comprerai quel prodotto se persuade i tuoi capricci più intimi, voterai quel politico se suggerisce qualcosa alla tua pancia. E' un mondo fatto da leggi, ma solleticato ogni istante dalle pulsioni. "La gente arriva a credere non sulla base di prove, ma in base a quello che trova attraente". Questa frase è diBlaise Pascal e ritrae l'uomo moderno, viziato dal bello, capriccioso di superficialità, offuscato dall'estetica del piacere.

 

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