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Quei tempi della Giustizia che Conte (come ogni italiano) non può attendere e lo strano silenzio di Bonafede

caravita

Il nostro Presidente del Consiglio, avvocato, parlando della tragedia di Genova e della eventuale revoca della concessione ad Autostrade spa, afferma "NON POSSIAMO ASPETTARE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA". Affermazione drammatica, ma nella sua sconcertante ed apparente ingenuità, vera. Nessuno può più aspettare i tempi della Giustizia italiana. Lo sanno tutti da anni, da decenni, che non funziona. 

Il nostro Ministro di Giustizia, dal canto suo, davanti a questa affermazione, tace. Non una parola. E' vero, non è vero, adesso ci penso io...niente.

Ora, prima di tutto occorre dire che Autostrade spa, di fronte ad una revoca, proprio quella Giustizia lenta ed inefficace adirà, e quindi della revoca vera, attuata, se ci saranno i presupposti, ne parleremo tra anni; perchè chi proprorrà la revoca non potrà, come si dice, suonarsela e cantarsela da solo. Sempre la tripartizione dei poteri esiste, sempre in uno stato di diritto siamo.

In secondo luogo, occorre che questa grave, terribile affermazione, questa sconcertante resa dello Stato (NON POSSIAMO ASPETTARE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA) sia oggetto di profonda, attenta disamina e discussione. Se lo Stato non può attendere i tempi della Giustizia, figuriamoci se se lo possono permettere gli imprenditori, i cittadini, la gente normale.

Vigiliamo, perchè questa frase buttata lì e il silenzio del Ministro di Giustizia potrebbero avere conseguenze straordinarie. Se ci devono essere mutamenti, l'avvocatura ne deve essere partecipe. Non consentiamo che dalle responsabilità degli altri derivino altri danni al reparto Giustizia, già oggetto di incuria e disattenzione: potrebbe venire giù tutto, improvvisamente, come a Genova.
Giuseppe Caravita di Toritto
Uno dei duecentocinquantamila avvocati che assiste gente che non può più aspettare i tempi della Giustizia.

 

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