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Con il provvedimento n. 669173 pubblicato giovedì 08 agosto c.m., l'Agenzia delle Entrate detta le disposizioni attuative dell'art. 11, comma 4 del D.L. n. 201/2011 convertito, il quale stabilisce la procedura di individuazione delle società di persone e di capitali per le quali emerge un'incoerenza tra le disponibilità finanziarie risultanti dalle informazioni comunicate all'Archivio dei rapporti finanziari e i ricavi/volume d'affari – oltre l'IVA – dichiarati per gli anni 2016 e 2017.

L'Agenzia delle Entrate avvia dunque una nuova fase di sperimentazione di una procedura di "analisi del rischio di evasione" sia per le società di persone sia per le società di capitali basata sull'utilizzo massivo ed integrato delle informazioni comunicate dagli operatori all'Archivio dei rapporti finanziari e degli altri elementi presenti in Anagrafe tributaria.

Si ricorda che l'art. 11 appena citato ha introdotto l'obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all'Anagrafe tributaria le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni di tutti i rapporti attivi.

La legge di stabilità 2015 ha successivamente modificato il comma 4, disponendo che le informazioni comunicate all'Archivio dei rapporti finanziari possano essere utilizzate dall'Agenzia delle Entrate, oltre che ai fini delle indagini finanziarie, anche per l'attività di analisi del rischio di evasione.

L'art. 1 comma 314 della L. 190/2014 – Legge di stabilità per l'anno 2015 - ha anche stabilito che le stesse informazioni, inclusive del valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali, siano inoltre utilizzate per la semplificazione degli adempimenti dei cittadini in merito alla compilazione della dichiarazione sostitutiva unica - ISEE - , che riguarda i criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate.

Già con il provvedimento n. 197357/2018, l'Agenzia delle Entrate ha elaborato la procedura sperimentale che individua le società di persone e di capitali per le quali, pur risultando sui conti correnti movimenti in accredito secondo le informazioni comunicate all'Archivio dei rapporti finanziari, per l'anno di imposta 2016 è stata:

- omessa la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette e ai fini IVA;

- presentata la dichiarazione ai fini delle imposte dirette o ai fini IVA priva di dati contabili significativi.

Come anticipato, il provvedimento pubblicato giovedì scorso riguarda invece le società di persone e di capitali per le quali emerge un'incoerenza tra le movimentazioni comunicate all'Archivio dei rapporti finanziari e i ricavi/volume d'affari, oltre l'IVA, dichiarati per gli anni di imposta 2016 e 2017.

I contribuenti individuati in base a questa procedura di analisi del rischio di evasione sono potenzialmente selezionabili per l'effettuazione delle ordinarie attività di controllo.

Il provvedimento dispone inoltre che, al fine di effettuare un riscontro dell'efficacia del modello di analisi, la Divisione Contribuenti trasmette, con un applicativo informatico a cui possono accedere utenti appositamente abilitati, le posizioni selezionate alle Direzioni regionali e provinciali per le valutazioni relative all'avvio di ordinarie attività di controllo.

Per ogni posizione segnalata, viene comunicata l'informazione sulla numerosità dei conti correnti e sul totale aggregato dei saldi e dei movimenti dei rapporti finanziari, oltre agli ulteriori elementi significativi presenti in Anagrafe tributaria.

Le Direzioni investite delle segnalazioni valutano le posizioni comunicate ai fini dell'ordinaria attività di controllo e comunicano gli esiti delle attività svolte mediante la compilazione di una scheda di feedback, che, nei casi anomali, sfocia in una verifica fiscale della posizione.

Dunque un utilizzo massivo di big data, machine learning e intelligenza artificiale; un enorme grande fratello fiscale che ci controlla e segnala eventuali anomalie agli organi proposti all'accertamento di maggiori imposte evase; non preoccupatevi non saremo più soli, lo Stato fiscale ci accompagnerà minutamente per bacchettarci quando sbagliamo fino all'ottimizzazione dei nostri comportamenti virtuosi.

Meditate contribuenti, meditate.