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Rogier Van der Weyden, Ritratto di S. Ivo, patrono degli avvocati (1276)

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Rogier van der Weyden, pseudonimo di Rogier de la Pasture (Tournai, 1399 circa – Bruxelles, 18 giugno 1464), è stato un pittore fiammingo, allievo di Robert Campin. Fu pittore ufficiale della città di Bruxelles e destinatario di commissioni dei duchi di Borgogna e dei re di Castiglia. Ebbe rapporti con la Casa d'Este ed altri casati italiani come gli Sforza e i Medici. Rogier fu uno dei primi pittori che usarono il supporto della tela a nord delle Alpi. Influenzò molti altri pittori del tempo come Dieric Bouts, Hans Memling o di generazioni successive come Joos van Cleef e Frans Floris.

Van der Weyden non è stato un pittore fiammingo, ma un pittore del Contato di Hainaut, della città libre di Tournai, che fu francese fino a 1521, quando è divenuta città dei Paesi Bassi spagnoli. La sua "nazionalità" è "hanuyer" : è il nome delle abitanti del contato di Hainaut. Il padre Henry de la Pasture era forgiatore di coltelli. Tuttavia, a lungo il padre di Rogier è stato individuato nello scultore bruxellese Henry de la Pasture (omonimo e forse parente del vero padre). Si è quindi erroneamente ipotizzato che la primissima formazione di van der Weyden sia avvenuta nella bottega del presunto padre e questo dato ha contribuito ad enfatizzare, forse eccessivamente, l'affinità della pittura del van der Weyden alla scultura, in modo simile a quella dell'italiano Mantegna.

In ogni caso poco o nulla si sa della sua giovinezza e i primi elementi documentati della sua biografia datano al terzo decennio del XV secolo, quando Rogier si approssima ai trent'anni. In particolare, il 5 marzo 1427 entrò alla bottega di Robert Campin a Tournai, dove completò la sua formazione. Solo il 1º agosto 1432, a più di trent'anni, fu nominato maestro di pittura indipendente. 

Nel 1435 si trasferì a Bruxelles e in quella città sposò Elisabeth Goffaert, figlia del calzolaio Jan Goffaert. Da questa unione nacquero due figli: Jan, che divenne poi orafo, e Peter, che seguì le orme del padre. Ancora un van der Weyden figura nella storia della pittura, Goossen, che era nipote di Rogier.

Nel 1436 o nel 1437 Rogier venne nominato pittore ufficiale della città di Bruxelles, iniziando un periodo caratterizzato da grandi opere e da una notevole prosperità personale, segnalandosi tra i cittadini più ricchi e generosi della città.

Nel 1449, in occasione del giubileo del 1450, intraprese un viaggio verso Roma, dove acquistò grande fama e fu ritenuto secondo solo all'altro grande fiammingo del tempo Jan van Eyck. Questo viaggio, con tappe a Milano, Mantova, Ferrara, Firenze e Napoli, fu fondamentale, negli studi storico artistici, per i precoci contatti tra scuola fiamminga e Rinascimento italiano, che ebbero profonde conseguenze negli sviluppi successivi. Sicuramente Rogier vide ed apprezzò gli affreschi nella basilica di San Giovanni in Laterano di Pisanello e Gentile da Fabriano, considerati all'epoca i maggiori artisti del tempo. Tra i vari artisti italiani con cui entrò in contatto ci fu anche Beato Angelico, all'epoca tra gli artisti più quotati a Firenze.

Tra il 1460 e 1461 fu maestro del pittore italiano Zanetto Bugatto. Morì a Bruxelles il 18 giugno 1464, all'età di 65 anni.

Anche l'equivoco linguistico sul suo nome (de la Pasture in francese, van der Weyden in fiammingo) contribuì non poco a confondere le idee ai primi storici dell'arte impegnati a ricostruire la biografia artistica del maestro: la stessa identificazione tra Roger, o Rogelet, de la Pasture e Rogier van der Weyden è stata inizialmente negata, e inoltre a lungo si è confuso tra van der Weyden e la figura del Maestro di Flémalle. Oggi è opinione pressoché unanime che quest'ultimo vada individuato in Robert Campin e che le affinità stilistiche dell'opera giovanile di van der Weyden con quella del Campin vadano spiegate con il discepolato del primo presso il secondo, o piuttosto il rapporto di collaborazione tra i due, sia pure sotto la direzione del Campin, posto che il loro sodalizio inizia quando van der Weyden è già quasi trentenne. 

 

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