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Scommesse, esercizio della relativa attività di raccolta e gestione: requisiti, limiti e casistica

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Inquadramento normativo: Artt. 1933, 1934, 1935, 2034 c.c.; D.M. n. 111, 01/03/2006; L. 13/12/1989, n. 401, R.D. 18 giugno 1931, n.773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza); D.lgs. 18/08/2000, n. 267.

Il gioco: Nel nostro ordinamento non si può agire in giudizio per ottenere il pagamento di un debito di gioco, né si può richiedere la restituzione di quanto corrisposto dopo l'esito di una scommessa. In tali casi, infatti, siamo difronte ad un'obbligazione naturale, ossia un'obbligazione che non fa sorgere alcun dovere giuridico. Tuttavia, è prevista un'eccezione per i giochi che addestrano al maneggio delle armi, per le corse di ogni specie, per ogni altra competizione sportiva e per le lotterie legalmente autorizzate.

Le scommesse: Le scommesse, diverse da quelle che hanno ad oggetto le corse dei cavalli (assoggettate ad una disciplina ad hoc), concernono avvenimenti sportivi e non, individuati da AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato).

Requisiti oggettivi per l'esercizio dell'attività organizzata di raccolta e gestione delle scommesse: Per l'esercizio di tale attività è necessario:

  • ottenere la concessione da parte dello Stato;
  • partecipare alla gara pubblica per conseguire il titolo abilitativo;
  • ottenere l'autorizzazione di polizia.  

Requisiti soggettivi: Affinché sia rilasciata l'autorizzazione di polizia, il richiedente non deve:

  • aver riportato condanne ad una pena restrittiva superiore a tre anni;
  • essere stato sottoposto ad ammonizione o a misure di sicurezza personale;
  • essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza;
  • aver subito una condanna per delitti contro l'ordine pubblico, la personalità dello stato;
  • aver commesso reati contro le persone con violenza o per furto, rapina, estorsione o sequestro di persona.

Casistica: Perché il titolo autorizzatorio possa essere conseguito dall'interessato debbono ricorrere due presupposti : a) da un lato che il richiedente sia in possesso dei requisiti soggettivi [...] e, b) dall'altro che il soggetto esercente sia titolare della concessione[...]. Ne consegue che i due requisiti sono tra loro interdipendenti posto che la mancata titolarità della concessione in capo al richiedente preclude il rilascio dell'autorizzazione, mentre la mera circostanza che il soggetto abbia conseguito l'autorizzazione di polizia non legittima ex se alla gestione e raccolta delle scommesse. La licenza, ove rilasciata per esercizi commerciali nei quali si svolge l' esercizio e la raccolta di giochi pubblici con vincita di danaro, è da intendersi efficace solo a seguito di rilascio ai titolari dei medesimi esercizi di apposita concessione per l'esercizio e la raccolta di tali giochi (Tribunale Bari, sentenza del 2 ottobre 2017).

Esercizio abusivo dell'attività di scommesse: L'esercizio abusivo dell'attività di scommesse è punito con la reclusione da sei a tre anni. È punito, altresì, con la stessa pena chiunque organizza, esercita e raccoglie a distanza, senza la prescritta concessione, qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Chiunque, ancorché titolare della prescritta concessione, organizza, esercita e raccoglie a distanza qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato con modalità e tecniche diverse da quelle previste dalla legge è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da euro 500 a euro 5.000.

Casistica: […] Non integra [...] reato, la raccolta di scommesse in assenza di licenza di pubblica sicurezza da parte di soggetto che operi in Italia per conto di operatore straniero cui la licenza sia stata negata per illegittima esclusione dai bandi di gara e/o mancata partecipazione a causa della non conformità [...] del regime concessorio interno agli artt. 43 e 49 del Trattato CE [...]. Per converso, il reato sussiste quando un soggetto compia attività di intermediazione per conto di un operatore straniero senza il preventivo rilascio della prescritta licenza di pubblica sicurezza o la dimostrazione che l'operatore estero non abbia ottenuto le necessarie concessioni o autorizzazioni a causa di illegittima esclusione dalle gare... (così Cass. Sez. 3 sent. n. 12630/13) (Tribunale Cassino, sentenza del 13 novembre 2017).

Limiti alla distribuzione territoriale di sale giochi: Gli enti locali possono porre dei limiti alla distribuzione sul territorio delle sale gioco. E ciò sia al fine di coordinare le potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, in funzione dello sviluppo complessivo ed armonico del territorio, con i valori ambientali e paesaggistici, da un lato, e le esigenze di tutela della salute e della vita salubre degli abitanti, dall'altro (si pensi al rischio di sviluppare ludopatie in soggetti sensibili all'illusione di vincite e facili guadagni). In quest'ottica si possono imporre distanze minime rispetto ai cosiddetti luoghi sensibili (ad esempio zone pedonali). In buona sostanza, entro tali distanze l'autorità comunale può inibire l'esercizio dell'attività di raccolta e gestione delle scommesse, sebbene tale attività sia stata già autorizzata dal questore, senza che ciò implichi interferenza con le diverse valutazioni demandate all'autorità di pubblica sicurezza (Cons. Stato, n. 4200/2018). 

 

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