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Sea Watch, l'ordinanza della Corte Europea dei Diritti Umani che ha detto no allo sbarco

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Tiene banco in queste ore la complessa vicenda della Sea Watch, l'imbarcazione entrata in acque italiane ed adesso al largo di Lampedusa. Si discute del provvedimento della CEDU che ha detto no alla richiesta di sbarco. Cerchiamo di fare il punto in proposito.

La Corte EDU ha respinto la richiesta di adozione di misure urgenti nei confronti del Governo italiano, volte a consentire lo sbarco dei migranti a bordo della Sea Watch 3 dal 12 giugno scorso, ribadendo comunque il dovere dell'autorità italiane di provvedere all'assistenza delle persone in condizioni di vulnerabilità in ragione dell'età o dello stato di salute. 

Il 17 giugno 2019, la Sea Watch 3 aveva chiesto al TAR Lazio la sospensione del provvedimento interministeriale che vieta l'ingresso dell'imbarcazione nelle acque territoriali italiane. Il giudice amministrativo aveva rigettato il ricorso, rilevando che lo sbarco dei migranti in condizioni di particolare vulnerabilità, quali i bambini e le donne in gravidanza, presenti sull'imbarcazione era già stato consentito il 15 giugno. 

I richiedenti si erano quindi rivolti alla Corte Europea invocando gli articoli 2 e 3 della Convenzione perché indicasse all'Italia, ai sensi dell'art. 39 del proprio Regolamento, misure provvisorie e urgenti volte a consentire loro di poter sbarcare e chiedere la protezione internazionale o, quanto meno, di essere messi in sicurezza (Fonte: Osservatorio per la Giustizia)

Comunicato stampa della Corte scaricabile al link https://drive.google.com/open?id=1QQ83tDDNm-LdR0Q4GKwTlVyVv2ALLb-d

 

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