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Un disegno di legge è stato presentato al Parlamento italiano per uno stop immediato alle stragi degli animali domestici, in particolare dei cani e dei gatti, che, in alcuni paesi - e in casi assolutamente sporadici anche nel nostro - finiscono per essere uccisi, macellati, cucinati e perfino - all'estero - proposti nelle tavole di esercizi di ristorazione, quasi sempre orientali, che, pur violando elementari principi della civiltà, ottengono facilmente le autorizzazioni amministrative dalle autorità. Lo ha presentato Maria Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia.

"Contro le stragi di cani e di gatti, che a milioni in Asia orientale finiscono sul piatto, sono essenziali la mobilitazione dei volontari e le pressioni sui governi dei Paesi interessati, ma anche segnali dai Parlamenti dell'Occidente". Sono dichiarazioni di Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, che stamane ha presentato con Jason Pang, direttore della World Dog la sua proposta di legge. Una legge che vieta la macellazione, il commercio e il consumo della carne di cane e di gatto. Non si tratta di una trovata pubblicitaria, ma di un principio già immanente nella legislazione di molti paesi, anche europei. Gli ultimi ad introdurlo sono stati l'Austria e la Germania, su pressione delle associazioni animaliste,  le stesse organizzazioni che, grazie al loro impegno, hanno fatto sì che una legge di questo tipo fosse approvata anche negli states, con un atto di Donald Trump.

Una strage silenziosa, inaccettabile. Come riporta il Corriere della sera, i cani uccisi per essere portati a tavola sono oltre 30 milioni in un anno in tutto il mondo, dei quali un terzo solo in Cina. 

 "Benché non vi siano sostanzialmente prove del consumo di carne canina o felina in Italia, se non alcuni casi sospetti e comunque sporadici o riconducibili al comportamento di squilibrati – sono parole della prima firmataria Maria Vittoria Brambilla - appare necessario introdurre il divieto esplicito di consumarle, assistito da opportune sanzioni penali, per riconoscere compiutamente il ruolo che questi animali d'affezione hanno assunto nella nostra società e per contribuire ad affermare tale principio a livello internazionale. E' precisamente la strada intrapresa da altri paesi europei o di cultura occidentale, dalla Germania agli Stati Uniti".

"E' la strada giusta", le ha fatto eco Genlin. "La legislazione contro il consumo e il commercio della carne di cane in Occidente è un'arma forte per noi che operiamo nei paesi asiatici, perché rappresenta un esempio da seguire. Il supporto del Parlamento italiano è importante". "Speriamo che l'Italia possa presto unirsi al gruppo dei Paesi che hanno già introdotto per legge il divieto: gli amici non si mangiano".