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Borsellino, magistrati iscritti nel registro indagati, avrebbero favorito Cosa Nostra

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la notizia è clamorosa, e piomba come un fulmine a ciel sereno sugli ambienti giudiziari siciliani, e su una magistratura sotto shock per quanto sta accadendo a seguito delle indagini avviate dalla procura perugina. Nulla, tuttavia, rispetto a quanto  sta accadendo in Sicilia in queste ultime ore, che sembrano preludere ad un autentico terremoto dalle conseguenze imprevedibili. L'indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Messina, diretta a far luce sui depistaggi avvenuti per anni  nell'inchiesta sulla strage di via d'Amelio, che il 19 luglio 1992 costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli uomini e donne della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. non è più a carico di ignoti. Ci sono degli indagati e questi indagati sono - ed è questo il dato più incredibile - dei magistrati, Carmelo Petralia e Annamaria Palma. Dopo il tam-tam delle ultime ore e l'agenzia di stampa più accreditata del paese, Ansa, a rilanciare con un proprio comunicato di pochi minuti fa, la clamorosa notizia. Secondo quanto si legge nella nota dell'agenzia, i pm della città peloritana avrebbero iscritto nel registro degli indagati i due magistrati  del pool che indagò sull'attentato. Mancano ancora, in questo momento, conferme istituzionali ma  secondo indiscrezioni agli indagati e alle persone offese oggi la Procura avrebbe notificato l'esecuzione di accertamenti tecnici irripetibili. I magistrati indagati risponderebbero di concorso in calunnia, aggravato dall'avere favorito Cosa Nostra.

I due magistrati indagati erano in servizio alla procura di Caltanissetta. Si tratta di Annamaria Palma e Carmelo Petralia - quest'ultimo successivamente Procuratore della Repubblica a Ragusa è attualmente sostituto alla Procura Generale di Catania - che si occuparono insieme della prima inchiesta sulla bomba del 19 luglio 1992 raccogliendo le dichiarazioni del falso pentito Vincenzo Scarantino. Ad essi, come premesso, è stato notificato dalla Dia di Catania un avviso per un accertamento tecnico irripetibile che si terrà il prossimo 19 giugno al Racis dei carabinieri, a Roma. Il procuratore Maurizio de Lucia - come riferisce Salvo Palazzolo  in un suo articolo sul quotidiano La Repubblica - vuole verificare se su alcune audiocassette con gli interrogatori di Scarantino, ritrovate di recente dalla procura di Caltanissetta, ci siano impronte o altre tracce utili. Una pista per provare a ricostruire la complessa macchina del depistaggio attorno al balordo del quartiere palermitano della Guadagna trasformato in un provetto Buscetta.

 

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