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Cassazione: affidamento della figlia al papà, se la mamma è troppo permissiva

  Con l'ordinanza n. 30191 depositata il 20 novembre, la I sezione civile della Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di una mamma, ha disposto che la figlia fosse affidata al padre , riten...
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Abusi edilizi, TAR Calabria: “Se conosciuti da tempo dalla PA, l’ordine di demolizione è illegittimo”

Con la sentenza n. 513/2019, il Tar Calabria, sezione distaccata di Reggio Calabria, ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale un Comune aveva ordinato la rimessione in pristino dello stat...
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Adozioni, SC: “Non è possibile affidare il minore alla nonna che non abbia un rapporto significativo con il bambino”

Con l'ordinanza n. 19156 depositata lo scorso 17 luglio, la I sezione civile della Corte di Cassazione, ha confermato lo stato di adottabilità di un bambino , considerato che, oltre all'incapacità del...
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Adozioni, non è possibile affidare il minore alla nonna che non abbia un rapporto significativo con il bambino

Con l'ordinanza n. 19156 depositata lo scorso 17 luglio, la I sezione civile della Corte di Cassazione, ha confermato lo stato di adottabilità di un bambino , considerato che, oltre all'incapacità del...
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Equipe medica: assolto il secondo operatore se l’errore compiuto dal primario non è percepibile

Con la pronuncia n. 30626 dello scorso 12 luglio in tema di responsabilità del medico dell'equipe chirurgica, la Cassazione ha cassato la sentenza di condanna inflitta ad un secondo operatore che evid...
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Affidamento alternato: legittimo, se sono i genitori a cambiare abitazione

  Con la sentenza n. 489 dello scorso 11 ottobre, il Tribunale di Rieti, nel vagliare le condizioni concordate da una coppia di coniugi in relazione al diritto di visita dei minori , ha ritenuto ...
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Figli: vanno allontanati dalla madre che non si impegna ad instaurare un rapporto con loro

Con l'ordinanza n. 26302, la I sezione civile della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da una donna i cui figli erano stati affidati ad altra famiglia, ha confermato l...
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Posizione di garanzia del medico, SC: “Occorre un particolare accertamento nelle strutture sanitarie complesse”

Con la sentenza n. 40932, la Cassazione penale, esaminando la condotta serbata da un medico di una struttura sanitaria ove era deceduto un paziente per l'omessa profilassi antitrombotica, in relazione...
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Il punto sull'affidamento esclusivo dei figli

 La disgregazione del nucleo familiare, i cambiamenti sociali degli ultimi anni hanno portato il legislatore ad intervenire attuando una serie di riforme che,hanno avuto l'obiettivo di modificare l'originario schema disegnato dalla L. 19/05/1975, n. 151 così da adeguarsi ai mutamenti sociali e di costume che nel tempo si sono verificati.

La l. 4 febbraio 2006, n. 54, ha espresso un favor legis per l'affidamento condiviso ed un disfavore per l'affidamento esclusivo, surclassato ad ipotesi residuali. Difatti il "modello" dell'affidamento condiviso per la sua natura e le sue caratteristiche appare il più idoneo a consentire ai minori di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori ed i rispettivi ascendenti e parenti.

Il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice è costituito dall'esclusivo interesse morale e materiale della prole, quindi, privilegiare la soluzione che appaia più idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare al fine di assicurarne il migliore sviluppo della personalità e ciò indipendentemente dalla richiesta o dall'eventuale accordo tra i genitori.

Ma come è possibile comprendere la capacità del genitore di crescere ed educare il minore?

Ci si basa su elementi riguardanti le modalità con cui ciascuno ha in passato svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, alla personalità del genitore, all'esistenza di un rapporto assiduo ma, anche basato sulle consuetudini di vita ed all'ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al figlio (Cass., 11 febbraio 1988, n.1466; Cass., 22 giugno 1999, n. 6312). 

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Il punto sull'affidamento esclusivo dei figli

 La disgregazione del nucleo familiare, i cambiamenti sociali degli ultimi anni hanno portato il legislatore ad intervenire attuando una serie di riforme che,hanno avuto l'obiettivo di modificare l'originario schema disegnato dalla L. 19/05/1975, n. 151 così da adeguarsi ai mutamenti sociali e di costume che nel tempo si sono verificati.

La l. 4 febbraio 2006, n. 54, ha espresso un favor legis per l'affidamento condiviso ed un disfavore per l'affidamento esclusivo, surclassato ad ipotesi residuali. Difatti il "modello" dell'affidamento condiviso per la sua natura e le sue caratteristiche appare il più idoneo a consentire ai minori di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori ed i rispettivi ascendenti e parenti.

Il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice è costituito dall'esclusivo interesse morale e materiale della prole, quindi, privilegiare la soluzione che appaia più idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare al fine di assicurarne il migliore sviluppo della personalità e ciò indipendentemente dalla richiesta o dall'eventuale accordo tra i genitori.

Ma come è possibile comprendere la capacità del genitore di crescere ed educare il minore?

Ci si basa su elementi riguardanti le modalità con cui ciascuno ha in passato svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, alla personalità del genitore, all'esistenza di un rapporto assiduo ma, anche basato sulle consuetudini di vita ed all'ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al figlio (Cass., 11 febbraio 1988, n.1466; Cass., 22 giugno 1999, n. 6312). 

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