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Adozioni, SC: “Non è possibile affidare il minore alla nonna che non abbia un rapporto significativo con il bambino”

Con l'ordinanza n. 19156 depositata lo scorso 17 luglio, la I sezione civile della Corte di Cassazione, ha confermato lo stato di adottabilità di un bambino , considerato che, oltre all'incapacità del...
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Sottrazione internazionale di minore e rimpatrio, SC: “Il minore va sempre sentito”

Con l'ordinanza n. 15254 dello scorso 4 giugno, la I sezione civile della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità procedurale di un decreto di rimpatrio a seguito della sottrazi...
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Adozioni, SC: “La famiglia affidataria va ascoltata prima di disporre lo stato di adottabilità”.

Con l'ordinanza n. 13409 depositata il 17 maggio, la I sezione civile della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla possibilità di revocare lo stato di adottabilità di un bambino che, in af...
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Viterbo e Manduria: cosa abbiamo sbagliato?

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Separazioni, SC: “Va ascoltato il minore infra dodicenne per la scelta della scuola da frequentare”

Con l'ordinanza n. 10776 depositata lo scorso 17 aprile, la I sezione civile della Corte di Cassazione, ha cassato la decisione presa dalla Corte di Appello che, nel vagliare quale scuola dovesse freq...
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Bigenitorialità, SC: “Vanno garantite le visite infrasettimanali”

Con l'ordinanza n. 9764 depositata lo scorso 8 aprile, la I sezione civile della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso di un padre che lamentava la lesione del diritto alla bigenito...
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Mancato consenso a trattamenti medici specialistici del minore? Cosa può fare il genitore in disaccordo?

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La mediazione familiare ed il reato di maltrattamenti in famiglia.

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Il punto sull'affidamento esclusivo dei figli

 La disgregazione del nucleo familiare, i cambiamenti sociali degli ultimi anni hanno portato il legislatore ad intervenire attuando una serie di riforme che,hanno avuto l'obiettivo di modificare l'originario schema disegnato dalla L. 19/05/1975, n. 151 così da adeguarsi ai mutamenti sociali e di costume che nel tempo si sono verificati.

La l. 4 febbraio 2006, n. 54, ha espresso un favor legis per l'affidamento condiviso ed un disfavore per l'affidamento esclusivo, surclassato ad ipotesi residuali. Difatti il "modello" dell'affidamento condiviso per la sua natura e le sue caratteristiche appare il più idoneo a consentire ai minori di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori ed i rispettivi ascendenti e parenti.

Il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice è costituito dall'esclusivo interesse morale e materiale della prole, quindi, privilegiare la soluzione che appaia più idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare al fine di assicurarne il migliore sviluppo della personalità e ciò indipendentemente dalla richiesta o dall'eventuale accordo tra i genitori.

Ma come è possibile comprendere la capacità del genitore di crescere ed educare il minore?

Ci si basa su elementi riguardanti le modalità con cui ciascuno ha in passato svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, alla personalità del genitore, all'esistenza di un rapporto assiduo ma, anche basato sulle consuetudini di vita ed all'ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al figlio (Cass., 11 febbraio 1988, n.1466; Cass., 22 giugno 1999, n. 6312). 

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