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"Ripuliamo il mare dalla plastica". Il Governo lancia campagna, pescatori in prima fila, bollino blu per chi aderisce

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Oceani e mari ripieni di plastica fino all'inverosimile, specie di pesci sterminate compresi i grandi giganti del mare. Donne sarà facile rimediare all'incuria di generazioni che ha portato alla parziale distruzione di ecosistemi di milioni di anni, ma si può cominciare con le cose piccole, i provvedimenti approvati dal Consiglio dei Ministri nella sua seduta del 4 aprile vanno nella giusta direzione. Si apre una grande campagna ambientalista, il cui promoter è il ministro dell'ambiente costa. Una campagna che punta prima di tutto ad una sensibilizzazione, perché è in tanto importante non aggravare una situazione giunta ai limiti. Ma non si tratta solo di questo, ma di iniziare l'opera, per quanto limitata, di risanamento. 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l'economia circolare.

Il testo ha l'obiettivo di contribuire al risanamento dell'ecosistema marino e alla promozione dell'economia circolare, favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e sensibilizzare la collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla corretta gestione degli stessi.

Il disegno di legge disciplina quindi la gestione e il riciclo dei rifiuti accidentalmente raccolti in mare, a mezzo delle reti durante le operazioni di pesca ovvero con qualunque altro mezzo, e dei rifiuti volontariamente raccolti. Al fine di evitare che i costi della gestione di tali rifiuti gravino esclusivamente sui pescatori e sugli utenti dei porti è previsto che questi siano coperti con una specifica componente della tassa sui rifiuti.

 Inoltre, al fine di diffondere modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti nell'ecosistema marino e alla loro corretta gestione, si prevede l'attribuzione di una certificazione ambientale agli imprenditori ittici che si impegnino a utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale, partecipino a campagne di pulizia del mare o conferiscano rifiuti accidentalmente pescati.
Il testo verrà trasmesso alla Conferenza unificata per l'acquisizione del parere di competenza (Fonte: Ufficio Stampa Pal.Chigi).

 

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