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Voto di scambio, ok del Senato alla legge "Giarrusso". Oltre 22 anni per i politici eletti. No di FI e PD ma Grasso dice si

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"1. L'articolo 416-ter del codice penale è sostituito dal seguente:

« Art. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). – Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'articolo 416-bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell'articolo 416-bis.

La stessa pena si applica a chi promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti nei casi di cui al primo comma.

Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell'accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell'articolo 416-bis aumentata della metà.

In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ».

E' il testo, definitivamente approvato dal Senato della Repubblica, del nuovo art. 416-ter, con cui è stato riformato il "voto di scambio politico-mafioso" ed introdotta una disciplina molto più restrittiva della precedente, con un considerevole aumento delle pene. Il provvedimento ha incassato 157 sì, 81 voti contrari e 2 astenuti. Essendo stato licenziato senza modifiche al testo, il provvedimento diventa legge.

Hanno votato a favore M5s e Lega, a cui si sono aggiunti i voti di Leu. Hanno invece votato contro Pd e Forza Italia.

Il disegno di legge in titolo, di iniziativa del senatore Mario Michele Giarrusso (M5S) e altri, si compone di un articolo unico, il quale apporta modifiche alla disciplina relativa al reato di scambio elettorale politico mafioso di cui all'articolo 416-ter c.p. 

L'articolo unico del disegno di legge punisce con la reclusione da 10 a 15 anni (stessa pena prevista per l'associazione mafiosa dall'art. 416-bis, primo comma, c.p.) l'accettazione, diretta o a mezzo di intermediari, della promessa del sostegno elettorale in cambio della erogazione di denaro, di qualunque altra utilità o della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione criminale. I voti devono essere procurati: a) da soggetti appartenenti ad associazioni mafiose oppure b) mediante modalità mafiose. 

L'art. 416-bis, terzo comma, c.p. definisce l'associazione di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Rispetto alla formulazione vigente, il nuovo primo comma dell'articolo 416-ter c.p.: a) dal punto di vista soggettivo, estende la punibilità anche ai casi in cui la condotta incriminata sia stata realizzata mediante il ricorso ad intermediari; b) estende la condotta penalmente rilevante aggiungendo alla promessa di procurare voti con le modalità mafiose, la promessa che provenga da "soggetti appartenenti alle associazioni" mafiose. In merito, la proposta lascia all'interprete il compito di chiarire quando l'interlocutore del politico possa definirsi "appartenente all'associazione mafiosa"; a tal fine potrebbe essere necessaria una condanna definitiva per 416-bis c.p., oppure essere ritenuta "sufficiente" l'applicazione di una misura di prevenzione in base al Codice antimafia (d.lgs. n. 159 del 2011); c) amplia ulteriormente l'oggetto della controprestazione di chi ottiene la promessa di voti, contemplando non solo il denaro e ogni altra utilità, ma anche "la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione mafiosa"; d) inasprisce la pena che passa dalla reclusione da 6 a 12 anni alla reclusione da 10 a 15 anni. Con la medesima sanzione è punita la condotta del soggetto che promette - direttamente o a mezzo di intermediari (questo inciso non era presente nel testo licenziato dal Senato) - di procacciare i suffragi (comma secondo). I commi terzo e quarto dell'articolo 416-ter c.p., introdotti dal Senato, non sono stati modificati nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento. Nel dettaglio: a) il terzo comma prevede sostanzialmente un'aggravante di evento; se, infatti, chi ha concluso l'accordo con il mafioso viene eletto, la pena prevista per lo scambio elettorale politico mafioso è aumentata della metà. Con riguardo al profilo sanzionatorio, l'applicazione dell'aggravante potrebbe così comportare pene più elevate nei confronti del patto elettorale politico-mafioso rispetto sia al concorso esterno, sia alla partecipazione associativa e alla direzione associativa (punita con la reclusione da 12 a 18 anni). b) l'ultimo comma, che prevede l'irrogazione della pena accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici in caso di condanna per il reato in questione.

"Fuori la mafia dalla politica. Non è uno slogan ma il messaggio chiaro e netto che diamo al nostro Paese con la legge che abbiamo approvato: il voto di scambio – ha scritto sulla propria bacheca Facebook il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuanelli.– tra i politici e i mafiosi è un attacco al cuore della nostra democrazia, il tradimento della fiducia dei cittadini e la fine della credibilità per le istituzioni. Da oggi l'Italia ha strumenti nuovi ed efficaci per combattere le mafie e chi fa i loro interessi dentro lo Stato. Era un obiettivo fondamentale del Movimento 5 Stelle, oggi è legge". 

"Questa sera sono davvero felice e orgogliosa: il Senato ha appena approvato in via definitiva la legge contro il voto di scambio politico-mafioso. Ovviamente non poteva che essere un provvedimento 'targato' Movimento 5 Stelle. L'Italia soltanto ora si è potuta dotare di una seria legge contro questo gravissimo reato e ciò dà l'idea di chi ci abbia governato fino a ieri. Nella scorsa legislatura il Pd aveva approvato una legge sullo scambio politico mafioso debole e annacquata, che avevamo contrastato con forza proprio perché, invece, il nostro Paese necessitava di un messaggio chiaro e rigoroso".Così il ministro per il Sud Barbara Lezzi su Facebook, che ha continuato: "Il voto di scambio è un male che affligge il nostro Paese, e il Sud in particolare, che va estirpato definitivamente, perché rischia di inquinare le nostre amministrazioni, spalancando le porte alla corruzione e a interessi criminali. La legge a prima firma del collega Mario Giarrusso inasprisce le pene per quei politici che, pur di ottenere pacchetti di voti, sono disposti a scendere a patti con le mafie. Le elezioni devono essere libere, la mafia deve restare fuori dallo Stato"

"L'approvazione in via definitiva della legge M5S contro il voto di scambio politico-mafioso è motivo di enorme soddisfazione. È un provvedimento che – sono parole di Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento – contrasta il malaffare e tutela la democrazia, inasprendo le pene per i politici che scendono a patti con la criminalità organizzata in cambio di voti. Le mafie sono una piaga di questo Paese e si combattono non a parole ma con i fatti. Chi amministra la cosa pubblica, non può avere alcun tipo di contiguità associazioni mafiose. La politica deve rispondere esclusivamente agli interessi dei cittadini che devono poter scegliere legittimamente i loro rappresentanti. Con il provvedimento varato dal Senato mettiamo la mafia fuori dallo Stato".

Critiche, invece, le opposizioni. "Non si può non riconoscere che grazie alle nostre leggi, mai modificate, si continua a combattere la mafia con le norme più giuste. Questa legge non la votiamo invece perché prevede – è uno stralcio dell'intervento in Aula di Giacomo Caliendo, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia – soltanto aumenti di pena sconsiderati e incoerenti con la complessiva legislazione penale. Non condividiamo inoltre che in materia penale si intervenga ogni due anni rendendo così la legislazione slabbrata e in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione. Noi riteniamo che il vero antidoto alla mafia siano processi rapidi applicando norme equilibrate e severe come quelle da noi realizzate. Oggi più che mai vogliamo ribadire che i nostri governi di centrodestra di cui faceva parte anche la Lega hanno approvato leggi di contrasto alla criminalità organizzata tuttora in vigore".

Anche il P.D. ha votato contro: "All'inizio della scorsa legislatura fu approvata la riforma del 416 ter. Quella riforma, lo ha ripetuto la procura Antimafia più volte, ha funzionato, ha consentito molte condanne. Era una norma chiara, equilibrata, condivisa dalla magistratura e dal vasto mondo associativo Antimafia, che nessuno aveva chiesto di modificare. Ora questa maggioranza, in nome della propaganda, la vuole cambiare al fine di intestarsi una battaglia per apparire gli unici depositari del principio di legalità, proprio mentre il decreto sblocca cantieri fa un passo indietro su questo terreno, come denunciato anche oggi da Raffaele Cantone – ha detto nel suo intervento il senatore Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd -. Per apparire più onesti degli altri, Lega e 5S peggiorano e mettono a rischio una norma importante: si restringe il campo, si crea incertezza interpretativa, si rischiano profili di illegittimità costituzionale con pene sproporzionate e senza logica. L'unico risultato che si ottiene è quello di indebolire il contrasto al voto di scambio politico-mafioso".

Non tutta l'opposizione ha però votato contro. Pietro Grasso, ex procuratore capo di Palermo, si è espresso favorevolmente, e con lui i senatori di LeU: "ll Paese merita molto di più di quanto non stiate facendo su questo come su tutti gli altri fronti della vostra azione politica. Ci aspettiamo altri provvedimenti in Commissione e in Aula per rendere il contrasto alle mafie più efficace, la lotta all'economia criminale più incisiva e i processi più rapidi. Ciò premesso, e dandovi ulteriore prova di quanto quello che ci interessa è il merito dei provvedimenti e non la parte politica che li sostiene, riteniamo che la nuova fattispecie del 416-ter, soprattutto dopo le modifiche apportate alla Camera, sia migliorativa rispetto all'attuale, e per questo annuncio che Liberi e Uguali voterà a favore".

 

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