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"Caro Salvini, a scriverti è il figlio di un giudice, uno di quelli che non si fa selfie in Ferrari". Il post di Andrea Lembo scuote il web ma il ministro: "Una parte di loro ha fini politici"

Screenshot_20180909-163100_Facebook Andrea Lembo

​Dopo le esternazioni sui giudici del Ministro dell'Interno Matteo Salvini, si sono registrate tante reazioni, di cui abbiamo cercato di dare conto in questo portale, citando le più significative, da quelle del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura a quelle dell'Associazione Nazionale Magistrati e da quelle, ancor più recenti, della presidenza e della segreteria nazionale di Magistratura Democratica.

Adesso, vogliamo dar voce e parola al post scritto da Andrea Lembo, 32 anni, Avvocato, che nella propria bacheca Facebook ha scritto una breve lettera aperta al ministro, precisando di farlo semplicemente come figlio di un magistrato (il padre, per inciso, è Corrado Lembo, procuratore della Repubblica di Salerno). Un post che, in poche ore, ha accumulato decine di migliaia di like e che riportiamo nella sua interezza. Ciascuno potrà, con autonomia di giudizio, farsi un'idea.

Non prima, tuttavia, di dare atto che lo stesso ministro dell'Interno Matteo Salvini, intervenuto questa mattina nell''Indignato speciale' su Rtl102.5, ha smentito di aver ricevuto una telefonata dal vice premier Di Maio dopo la polemica con i magistrati per i fatti legati alla Diciotti.

"Non ho fatto né un attacco alla magistratura il giorno prima, né una retromarcia il giorno dopo - ha spiegato il vice premier -. Mi sono semplicemente detto sorpreso che una procura siciliana, con tutti i problemi di mafia che ci sono in Sicilia, stia dedicando settimane di tempo a indagare me, Ministro dell'interno, che ho fatto quello che ho sempre detto che avrei fatto e cioè bloccare le navi. È una decisione politica".

"Per carità di Dio - ha aggiunto - non ce l'ho con i magistrati, come non ce l'ho con i dentisti o i tassisti. Se un tassista ti frega, non vuole dire che tutti ti fregano. Ma che ci sia qualche magistrato con chiare e evidenti simpatie politiche non svelo il mistero di Fatima". Concetto poi ribadito sui social, con un post dedicato a Magistratura Democratica, che "sposa la campagna pro-immigrazioneinsieme, tra gli altri, a: Ong, Arci, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e coop varie (compresa la 'Baobab Experience' dove si erano rifugiati gli sbarcati della Diciotti). Poi quello accusato di ledere l'autonomia dei magistrati - scrive - sono io...".

"Caro Salvini, è il figlio di un giudice che ti parla.

Tu dici "io sono stato eletto dal popolo e i giudici no", ed hai ragione. Tu, con il tuo populismo da 4 soldi ti sei presentato alle elezioni, riempiendo la testa della gente di chiacchiere e false promesse (che fino ad ora non hai mantenuto) ingannandola e convincendola a votarti. 

I giudici passano la vita a studiare ed a fare concorsi, vengono sbattuti lontani dalle loro famiglie per anni, costretti a non vedere crescere i loro figli per servire lo Stato ed i cittadini; i giudici non si fanno i selfie con la Ferrari o con le granite in mano, ma passano le giornate e le nottate a combattere contro delinquenti da strada e contro mafiosi veri, senza scrupoli, che qualche volta, quei giudici, non li fanno tornare vivi a casa.
Perciò hai ragione, tra te ed un giudice non c'è alcuna somiglianza.
Né di onestà, né di moralità, né di onore"

Andrea Lembo​

 

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