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Caso Ragusa, Cassazione conferma condanna per Logli: "La uccise lui". Familiari Roberta: "Fatta giustizia"

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 Il verdetto è arrivato ieri sul finire del pomeriggio, quando al Palazzaccio il Collegio ha concluso la camera di consiglio e ha letto il dispositivo, alla presenza di centinaia di giornalisti con telecamere. Per la Corte di Cassazione Antonio Logli, 56 anni, una frazione alle porte di Pisa, è il colpevole dell'omicidio, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2002, di Roberta Ragusa, madre dei suoi due figli. È colpevole, altresì, dell'occultamento del suo cadavere, che non è stato più ritrovato. Come si ricorderà, è come in realtà sanno tutti, da propormi il caso giudiziario è divenuto di rilievo nazionale e ha suscitato un ampio dibattito nell'opinione pubblica, l'omicidio sarebbe stato originato da gelosia, dopo la scenata di Roberta che aveva scoperto la relazione tra il coniuge e Sara Calzolaio, ex baby sitter della coppia. I giudici della Suprema Corte hanno quindi confermato la condanna già inflitta dalla corte territoriale per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Una condanna che era stata peraltro comminata all'imputato anche in primo grado, e in relazione alla quale era intervenuta una pronuncia di proscioglimento che era stata annullata dalla stessa corte di legittimità con un primo dictum. Soddisfazione è stata espressa dai parenti di Roberta, presenti al momento della lettura del dispositivo, ma non dai figli della coppia, persuasi dell'innocenza del padre, che nei giorni scorsi avevano scritto una lettera accurata i giudici della Suprema Corte.

«Antonio si ritiene innocente e afferma che questa sentenza sia ingiusta. Pensa ai figli che sono senza una madre e adesso anche senza un padre», sono state le parole del suo difensore subito dopo la pronuncia della Cassazione.

«Giustizia è stata fatta. Non è mai stata credibile l'ipotesi di un allontanamento volontario», hanno invece commentato i familiari della Ragusa. Sin da subito Logli aveva parlato loro della eventualità che lei, a causa di un'amnesia, non fosse stata in grado di tornare a casa. Le indagini, invece, avevano poi fatto emergere la sua relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, la donna che avrebbe poi cresciuto i suoi figli. 

 

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