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"Cesare Battisti in bella mostra al Salone del libro e altri censurati, è questa la libertà di stampa?"

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​Volevo fare l'avvocato mi è stato rifiutato credo almeno venti volte. Da venti editori diversi.
Un pomeriggio – quando avevo perduto la speranza – mi chiamò un ragazzo, Francesco Giubilei.
Era un editore. Quello che sarebbe diventato il mio. Era giovane, anzi giovanissimo.
Mi disse che avrebbe pubblicato il libro e che non avrei dovuto sborsare neanche un soldo.
Il mio sogno.
Volevo fare lo scrittore da una vita,ma la pubblicazione non arrivava.
Giubilei me la offrì e la mia vita – comunque – svoltò.
Non sono diventato Ken Follett ma i libri che sono venuti dopo mi hanno dato la possibilità di dire la mia.
E di avventurarmi in un mondo che non ho mai cessato di amare:quello della scrittura.
Un mondo libero, dove puoi farci accadere tutto quello che vuoi. Senza limiti, senza rete sotto. Libero di inventarti tutto.
Da donne con le tette grosse a investigatori senza licenza e con l'impermeabile gualcito.
Il mondo della lettura è fantastico perchè ci puoi vivere dando la stura a tutte le fantasie e accendendo la miccia per tutti i voli intellettuali che covi dentro di te.
Ecco perchè le minacce a Francesco Giubilei – di morte – e alla sua casa editrice al Salone del Libro mi hanno lasciato basito. Incazzato.
Furioso.

 Il Salone del Libro è lo specchio della realtà. Anche politica. Non dovrebbe essere così perchè i libri sono liberi. Ma è così.
Gli intellettuali di sinistra la fanno da padrone in un luogo che dovrebbe essere la celebrazione della libertà.
Il Governatore del Piemonte e il Sindaco di Torino hanno cacciato la casa editrice Altaforte dal Salone perchè – sostengono – propugnava una certa apologia del fascismo.
Noi crediamo che ciò sia stato invece in quanto editori di un libro su Salvini, a cui l'intellighenzia imperante sta cucendo addosso un certo amarcord per il fascismo.
Perciò, fuori.
I libri di Cesare Battisti stanno in vendita al Salone ma i fascisti di Casa Pound fuori dalle palle, aria.
E minacce a Giubilei in quanto già follemente accusato anch'egli di fare spazio al fascismo.
La sua casa editrice Historica, o la Giubilei Regnani, hanno pubblicato di tutto.
Dai sinistrorsi ai destrorsi.
Non c'è mai stato spazio per il discrimine, ma neanche per una blanda riserva su chi e come scrivesse un libro.
Quando mi ha chiamato al telefono per dirmi che avrebbe pubblicato Volevo fare l'avvocato non mi ha chiesto carta d'identità politica.
Mi ha detto che il libro gli era piaciuto.
Basta.
Ora. Vi sembra corretto che alcuni libri vengano banditi dal Salone del Libro? 
Siete dell'idea che il fascismo sia ancora unico appannaggio di coloro che consideriamo fascisti per definizione ed etichettatura ideologica sicura, cioè quelli vestiti di nero, magari pelati,con manganelli e olio di ordinanza ?
Non sarà mica – in maniera subliminale – un'arma brandita da persone che – nel momento in cui manifesti un'idea un tantino diversa da quella considerata giusta – ti mandano a fanculo, anzi no, ti bandiscono, ti censurano, ti cacciano via perchè ti considerano un appestato ?
E secondo voi la cultura è un affare privato di ciascuno di noi oppure una riserva indiana dove accettare soltanto alcuni cowboy mentre ad altri è vivamente consigliato di andare a cavalcare altrove perchè non graditi ?
Il Salone del Libro.
Quante edizioni ho seguito da pubblicista ma oggi che pena mi fai.

 

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