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Coronavirus, giustizia: si potenzia il processo telematico

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Al fine di contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare, si mira a ricorrere sempre più agli strumenti telematici.

In tale ottica, i decreti legge, le circolari e le linee guida che il governo sta adottando in questi giorni incentivano l'impiego di misure in tema di digitalizzazione del processo e dei procedimenti amministrativi di competenza degli uffici giudiziari: palese è la spinta alla forte utilizzazione degli strumenti tecnologici, non solo per la delocalizzazione e remotizzazione del lavoro delle pubbliche amministrazioni, ma anche per la velocizzazione delle comunicazioni e interazioni con l'utenza esterna ampiamente intesa.

A tal fine si è cercato di incrementare l'informatizzazione in ambito processuale civile e penale, facendo ricorso ad un ampliamento di strumentazione che già è stata adottata dal Ministero della giustizia. Più nel dettaglio:

-in ambito civile, appoggiandosi all'esistente infrastruttura tecnologica del processo civile telematico attivo dal 2014, il decreto Cura Italia prevede l'obbligatorietà del deposito telematico anche per gli atti introduttivi del giudizio (art. 83, comma 11) nonché l'obbligo di versamento del contributo unificato mediante pagamento telematico, anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (art 83, comma 11 secondo periodo);

-in ambito penale si incentiva l'utilizzo del sistema di notificazioni del processo penale, prevedendo l'estensione delle comunicazioni e notificazioni degli avvisi in via telematica al difensore di fiducia anche dell'imputato e delle altre parti processuali, mediante sistemi telematici individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia (art. 83, commi 13, 14, 15). 

Accanto a queste misure, che estendono la portata applicativa di interventi già collaudati da anni, la novità assoluta consiste nel celebrare udienze, civili e penali, da remoto, statuendo che:

-nelle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, la partecipazione delle parti può avvenire a distanza "mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia" (art. 83, comma 7 lett. f). Il Direttore generale dei sistemi informativi, con provvedimento del 10 marzo 2020, ha chiarito che le udienze civili possono svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando i programmi, attualmente a disposizione dell'Amministrazione, Skype for Business e Teams;

- nelle udienze penali la partecipazione da remoto delle persone detenute è assicurata con multivideo conferenza e con altri collegamenti più agili, utilizzando infrastrutture tecnologiche individuate dal Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia (art. 83, comma 12). Il Direttore generale dei sistemi informativi, con provvedimento del 10 marzo 2020, ha precisato che le udienze penali si svolgono, ove possibile, utilizzando gli strumenti di videoconferenza già a disposizione degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari ai sensi dell'art. 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271; in alternativa, possono essere utilizzati i collegamenti da remoto, laddove non sia necessario garantire la fonia riservata tra la persona detenuta, internata o in stato di custodia cautelare ed il suo difensore e qualora il numero degli imputati, che si trovano, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione in luoghi diversi, consenta la reciproca visibilità. 

Un ulteriore impulso alla digitalizzazione è contenuto nelle misure attinenti alla gestione telematica delle richieste degli avvocati (con mera mail) per la "regolamentazione dell'accesso ai servizi" e per la prenotazione di essi (es. per copie urgenti).

Altro campo in cui si potrà/dovrà fare largo uso di modalità digitalizzate è quello della gestione del lavoro da remoto del personale amministrativo (art. 87): il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria ha messo a disposizione di tutti i propri dipendenti, taluni applicativi ( a titolo esemplificativo, CALLIOPE (Protocollo documentale Uffici amministrativi), SCRIPT@ (Protocollo documentale Uffici Giudiziari), SIAMM (Sistema Informativo Amministrativo) – Spese di giustizia; Sistemi di CALL CONFERENCE da remoto che sono fruibili non solo per le udienze, ma anche da dirigenti e personale per impostare, verificare e applicare i vari progetti di lavoro agile; Piattaforma E- LEARNING per la formazione e il corretto uso delle applicazioni ) con tecnologia che consente una variegata e duttile modulazione di progetti di lavoro agile, così permettendo la realizzazione di una serie di attività amministrative e giudiziarie. 

 

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